Editoria, le risorse salgono a 120 milioni

Il segretario della Fnsi Franco Siddi: bene l’aumento dei finanziamenti, ora servono nuove regole

Roma – “I fondi per l’editoria per il 2012 salgono da 47 a 120 milioni”. L’annuncio è stato dato dal segretario della Fnsi, Franco Siddi. Il decreto è in corso di vidimazione da parte del vice ministro Grilli.

I finanziamenti diretti per la stampa tornano quindi “quasi “ ai livelli degli anni scorsi (quando il fondo era di 150 milioni), dando una boccata d’ossigeno al sicuro decine di testate a rischio chiusura.

Siddi ha anche chiesto «nuovi criteri di finanziamento affinché ciascun soggetto beneficiario possa fare i conti per tempo. Non possiamo trovarci, come nel 2011, con aziende che sospendono l’ attività perché non sanno fino a che punto potranno godere ancora dell’ aiuto pubblico, trattandosi di testate non commerciali».

Fondo per l’editoria, ridotti i tagli

Col Ddl Stabilità recuperati 20 milioni di euro, ma restano 50 milioni di tagli

Roma – Nuova puntata sulla telenovela legata ai fondi per l’Editoria. Il maxiemendamento al disegno di legge sulla stabilità approvato al Senato in Commissione bilancio prevede una riduzione del taglio del fondo di 20 milioni di Euro. 

Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), definisce il provvedimento solo una boccata d’aria per il settore. “Meglio di niente – spiega Siddi – È un piccolo risultato delle azioni portate avanti dagli organismi di settore per sostenere il pluralismo dell’informazione e aprire una fase di transizione verso una riforma degli interventi pubblici, che ha trovato autorevole ascolto e risposta nel capo dello Stato”. Non è tuttavia una misura sufficiente e implica un taglio maggiore rispetto a quello medio sofferto dagli altri settori. “20 milioni in meno di tagli a fronte di oltre 50 che rimangono e che sono ben superiori alle dimensioni delle sforbiciate medie di tutti i settori mettono in ginocchio decine e decine di testate, in crisi centinaia di posti di lavoro di giornalisti e alcune migliaia di operatori diretti e indiretti del settore”

Il Presidente Napolitano interviene sui tagli all’editoria: “Governo ci ripensi, così si mortifica il pluralismo”

Roma – Il Capo dello Stato contro i tagli al fondo per l’editoria annunciati dal Governo. Giorgio Napolitano ha risposto alla lettera aperta che gli è stata inviata dai direttori di testate non profit, di partito e cooperative, per denunciare la scure preannunciata sul Fondo per l’editoria.

Il Presidente ha spiegato di aver “letto con attenzione” la missiva e di “rendersi bene conto dell’importanza degli argomenti” che vengono sottolineati dai direttori. Non ha nascosto di condividere “la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare”. Rischi che consistono nella “mortificazione del pluralismo dell’informazione”. E ha aggiunto la sua ferma intenzione “di manifestare questo mio punto di vista al governo”.

Plauso alla presa di posizione del Capo dello Stato è stato espresso dal segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi, che ha detto: “L’invito del Presidente conferma quanto sia prezioso il pluralismo come bene immateriale che merita il sostegno dello Stato, affinché anche le voci non meramente commerciali possano animare il circuito dell’informazione e delle idee”. E poi, rivolgendosi al Governo, ha detto che “non può sottrarsi al dovere di una risposta” perché “non sono in gioco beni di una o dell’altra parte”.

La lettera aperta al Presidente della Repubblica

La risposta del Presidente Napolitano

Rai, contro la Berlinguer un dossier partito dal Tg1

Un dossier, dal titolo “Libro Bianca”, contro il direttore del Tg3 Bianca Berlinguer e fatto circolare da Stefano Campagna, giornalista del Tg1 e membro dell’Usigrai.

Firenze –  Un documento colmo di accuse e aneddoti contro Bianca Berlinguer, messo assieme da un giornalista del Tg1 di Minzolini. Nella Rai dei lunghi coltelli, è l’ora dei dossier. A batterla è il “Libro Bianca” fatto circolare da Stefano Campagna, volto del Tg1 e membro dell’esecutivo dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. Un elenco di presunte prepotenze della direttrice del Tg3, firmato da Campagna, che avrebbe raccolto “notizie da diversi colleghi, che supplicano l’anonimato”. Il giornalista le ha messe nero su bianco perché a suo dire «l’Usigrai non può occuparsi solo del Tg1, girando la testa dall’altra parte quando i problemi riguardano situazioni politicamente imbarazzanti». Così ha provveduto lui, che pure si dice “contrario al dossieraggio stile ex cdr Tg1”, diffondendo le presunte indiscrezioni “a uso interno”.
Peccato però che il dossier abbia fatto il giro di redazioni, dirigenti Rai vicini al centrodestra e rappresentanti sindacali. In tanti hanno letto le bordate contro Berlinguer, apostrofata come la “zarina” e la “direttorissima”. D’altronde il titolo, con l’assonanza con il libro bianco dedicato ad Augusto Minzolini, dice già molto sul senso del testo. “Per par condicio, dopo il libro bianco su Minzolini, qualche nota da sviluppare sul Tg3” ammicca la premessa. Così si parte accusando Berlinguer di aver omesso nel tg l’iscrizione sul registro degli indagati dei presidenti dell’Associazione bancaria italiana e del Monte Paschi di Siena. Oscurati, sempre secondo il dossier, anche l’arresto di un consigliere regionale siciliano del Pd e la condanna di un consigliere regionale democratico in Campania a quattro anni di carcere, per violenza sulla compagna e sulle figlie minorenni. Si legge poi di membri del cdr, promossi da Berlinguer perché l’avrebbero “accompagnata” alla direzione, e di una redazione in rivolta per i suoi metodi autoritari. Spazio anche per un fuori onda: “La conduttrice rivolgendosi al leader del Pd (Bersani, ndr) finisce la domanda con invito perentorio a rispondere sì o no. Bersani con imbarazzo risponde argomentando ma finita la diretta sbotta: “Risponda con sì o no lo dici a tua sorella”.
Solo falsità secondo Berlinguer, che in una nota replica: «Il testo si qualifica da solo, tanto è zeppo di accuse maleodoranti costruite su informazioni totalmente false, scambi di persona e attacchi infamanti a me e alla mia direzione». La direttrice, che ieri ha parlato anche con il nuovo dg della Rai, Lorenza Lei, annuncia il ricorso alle vie legali “nei confronti della fonte anonima e di chiunque abbia concorso alla circolazione” del testo. Le pagine contro Berlinguer riportano però la firma di Campagna. A ricordarlo è un comunicato del cdr del Tg3: “Il cdr non ha bisogno di delegare la tutela sindacale della testata a Stefano Campagna. Invitiamo il collega a non utilizzare l’alibi della tutela dei lavoratori, in quello che sembra un maldestro tentativo di difendere la direzione della sua testata”. Il segretario della Fnsi, Franco Siddi, sottolinea: «Dal caso Boffo fino al maldestro tentativo di colpire, dal Tg1, Pierluca Terzulli del Tg3, si sono verificati episodi che suscitano inquietudine». Mentre il segretario dell’Usigrai, Carlo Verna, precisa: «Il libro bianco su Minzolini è stata un’iniziativa dell’allora cdr del Tg1. Tutto alla luce del sole. Siamo estranei all’iniziativa individuale di Stefano Campagna, che negli ultimi due mesi tra autosospensione e assenze giustificate ha partecipato ai lavori dell’esecutivo una sola volta e per non più di un’ora».
La palla torna quindi nel campo di Campagna, vicino al vice di Minzolini, Gennaro Sangiuliano, a sua volta sostenuto dagli ex colonnelli di An come Gasparri e La Russa. Qualche anno fa Campagna suscitò curiosità definendosi “serenamente gay”. Ora è tornato alla ribalta con le sue segnalazioni. A uso interno.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

Nessuno tocchi Bianca (Popolo viola)