Informazione, Giuseppe Giulietti eletto presidente della Fnsi

Giuseppe Giulietti eletto presidente della Fnsi

Roma – Giuseppe Giulietti è il nuovo presidente della Federazione nazionale della stampa. A eleggerlo al primo scrutinio, i membri del Consiglio nazionale del sindacato. Settantotto i voti favorevoli, su 101, venti le schede bianche e una nulla. Giulietti succede a Santo Della Volpe, scomparso prematuramente lo scorso luglio

 

Santo, un giornalista “cane da guardia” della democrazia

Firenze Non mi ero reso conto della gravità della malattia di Santo. Non ero presente all’ultima festa di Articolo 21, gli amici mi hanno detto che vi aveva partecipato con la solita carica nonostante i segni della sofferenza. La sua andata ci ha colpito profondamente perché inaspettata. Il dolore per me è doppio, mancano: una telefonata, un incontro, una parola di conforto per Teresa. Ci siamo conosciuti a Torino agli inizi degli anni Ottanta, in Rai non ci siamo professionalmente incrociati: lui al tg io alle reti. La lotta per il diritto di informare e di essere informati, dopo l’editto bulgaro, ci ha fatti rincontrare e l’associazione Articolo 21 ci ha uniti. Quanti dibattiti su e giù per l’Italia.

Che Santo sia stato grande e che lascia un vuoto lo dimostrano le tante e tante testimonianze che in questi giorni sono arrivate direttamente alla famiglia e al sito di Articolo 21. Lui era un giornalista vero, in un mondo di mezze tacche, era un “cane da guardia della democrazia”, tra tanti, troppi “cani da guardia del padrone”, soprattutto dopo l’avvento di Berlusconi e il berlusconismo. So bene che in questi momenti bisognerebbe mettere da parte le polemiche, ma ricordandolo non riesco, Santo Della Volpe è stato un giornalista dalla schiena dritta, mai prima donna, mai solo a parole sempre con i fatti. Don Ciotti aveva visto giusto: solo lui sarebbe stato in grado di sostituire Roberto Morrione a Libera Informazione. Così è stato. Qualche mese fa era diventato presidente della Federazione nazionale della stampa, impegno affrontato con la solita carica e competenza. Eravamo in disaccordo, lui convinto che ci fosse spazio per cambiare non solo la Fnsi ma anche l’Ordine dei giornalisti, io convinto che la deriva è inevitabile. Una categoria che di fronte alla violenza inaudita dell’editto bulgaro nei confronti di Biagi, Santoro, Luttazzi e delle relative redazioni, non è riuscita a creare uno sciopero, una protesta. La verità sta nei fatti: se la categoria fosse stata unita e avesse realmente combattuto il berlusconismo e non solo, non ci sarebbe stata la necessità di fondare Articolo 21 e altre associazioni. L’ultima volta che ho sentito Santo abbiamo parlato della riforma della Rai e del tentativo dei partiti di non mollare l’osso nonostante le promesse di Renzi.

Di lui ho recentemente parlato in un dibattito dedicato proprio alla riforma della legge Gasparri. La proposta, che è in discussione in commissione al Senato, prevede che nel nuovo cda della Rai un consigliere rappresenti i lavoratori dell’azienda, Santo Della Volpe sarebbe stato perfetto: conosceva la Rai come nessun altro, professionalmente ineccepibile, indipendente dai partiti, amato da tutti noi e soprattutto un uomo perbene.

Firma: Loris Mazzetti   (fonte: Articolo 21)

Santo ci ha lasciato con un casino di cose da fare… (di Giorgio Santelli, fonte: Articolo 21)

Gli amici del Casalese

FirenzePerché gli avvocati dell’onorevole Cosentino, ci hanno onorato della loro presenza durante la conferenza stampa alla Fnsi per denunciare proprio la  richiesta di sequestrare il libro “Il Casalese”, dagli stessi avvocati presentata al Tribunale di Napoli? Beninteso, ognuno può  sempre entrare ed uscire dalla sede della Federazione Italiana della Stampa, in occasione di iniziative pubbliche come una conferenza stampa… quella di Corso Vittorio Emanuele a Roma, è la vera Casa della Libertà in Italia. Ha chiuso la sua porta solo quando la censura fascista l’ha serrata d’autorità: quella stessa censura di regime che aveva ordinato di sequestrare libri e giornali per un ventennio.  E che gli avvocati dell’onorevole Cosentino, oggi, chiedono di applicare, mutate mutandis, con l’ex articolo  700 c.d.p , per impedire che un libro-inchiesta scritta a più mani da diversi giornalisti campani e napoletani possa circolare nelle librerie, nelle trasmissioni tv, nelle radio.
Perché gli avvocati si sono presentati alla Fnsi e non sono invece intervenuti a Palazzo San Macuto, nella sede della Camera dei Deputati, quando lo stesso libro è stato presentato due mesi fa? Forse perché in quella occasione, nella sede più istituzionale delle istituzioni, la Biblioteca storica del Parlamento, a presentare quel libro c’erano alcuni deputati, dell’allora maggioranza e dell’allora opposizione, particolarmente “noti” all’onorevole Cosentino: il deputato del FLI, Bocchino ed il senatore Paniz del PdL , ad esempio, oltre a deputati del Partito Democratico. Sia l’on. Bocchino che Paniz avevano polemizzato, anche tra di loro, ma avevano letto e apprezzato il libro, in particolare chi, come l’on. Bocchino, di Cosentino conosce tutta l’ascesa politica, i suoi rapporti con l’ambiente dei Casalesi, il suo ruolo nella PdL della Campania. Insomma tutto quello che  la magistratura ha scritto, inviato alla Camera quando si è votata l’autorizzazione all’arresto di Cosentino, poi bocciata in aula per una manciata di voti.
Cosentino, dopo quella conferenza stampa, aveva, come si dice, furoreggiato e glissato: poi ha capito che con la politica  ci si può anche salvare in Parlamento, ma la stampa,no; quella non si può fermare. Le inchieste, i libri, può solo chiedere di bruciarli, come nei roghi nazisti  degli anni ’30 ricordati dall’on.Barbato, usando il reato di diffamazione che non a caso si richiama all’ ”ex articolo 700” del codice procedura penale. Ed ecco dunque l’arroganza, la sfrontatezza di presentarsi alla FNSI  con le minacce; le stesse delle lettere inviate dagli stessi legali (e sta avvenendo in tutta Italia) a chi osa presentare il libro “Il Casalese” nella propria libreria  o sede istituzionale che sia.
Riproponiamo, proprio per far capire cos’è l’arroganza del Casalese Giovanni Cosentino, il testo della lettera minacciosa che i suoi avvocati stanno mandando a queste librerie o altri luoghi privati di cultura. Testualmente:
“Le scriviamo in nome e per conto di Giovanni Cosentino, per rendervi noto che nei confronti del libro Il Casalese, che apprendiamo verrà presentato presso la sede della Vostra….., è stata già depositata presso il Tribunale di Napoli, sezione proprietà industriale ed intellettuale, una richiesta ex articolo 700 c.p.c. di sequestro del manoscritto, date le numerose false informazioni gravemente diffamatorie in esso contenute e riguardanti la onorabilità e professionalità del nostro assistito, in particolare per quanto concerne false parentale attribuite con alcuni membri della famiglia del boss Schiavone.Tanto vi dovevamo ai soli fini di una corretta e completa informazione non solo di coloro che parteciparanno in qualità di ospiti alla presentazione ma anche di tutto il pubblico presente in sala.
Cordiali Saluti”.
Seguono le firme: il senso della lettera è intimidatorio più di una richiesta di censura preventiva;  ed è minaccioso  e pericolosamente infido quando spende il nome del boss camorrista Schiavone …Buttato lì in 10 righe di lettera , in pratica dice a queste librerie, se osate presentarlo rischiate molto più di una querela…
Quel che non dicono gli avvocati è che il sequestro del libro è affiancato da una richiesta di danni pari a 1 milione e 200mila Euro agli autori ed alla casa editrice. Come dire, chi tocca Cosentino muore, perché una piccola casa editrice potrebbe morire seppellita dai debiti se tale incredibile richiesta fosse accolta.
Quel che succede al libro “Il Casalese” è l’esempio non solo dell’arroganza del potere  e della protervia politica del personaggio in questione: è il sintomo di una pericolosa deriva della libertà di stampa nel nostro paese. Usata come un’arma per ferire e colpire, per il metodo Boffo e la macchina del fango, ben conosciuta dall’on. Cosentino (come sa l’attuale presidente della Regione Campania): ma vista come una libertà da imbrigliare se osa toccare, investigare sul ricco e potente uomo politico amico degli amici. Il Casalese, appunto.
Brutti tempi se si chiede di eliminare un libro, se se ne colpiscono gli autori:
brutti tempi contro i quali è necessario muoversi in tutte le sedi, giudiziarie, di stampa, politiche. Sono in gioco la libertà e la democrazia in questo paese.
Per noi e con noi, i colleghi giornalisti che hanno scritto il libro, troveranno lo Sportello Morrione contro le Querele temerarie: con gli avvocati e gli studi legali dello Sportello pronti a contrastare in tutte le sedi queste intimidazioni  pesanti come le armi dei mafiosi e dei camorristi.
E su Libera Informazione, i colleghi che hanno scritto “Il Casalese” potranno scrivere e rilanciare la loro inchiesta: come e quando vorranno. Potranno, se lo riterranno opportuno, rilanciare in rete le parti che considerano importanti, presentare in pubblico il libro nelle occasioni che sarà necessario organizzare.
Aspettando la prossima lettera dei legali dell’on. Cosentino.

Firma: Santo Della Volpe

Fonte: Liberainformazione

Informazione, il documento dei precari toscani

Tra le richieste quella all’Fnsi di mobilitarsi a sostegno della proposta di legge sull’equo compenso

Firenze – L’assemblea dei giornalisti collaboratori della Toscana, riunitasi il 7 marzo presso la sala Oriana Fallaci della Toscana su iniziativa dell’Associazione Stampa Toscana, intende denunciare con forza la situazione sempre più grave e inaccettabile relativa al mancato pagamento dei compensi in varie testate, quotidiane e non, della Toscana: situazione tanto più inaccettabile in considerazione dei compensi irrisori previsti per il lavoro di giornalisti indispensabili per quotidiani, radio, televisioni e testate on line.

L’assemblea chiede all’Ast di attivarsi in tutti e modi e le sedi possibili per tutelare i diritti dei giornalisti collaboratori, facendosi interprete di questa situazione anche presso l’Fnsi, alla quale si chiede di mobilitarsi a sostegno della proposta di legge sull’equo compenso e di promuovere in tutte le realtà regionali, le attività e la presenza della commissione del lavoro autonomo.

Chiede ai comitati e ai fiduciari di redazione di monitorare attentamente la situazione e di porre la questione dell’entità dei compensi e del loro tempestivo pagamento al centro del confronto con i loro editori, anche prevedendo una specifica rappresentanza del lavoro autonomo al loro fianco.

Alle istituzioni toscane chiede attenzione per la realtà del lavoro precario e autonomo nel giornalismo toscano e l’individuazione di strumenti di incentivo per le aziende che sapranno rispettare le regole, così come il blocco di ogni finanziamento, contributo e pubblicità per le aziende che non le rispetteranno.

Editoria, le risorse salgono a 120 milioni

Il segretario della Fnsi Franco Siddi: bene l’aumento dei finanziamenti, ora servono nuove regole

Roma – “I fondi per l’editoria per il 2012 salgono da 47 a 120 milioni”. L’annuncio è stato dato dal segretario della Fnsi, Franco Siddi. Il decreto è in corso di vidimazione da parte del vice ministro Grilli.

I finanziamenti diretti per la stampa tornano quindi “quasi “ ai livelli degli anni scorsi (quando il fondo era di 150 milioni), dando una boccata d’ossigeno al sicuro decine di testate a rischio chiusura.

Siddi ha anche chiesto «nuovi criteri di finanziamento affinché ciascun soggetto beneficiario possa fare i conti per tempo. Non possiamo trovarci, come nel 2011, con aziende che sospendono l’ attività perché non sanno fino a che punto potranno godere ancora dell’ aiuto pubblico, trattandosi di testate non commerciali».

Fondo per l’editoria, ridotti i tagli

Col Ddl Stabilità recuperati 20 milioni di euro, ma restano 50 milioni di tagli

Roma – Nuova puntata sulla telenovela legata ai fondi per l’Editoria. Il maxiemendamento al disegno di legge sulla stabilità approvato al Senato in Commissione bilancio prevede una riduzione del taglio del fondo di 20 milioni di Euro. 

Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), definisce il provvedimento solo una boccata d’aria per il settore. “Meglio di niente – spiega Siddi – È un piccolo risultato delle azioni portate avanti dagli organismi di settore per sostenere il pluralismo dell’informazione e aprire una fase di transizione verso una riforma degli interventi pubblici, che ha trovato autorevole ascolto e risposta nel capo dello Stato”. Non è tuttavia una misura sufficiente e implica un taglio maggiore rispetto a quello medio sofferto dagli altri settori. “20 milioni in meno di tagli a fronte di oltre 50 che rimangono e che sono ben superiori alle dimensioni delle sforbiciate medie di tutti i settori mettono in ginocchio decine e decine di testate, in crisi centinaia di posti di lavoro di giornalisti e alcune migliaia di operatori diretti e indiretti del settore”

Giornalisti, il 62% dei freelance non arriva a 5 mila euro l’anno

Un rapporto di Lsdi fotografa il divario fra gli assunti e i freelance. “Invisibili” la metà dei giornalisti italiani.

Roma – Un mestiere sempre più precario e mal pagato, con redazioni sempre più vecchie e ristrette, e un turn over inesistente. Fattori che messi insieme, contribuiscono a delineare un’altra caratteristica di una settore in profonda trasformazione: il divario crescente tra chi ha un contratto da dipendente e chi invece svolge questo lavoro da autonomo. Sono alcuni dei tratti più rilevanti della professione giornalistica in Italia che emergono da un aggiornamento della ricerca effettuata da Lsdi – Libertà di stampa, diritto all’informazione – sulla base dei dati relativi al 2010.

Secondo l’indagine, alla fine di quell’anno i giornalisti “visibili” effettivi, cioè con una posizione contributiva all’Inpgi attiva, erano 44.906: 19.895 (44,3 %) nel campo del lavoro subordinato e 25.011 (55,7) fra autonomi e parasubordinati. Un numero complessivo in crescita grazie sopratutto all’impennata dei precari, che ridisegna dall’interno il settore.

“Giornata europea contro il precariato” venerdì 4 novembre

In Italia in programma un convegno della Fnsi a Roma, con dati sulla sempre maggiore frammentazione della professione giornalistica

Roma – Venerdì 4 novembre, è la giornata che la EFJ (European Federation of Journalists, federazione europea dei giornalisti) dedica alla campagna “Stand up for journalism” iniziata nel 2008. Per l’edizione del 2011 il tema è il precariato giornalistico.

In Italia la giornata verterà intorno a un convegno organizzato dalla Fnsi, alle 10.30, presso la sede romana di corso Vittorio Emanuele 349. Verranno diffuso alcuni dati sulla sempre maggiore “frammentazione” della professione giornalistica in Italia, e sull’impoverimento di fasce crescenti di giornalisti freelance e precari.

 

Il Presidente Napolitano interviene sui tagli all’editoria: “Governo ci ripensi, così si mortifica il pluralismo”

Roma – Il Capo dello Stato contro i tagli al fondo per l’editoria annunciati dal Governo. Giorgio Napolitano ha risposto alla lettera aperta che gli è stata inviata dai direttori di testate non profit, di partito e cooperative, per denunciare la scure preannunciata sul Fondo per l’editoria.

Il Presidente ha spiegato di aver “letto con attenzione” la missiva e di “rendersi bene conto dell’importanza degli argomenti” che vengono sottolineati dai direttori. Non ha nascosto di condividere “la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare”. Rischi che consistono nella “mortificazione del pluralismo dell’informazione”. E ha aggiunto la sua ferma intenzione “di manifestare questo mio punto di vista al governo”.

Plauso alla presa di posizione del Capo dello Stato è stato espresso dal segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi, che ha detto: “L’invito del Presidente conferma quanto sia prezioso il pluralismo come bene immateriale che merita il sostegno dello Stato, affinché anche le voci non meramente commerciali possano animare il circuito dell’informazione e delle idee”. E poi, rivolgendosi al Governo, ha detto che “non può sottrarsi al dovere di una risposta” perché “non sono in gioco beni di una o dell’altra parte”.

La lettera aperta al Presidente della Repubblica

La risposta del Presidente Napolitano

Il governo conferma i tagli all’editoria per il 2012. Tra il 30 e il 50% di risorse in meno

Lo ha comunicato il sottosegretario con delega sulla materia Paolo Bonaiuti. La riduzione rispetto al budget previsto di 194 milioni di euro

Roma – Notizie negative e preoccupanti per il mondo dell’editoria. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Paolo Bonaiuti, ha ribadito i tagli tra il 30 e il 50% rispetto allo stanziamento di 194 milioni di euro per il 2012. Bonaiuti ha sottolineato come si sia ancora al lavoro sulle tabelle: «Stiamo lottando per ottenere il meglio». Di seguito le reazioni delle varie parti.

La posizione della FIEG

La posizione di FNSI

La nota di Mediacoop