Strage Viareggio, riprende il processo: “Controlli sul treno superficiali”

Lucca – Una lunga catena di superficialità, di macchine obsolete, di controlli non eseguiti in maniera corretta sull’assile che è collassato sul carro deragliato nel giugno 2009 a Viareggio. L’accusa dei due pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino nel processo sulla strage di Viareggio si muove in questo scenario. Uno scenario che Amodeo ha definito: “la banalità del male”.

Con queste parole è iniziata la requisitoria dell’accusa nel giorno della ripresa delle udienze dopo la pausa estiva all’interno del Polo Fiere di Sorbano, alle porte di Lucca: i due pm avranno a disposizione altre due udienze, fissate per mercoledì 14 e giovedì 15 settembre, mentre da venerdì 23 la parola passerà alle arringhe difensive.

Il punto di partenza per la requisitoria dei Pm è la circolare Eba (l’ente per la sicurezza ferroviaria tedesca) del 2007. «Guardate – dicono all’unisono i due Pm – che era tutto scritto allora. Venivano date determinate disposizioni in caso di rilevamento di cricche e viene descritto in modo dettagliato cosa accadrebbe in caso di incidente. Già due anni prima, insomma, l’Eba descrive lo scenario che si è verificato a Viareggio due anni dopo».

Di qui i Pm passano a individuare le singole responsabilità delle aziende coinvolte. E tutte hanno, a loro avviso una specifica responsabilità. A partire dalla Jungenthal che effettuò la revisione sull’assile nel novembre 2008. Per l’accusa era inadeguata. Non aveva l’autorizzazione a effettuare i controlli magnetoscopici che avrebbero sicuramente evidenziato l’anomalia; ha utilizzato macchinari scaduti, limitandosi a dare una mano di vernice sull’asse per coprire l’ossidazione.

E’ colpevole anche la Gatx che in quanto proprietaria del carro, in base alle disposizioni dell’Eba, avrebbe dovuto sapere tutto sulla storia dell’asse e fornire disegni e piani indispensabili per svolgere una corretta manutenzione. Colpevole la Cima riparazioni perché quando ha montato sul carro l’asse arrivato dalla Germania avrebbe dovuto accorgersi che gli strumenti utilizzati dalla Jungenthal erano scaduti e pertanto la revisione indicata era di fatto nulla.

Colpevoli infine Rfi e Trenitalia, perché il rilascio dell’autorizzazione a circolare in Italia, stando alle norme in vigore, erano vincolati a requisiti che quel carro, quell’asse e quell’officina di manutenzione non avevano.

Strage di Viareggio, gli striscioni con i volti delle vittime – Galleria fotografica (Repubblica.it)

Strage di Viareggio, parla la Procura (IlTirreno.it)

Strage Viareggio, si conclude la deposizione del professor Frediani

Il consulente di Gatx: “Non c’era ruggine e non c’erano crateri di corrosione sull’assile”. I familiari delle vittime chiedono che non si tenga l’udienza del 29 giugno, settimo anniversario della strage

Lucca – Non c’era ruggine e non c’erano crateri di corrosione sull’assile 98331 che ha ceduto, sotto il treno merci carico di Gpl distribuito in ben 14 cisterne, la notte del 29 giugno 2009 a Viareggio. Secondo il professor Aldo Frediani, consulente di Gatx, si è trattato «di rottura normale che rientra nella casistica della rottura per fatica».

Quella odierna era la seconda udienza per Frediani, che ha ribattuto anche all’obiezione del pubblico ministero Giuseppe Amodeo: «almeno 27 tecnici, consulenti di tutte le parti nel processo, si sono trovati concordi sul fatto che la cricca, al momento della manutenzione dell’assile nell’Officina Jungenthal, oscillava tra 3 e 13 millimetri. Si sono sbagliati tutti e ventisette?». La risposta del professore arriva senza esitazioni: «Francamente ritengo che si siano sbagliati tutti e ventisette». D’altra parte – insisterà Frediani successivamente, rispondendo al pubblico ministero Salvatore Giannino – «non è facile dire che il mondo è contro di te. Ma alla fine credo in quello che faccio».

Intanto i familiari delle trentadue vittime hanno depositato al Tribunale di Lucca la richiesta che non si tenga l’udienza del 29 giugno, giornata di lutto cittadino a Viareggio. I difensori degli imputati non si sono opposti e il presidente del Collegio, Gerardo Boragine, si è riservato di dare «la risposta che l’istanza merita».

Strage Viareggio, solo un teste in aula. Il tribunale fissa nuove udienze

Il giudice Gerardo Boragine moltiplica le udienze da aprile fino a luglio. I pm chiedono che la discussione si svolga per intero prima dell’estate. Sentenza attesa per l’autunno

Lucca – Il processo per la strage di Viareggio accelera. Il presidente del Collegio, Gerardo Boragine (con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino), ha dettato il nuovo calendario per i prossimi mesi, a partire dal 6 aprile, quando le udienze riprendono. Molte le date aggiuntive, con udienze anche di martedì e di venerdì (oltre che il mercoledì) «così da concludere l’istruttoria ed iniziare la discussione», ha detto Boragine. Queste le nuove date, che si aggiungono ai caonici mercoledì di ogni settimana, 6 e 27 maggio; 7, 10, 14, 17, 21 e 24 giugno; 1, 5, 8, 12, 15 e 19 luglio.

I due pubblici ministero Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino hanno avanzato alcune obiezioni ed una proposta. Amodeo ha chiesto che vi sia «assoluta contestualità delle discussioni, senza dividere in due la discussione tra pm e difensori degli imputati». Giannino ha chiesto di «aggiungere udienze ad aprile, per ascoltare i consulenti, poi saltare tutto il mese di maggio, così da organizzare la discussione. In questo modo tutte le parti avrebbero un mese di pausa che è necessario per poi iniziare con il calendario della discussione a giugno e luglio». Una proposta operativa che, almeno per il momento, il Collegio non ha ritenuto di prendere in considerazione.

All’udienza odierna si è presentato un unico testimone dalla Germania: un tecnico informatico, economista, proprietario e direttore di una società di consulenza aziendale di Vienna. E’ venuto a spiegare l’organizzazione della multinazionale Gatx.

Alla prossima udienza (il 6 di aprile) tornano in aula testi delle Ferrovie dello Stato.

Strage, la difesa di Trenitalia: il piano sicurezza riguarda partenza e arrivo

Il trasporto su rotaia di merci pericolose non è mai stato oggetto di un’attenta valutazione del rischio

Lucca – “Trasportare merci o persone – o polli, ndr – è la stessa cosa. Non ci sono priorità.” Parole dell’ingegner Giuseppe Alfonso Cassino, teste chiamato dalla difesa di Trenitalia all’udienza odierna del processo per la strage di Viareggio.

Il piano sicurezza, da quanto emerso in aula, riguarda il punto di partenza e quello di arrivo e le merci pericolose, quali il Gpl contenuto nella cisterna squarciata nel deragliamento che la notte del 29 giugno 2009 mandò in cenere case e vite, sono tali solo nella fase iniziale e finale del trasporto stesso.

L’ingegner Cassino ha affermato che Trenitalia è un’impresa ferroviaria e si occupa cioè della trazione dei convogli mettendo a disposizione locomotori e macchinisti. Il detentore è il proprietario dei carri (Gatx, nel nostro caso) «ed è sul detentore – ha spiegato a più riprese – che ricade il peso della responsabilità delle manutenzioni. L’assile è un elemento fondamentale per un treno, come l’ala per un aereo. Non è pensabile che possa rompersi. Noi dobbiamo fare di tutto per prevenire la rottura, ma una volta rotto non è più possibile fare nulla per evitare le conseguenze».

La prossima udienza del processo è stata anticipata a lunedì 14 marzo. Poi si tornerà in aula il 6 aprile, dopo la pausa pasquale.

Strage Viareggio, in aula il giallo Gatx Europa

Per il consulente di Gatx Austria la capogruppo non esiste. Ma il pm Amodeo mostra le carte agli atti

Lucca – Nell’udienza odierna al processo per la strage di Viareggio ha deposto Peter Lewisch, consulente per la posizione di Gatx Austria, portato in aula dall’avvocato pisano Tullio Padovani. Lewisch aveva il compito di “sfilare” il più possibile Gatx Austria dalle responsabilità che indagini e capi di imputazione attribuiscono alla società.

Il consulente ha esordito illustrando la «struttura societaria Gatx (proprietaria dei carri deragliati, ndr) con diverse società operative in Europa che esercitavano attività autonomamente in base alla ripartizione delle competenze territoriali. Non esisteva nel rapporto tra le società – ha spiegato Lewisch – nessun diritto di intervento, se non quelli normali di un socio in virtù del diritto austriaco. Non vi era, insomma, un contratto di dominazione».

Il pm Giuseppe Amodeo ha presentato alcune missive con intestazione Gatx Rail Europa, società della quale Lewisch ha negato l’esistenza. «Posso rispondere solo genericamente, senza riferimento ai documenti – ha detto – Questo è quello che ho ricostruito sulla base di estratti, visure camerali, altre carte. Gatx Rail Europa è una definizione non tecnica. Si parlava di modifica della struttura in vista di una vera Gatx Europa Group. Ma è un percorso che si è interrotto in seguito all’incidente di Viareggio. Lo si riprese dopo, per un po’, e poi portò ad una riorganizzazione societaria…».

Strage Viareggio, la cisterna era sicurissima. Ma si è squarciata

La Procura ha disposto nuove verifiche sul plastico di Rfi. Il processo riprenderà il 13 gennaio

Lucca – Ultima udienza del 2015 al processo per la strage di Viareggio. In aula Oliver Bherens, dipendente dal 1998 di Gatx Germany, responsabile gestione progetti e costruzione carri, e approvvigionamento dei carri cisterna per Gatx Europa. Bherens ha illustrato quanto rispondente alle normative di sicurezza fosse la cisterna Gatx che si è però squarciata sui binari di Viareggio, nella strage che ha causato 32 vittime. «L’imperativo principale del Rid (Regolamento internazionale concernente il trasporto di merci pericolose, ndr) è che la cisterna resti sempre a tenuta», ha spiegato. «Quale tipo di urto viene preso in considerazione dal Rid – ha domandato il pm Salvatore Giannino – per ritenere conforme la cisterna?». La risposta lascia di sasso: «Non vengono definiti nel Rid scenari di incidenti».

La Procura ha anche disposto nuovi rilievi fotografici e l’acquisizione informatica (anche tridimensionale) del “plastico” di ricostruzione dell’ultima parte del disastro ferroviario, da parte della polizia Scientifica del commissariato di Viareggio.

Una volta terminate le attività, il plastico sarà esattamente nelle stesse condizioni in cui è stato allestito in aula, perché non vi è alcuna operazione “strutturale”.

I giorni per le operazioni dei pm sono stati fissati nel 17 e 18 dicembre e tutta l’attività sarà videoripresa dalla polizia Scientifica.

Il confronto sul plastico e sulla relazione del consulente Rfi, Stefano Bruni, riprenderà in aula il 13 gennaio.

Strage Viareggio, udienza annullata per l’indisponibilità di un giudice

Stabilito il nuovo calendario fino alla fine dell’anno. Attesa per il superconsulente delle Fs

Lucca – Annullata l’udienza odierna al processo della strage di Viareggio. Una scelta obbligata a causa dell’improvvisa indisponibilità di un giudice del collegio. Il giudice Gerardo Boragine si è scusato, ma ha rimarcato che non poteva fare diversamente. Dovevano essere ascoltati i testimoni tedeschi di Gatx e Jungenthal, che saranno sentiti il 16 dicembre.

Il giudice Boragine ha stabilito il calendario delle prossime udienze: si riprende l’11 novembre con un passaggio cruciale. Parlerà l’ingegner Giorgio Diana, il consulente tecnico che ha coordinato fin dall’inizio il lavoro dei consulenti di tutto il gruppo delle Ferrovie dello Stato. Le altre udienze si terranno il 18 e 25 novembre, il 2, 9 e 16 dicembre.

Strage Viareggio, in aula il teste della Cima Riparazioni

Udienza tesa a seguito delle parole dell’ingegner Bonora: “Nessun rischio per la ruggine presente sull’assile” Le vernici sugli assili ferroviari «hanno una funzione esclusivamente estetica».

Lucca – “Nessun rischio per la ruggine presente”. Ad affermarlo, oggi all’udienza del processo per la strage di Viareggio, è stato l’ingegner Pier Luigi Bonora, esperto di vernici, e testimone della Cima Riparazioni. La ruggine, coperta da vernici, secondo il consultente tecnico non avrebbe quindi influito sulla rottura dell’assile, al contrario dei risultati emersi precedentemente. “Ci sono chilometri di autostrade – ha aggiunto il teste – con guard rail arrugginiti”. Una bella differenza, però, con un asse di un treno che viaggia, al contrario del guard – rail, a velocità sostenuta ed è sottoposto a “sollecitazioni”. Come non accorgersi che le note due mani di vernice nascondevano la ruggine? “La vernice sugli assili dei treni viene applicata solo per motivi estetici”. Le risposte del consulente di Cima non hanno mancato di suscitare reazioni decise da parte dei pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino.

Tra i testimoni degli imputati anche Bernd Neumann, dipendente di Gatx che dal 2004 al 2009 ha svolto funzioni di Cfo (Chef financial officer) in Jungenthal, l’officina di Hannover dove è stato revisionato l’ultima volta (novembre 2008) l’assile che poi si è spezzato; e Michael Muhlberg, certificatore Vpi che ha rilasciato l’idoneità a Cima Riparazioni. All’officina italiana vennero fatti rilievi – ha testimoniato Muhlberg rispondendo alle domande dell’avvocato Dalla Casa – su uno «strumento di misurazione non adeguato, la mancanza di strumento di controllo per esame magnetoscopico» ed interventi sulla «parte esterna dell’officina relativa allo stoccaggio». Alla domanda su come il certificatore abbia poi appurato se Cima avesse o meno adempiuto alle prescrizioni,

Muhlberg ha risposto: «Il controllo non è avvenuto in loco, ma Cima ci ha confermato l’avvenuta miglioria». Forse con una e-mail. 

Il processo è stato aggiornato a lunedì 26 ottobre.

Strage, le contraddizioni dell’ingegnere tedesco della Gatx

“I controlli sui carri erano fatti a regola d’arte”, ma non sa come avvenivano.

Lucca – E’ partito dalla Germania con l’intenzione di perorare la causa a favore della Gatx Germania, azienda di cui è tuttora dipendente, ma nella realtà dei fatti l’ingegner Roman Grunhager, ascoltato ieri come testimone della difesa nell’ambito del processo per la strage del 29 giugno 2009, ha finito, forse, con l’ottenere il risultato opposto. Il suo racconto – incalzato dalle domande dei pm Salvatore Giannino e Giuseppe Amodeo – è stato farcito da tanti ‘non so’ e ‘non ricordo’; ma soprattutto è apparso pieno di evidenti contraddizioni che la pubblica accusa ha più volte rimarcato affondando il coltello nella piaga.

Nella testimonianza, resa in un’udienza particolarmente impegnativa per gli inevitabili problemi di traduzione su un terreno molto tecnico, si sono intrecciati controlli interni a Gatx ed esterni, sulle officine di manutenzione. Ma anche audit di soggetti terzi che – lo mette in evidenza l’inchiesta – in realtà si mescolano con controlli e controllori interni.

«Negli ultimi 20 anni non ci sono stati incidenti per rottura di assili né ci sono stati fuoriuscite di gas dalle cisterne». Insomma il caso di Viareggio sarebbe stato unico nel suo genere. E questo perché, stando alla ricostruzione del teste tedesco, Gatx avrebbe sempre effettuato controlli accuratissimi su tutti i carri che vengono revisionati. «Fino al 2007 – ha detto – io andavo personalmente anche una volta alla settimana nelle nostre tre officine e in quelle esterne, fra la Jungenthal. Per accettare un’officina questa deve essere accreditata da Db (l’ente di controllo tedesco) e rispondere a determinati livelli di qualità e standard».

Tutto bene finché è rimasto sul generale. Ma quando sono entrati in ballo i due pubblici ministeri e il teste è stato invitato a entrare nello specifico, i nodi sono venuti al pettine. I controlli che prima erano una volta alla settimana sono diventati più radi e per di più a campione sugli assili. Inoltre tali controlli non erano poi nemmeno tanto accurati. Ci si fidava insomma del singolo operatore senza che restasse alcuna traccia del suo operato ai macchinari di controllo. E tali macchinari? Lo sapeva il teste che alcuni erano scaduti dal 2006? Ma anche di questo aspetto non era lui che se ne occupava «perché la certificazione arrivava direttamente da aziende esterne alla Gatx». E lo stesso vale per i documenti. «Erano altri incaricati che li controllavano». Risposte che hanno fatto perdere la pazienza al Pm Salvatore Giannino: «Abbiamo capito – ha detto – che abbiamo perso una mattinata, perché non è venuto a dirci assolutamente nulla».

Strage di Viareggio: “Carenze e falle nel sistema dei controlli”

Dure accuse dell’ex direttore dell’Agsf a Gatx, Trenitalia e Rfi: “Trenitalia non dette i documenti sul carromerci”

Lucca – “Sicuramente ci fu una falla nel sistema dei controlli, e una carenza nella procedura di manutenzione nella verifica a ultrasuoni». Le parole dell’ingegner Alberto Chiovelli, giunte al termine della mattinata al processo per la strage di Viareggio, pesano come macigni e chiamano in causa eventuali responsabilità di Gatx, proprietaria del carro merci della morte, di Trenitalia, che era l’impresa ferroviaria abilitata con certificato di sicurezza e Rfi in quanto gestore della rete ferroviaria. L’ingegner Alberto Chiovelli ha parlato come ex direttore dell’Agsf, l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, nata nel 2008, e creata apposta, su sollecitazione della Comunità europea, come organismo terzo e indipendente rispetto alle varie imprese ferroviarie con l’obiettivo di disciplinare, normare e vigilare sul trasporto ferroviario. L’ingegner Chiovelli ha illustrato al Collegio giudicante (presieduto dal giudice Gerardo Boragine) cosa era stato fatto e disposto prima dell’incidente del 29 giugno del 2009 e cosa è stato fatto dopo.

Dalla deposizione di Chiovelli è emerso che Trenitalia non riuscì a dare i documenti e le informazioni relativi alla manutenzione del carromerci che provocò il disastro del 29 giugno 2009.

L’udienza è stata seguita dal neoletto sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro, che si è intrattenuto per alcuni minuti con Daniela Rombi dell’associazione Il Mondo che Vorrei, onlus che raccoglie i familiari delle vittime.

Lunedì il sesto anniversario della strage verrà ricordato con una fiaccolata che inizierà alle 20.45.