Alcoa, firmato l’accordo. Niente licenziamenti. Domani referendum fra i lavoratori.

La scorsa notte è stato firmato al ministero dello Sviluppo Economico l’accordo fra sindacati e Alcoa che rimarrà in Italia e investirà nei prossimi tre anni 94,6 milioni di euro.

FirenzeUna buona notizia. Arriva dal lavoro. Dopo nove mesi di lotta, vissuti dalle tute blu con l’incubo di rimanere a braccia conserte, è stato firmato un accordo, quello che riguarda i lavoratori dell’Alcoa. La multinazionale americana dell’alluminio rimarrà in Italia, niente licenziamenti e investimenti per 94,6 milioni di euro nei prossimi tre anni.  E’ quanto emerge dall’accordo, firmato la scorsa notte al ministero dello Sviluppo Economico,  sul piano industriale e sull’occupazione da sindacati e azienda. Il colosso dell’alluminio ha espresso, con tanto di firma, la propria volontà di rimanere in Italia e, a garanzia delle sue intenzioni, ha promesso un piano triennale di investimenti di 94,6 milioni di euro, 60 destinati allo stabilimento di Portovesme in Sardegna, 34,6 a Fusina in Veneto. Mentre a Portovesme saranno riattivate le celle elettrolitiche, a Fusina la sospensione della produzione di alluminio primario sarà temporanea e avrà una durata massima di dodici mesi. Questo aspetto è l’unica nota negativa, secondo la Fiom, di un accordo fimato da tutte le sigle sindacali. La stessa Fiom ha firmato con riserva e in una nota fa sapere che già domani  l’accordo sarà sottoposto all’approvazione dei lavoratori (link).    

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La riserva della Fiom