‘Ambiente Svenduto’, legali Florido chiedono stralcio

Taranto – Terza udienza consecutiva del processo ‘Ambiente Svenduto‘ per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva.

La giornata è iniziata con gli avvocati Carlo e Claudio Petrone che hanno chiesto lo stralcio della posizione dell’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, che fu raggiunto da misura cautelare il 15 maggio del 2013.

I legali di alcuni imputati hanno chiesto alla Corte di Assise di escludere dalla costituzione di parte civile il Codacons e i cittadini di Taranto rappresentati dall’associazione.

Nella prossima udienza (lunedì 25) interloquiranno con la Corte d’Assise l’avv. Nicola Marseglia, per conto di Fabio Riva, ex vice presidente di Riva Fire, e l’avv. Angelo Loreto, per l’Ilva in amministrazione straordinaria, che durante l’udienza preliminare presentò istanza di patteggiamento e potrebbe anche ripresentare la richiesta.

Ambiente Svenduto, le udienze preliminari della settimana

Spazio alle arringhe delle difese. Gli avvocati di Vendola e Archinà chiedono il proscioglimento. Ultime udienze il 23 e 25 febbraio

Taranto – Proseguono ‘a raffica’ le udienze preliminari bis legate all’inchiesta sull’Ilva denominata Ambiente svenduto. Il Tribunale ha lavorato venerdì 12, lunedì 15, martedì e oggi. Si continuerà il 23 e 25 febbraio.

Le udienze a tamburo battente puntano a provare a recuperare il “tempo perduto” con il clamoroso ritorno all’udienza preliminare, dopo che il procedimento si era già incanalato sui binari del dibattimento. Ambiente Svenduto è stato definito uno dei più importanti processi della storia d’Italia.

In programma le arringhe difensive dei vari imputati. Nell’udienza odierna l’avv. Vincenzo Muscatiello, difensore dell’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ha chiesto il proscioglimento del suo assistito contestando il reato di concussione e l’ipotesi di favoritismi all’Ilva. Il legale ha illustrato l’impegno dell’ente in materia ambientale anche facendo proiettare in aula alcune “slide”.

Ha discusso anche la difesa di Perli, uno degli imputati a cui e’ contestata pure l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e all’omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

Ieri ha parlato l’avvocato Giandomenico Caiazza, legale dell’ex responsabile delle relazioni esterne del Gruppo, Girolamo Archinà, che ha respinto le accuse di corruzione nei confronti del suo assistito. Il legale ha analizzato quanto avvenne nel marzo 2010, quando Archinà incontrò il consulente della Procura tarantina, Lorenzo Liberti sull’autostrada Taranto-Bari, in un autogrill ad Acquaviva delle Fonti e secondo l’accusa gli consegnò una busta contenente 10mila euro in contanti per indurre Liberti a falsificare il contenuto di un report tecnico inerente le emissioni di diossina dallo stabilimento Ilva che gli era stata affidata. Secondo il legale, Archinà avrebbe consegnato solo documenti in quanto i 10mila euro fatti prelevare dalle casse dell’Ilva sarebbero stati donati alla Curia arcivescovile del capoluogo jonico.

Nell’udienza di ieri hanno parlato anche gli avvocati Carlo e Claudio Petrone per conto dell’ex presidente della provincia di Taranto Gianni Florido. I legali hanno insistito nella richiesta di rinviare gli atti alla procura o, in subordine, di affidarsi alla decisione del gup per la riformulazione dei capi di imputazione.