Thyssen, la difesa chiede l’assoluzione per Harald Espenhahn

Al processo di appello per il rogo alla Thyssen, chiesta l’assoluzione per Harald Espehahn, Marco Pucci e Gerald Priegnitz.

TorinoAl termine dell’arringa l’avvocato Ezio Audisio, ha chiesto l’assoluzione di Harald Espenhahn, riconosciuto colpevole in primo grado di omicidio volontario con dolo eventuale per il rogo alla Thyssen. Il legale ha chiesto l’assoluzione «perché il fatto non sussiste, per non avere commesso il fatto e perché il fatto non costituisce reato». Non sono mancati momenti di ira da parte dei familiari delle vittime nell’ascoltare le parole pronunciate durante l’arringa. L’udienza è poi proseguita con l’arringa del professor Franco Coppi, anche lui difensore di Espenhahn.

Thyssen, l’avvocato Coppi: Espenhahn non è un assassino. E i familiari delle vittime abbandonano l’aula.

Per l’avvocato Franco Coppi è insostenibile l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per il suo assistito Harald Espenhahn nel pocesso per il rogo alla Thyssenkrupp. I familiari per protesta hanno abbandonato l’aula.

TorinoLa tensione traspare nei volti dei familiari e dei superstiti, scampati al rogo che più di tre anni fa alla Thyssenkrupp provocò la morte di sette operai. Il clima è teso, l’atmosfera pesante: amici, colleghi e parenti delle vittime attendono con ansia, accompagnata alla rabbia, le parole che saranno pronunciate dal collegio difensivo. L’udienza ha inizio e  la presidente della Corte, Maria Iannibelli, chiede ai parenti – pur comprendendo il loro stato d’animo – di non interrompere la difesa e di uscire dall’aula qualora l’emozione prendesse il sopravvento.  E, così sarà. In questo scenario ad iniziare la sua arringa è l’avvocato Franco Coppi, difensore dell’amministratore delegato Harald Espenhahn.  <<Difendo una causa impopolare>>. Queste le prime parole dell’avvocato Coppi questa mattina in Corte d’Assise a Torino.

Il penalista ha rievocato l’atteggiamento che nel corso del processo si è manifestato nei confronti degli avvocati: <<Ci siamo sentiti addosso sguardi sprezzanti, ci hanno rivolto contumelie, ci hanno chiamati servi>>. Proprio stamani davanti al Palagiustizia è stato diffuso un volantino con le fotografie degli avvocati e la definizione mercenari. Un episodio che lo stesso avvocato ha ricordato in aula.  <<Ci rendiamo conto – ha detto Coppi – dei sentimenti dei familiari delle vittime a cui portiamo senza retorica la nostra solidarietà. Io stesso se mi fossi trovato al loro posto avrei reagito anche peggio. Ma noi non siamo mercenari, siamo uomini di legge come i pubblici ministeri. Abbiamo il dovere di portare un contributo alla giustizia>>. Fin qui, tutti o quasi ad ascoltare.

Poi, è entrato nello specifico del capo di imputazione a carico del suo assistito. <<Per contestare l’omicidio con dolo eventuale dobbiamo pensare – ha precisato Coppi – che Espenhahn abbia lucidamente messo sulla bilancia da un lato l’economia dell’azienda e dall’altro la vita dei dipendenti. Questo è impensabile, a meno che non si stia parlando di un assassino>>. Per protesta le madri delle vittime hanno abbandonato l’aula. L’amministratore delegato Harald Espenhahn è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale e per questo l’accusa ha chiesto una condanna a sedici anni e mezzo.  

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