E’ ripartito il processo Ambiente Svenduto

Taranto – Ripreso a Taranto in Corte d’Assise il processo ‘Ambiente Svenduto’ che riguarda il reato di disastro ambientale dell’Ilva.

Il collegio di difesa ha presentato altre eccezioni preliminari, sollevando anche questione di nullità in merito alla seconda udienza preliminare che si è tenuta dopo l’annullamento delle tre udienze iniziali del primo processo per un vizio procedurale. Tra gli altri, come riferisce l’Ansa, hanno preso la parola l’avv. Raffaele Della Valle in difesa di Franco Perli, uno dei legali della vecchia Ilva, e l’avv. Nicola Marseglia per conto di Fabio Riva, ex vice presidente di Riva Fire. Nel suo intervento Marseglia ha tra l’altro paragonato il processo in corso a Taranto a quello di Norimberga.

La Corte d’Assise ha ammesso la Fiom come parte civile nel processo, rigettando la tesi delle difese degli imputati che non la ritenevano legittimata a farlo.

Termini Imerese, riapre la ex Fiat: primi venti operai al lavoro

RomaDopo cinque anni di cassa integrazione per gli ex operai Fiat, ora Blutec, riaprono i cancelli degli stabilimenti di Termini Imerese, chiusi dal 24 novembre 2011. Grazie all’accordo firmato tra Blutec e Invitalia, infatti, da quest’anno fino al 2018 saranno riassorbiti i 700 metalmeccanici rimasti senza lavoro dopo la chiusura della fabbrica, in seguito all’addio dell’azienda del Lingotto dall’Isola. Per i primi venti operai oggi il turno è cominciato alle 9 per occuparsi della produzione di componentistica per auto, un progetto con un investimento di 95,8 milioni, di cui 71 concessi dallo Stato e dalla Regione Siciliana. Si tratta della prima parte del piano industriale siglato tra azienda e Invitalia mentre per la seconda, destinata alla produzione di due modelli di auto ibride ed elettriche, si attende la presentazione del progetto definitivo da 200 milioni di euro. La Blutec ha tempo fino al 30 giugno, poi passerà al vaglio dell’advisor.

“E’ un primo passo che fa ben sperare, una data importante che sarà vissuta con emozione sia dai primi 20 dipendenti, sia da tutti gli altri che attendono di varcare la soglia della fabbrica di Termini Imerese”, dicono i sindacati Cisl.

“Il piano relativo alla produzione di auto ibride rimane ancora sulla cartacosì la Fiom – Eppure, potrà rappresentare la svolta per i 700 lavoratori ex Fiat e i 350 dell’indotto. Su quel piano Blutec deve dare una risposta rispetto agli impegni assunti“.

Processo Olivetti, ascoltati i testimoni di parte civile.

Firenze – «Temo che il problema amianto accompagnerà noi e questa città anche nei prossimi anni». E’ un passaggio della testimonianza di Federico Bellono, segretario provinciale a Torino della Fiom-Cgil che si è costituita parte civile nel processo in corso a Ivrea per le morti da amianto alla Olivetti. Il teste, sollecitato dalle domande, ha ripercorso il lavoro svolto dal sindacato, una volta accertati i primi casi di malattia. «Dall’autunno 2013, la Fiom-Cgil ha costituito una sportello di informazione e di ascolto – ha ricordato Bellono – Questo ha avuto un ruolo molto importante nel raccogliere testimonianze ed elementi che ci hanno portato ad avere contatti con almeno 200 persone». «Di questi – ha precisato Bellono – oltre una settantina si sono trasformati in casi veri e propri, di cui una cinquantina erano relativi a persone che avevano lavorato in Olivetti».

Nella sua deposizione, Bellono ha posto l’accento sul fatto che il problema dell’amianto va oltre la stessa Olivetti. Ed, in tale direzione, ha operato la Fiom-Cgil. «Alcune delle nostre iniziative – ha aggiunto Bellono – hanno avuto un carattere di apertura su un problema che è ampiamente diffuso anche al di fuori dei luoghi di lavoro. Il nostro impegno non è solo un lavoro di ricostruzione di quanto avvenuto nel passato, ma riguarda anche il presente. E’ pieno di strutture con amianto, come alcune realtà ex Olivetti». «La vicenda in questione non è conclusa – ha proseguito Bellono – Temo che il problema amianto accompagnerà noi e questa città anche nei prossimi anni». L’udienza è iniziata in ritardo perché pubblici ministeri Laura Longo e Francesca Traverso sono rimasti bloccati per un po’ sul treno, causa un guasto ferroviario.  

Licenziato operaio che critica la propria azienda. Fiom: “condotta antisindacale”.

Firenze – Mohamed Abdalla Elhag Alì, operaio e delegato Fiom, ha partecipato lo scorso mese al corteo dei lavoratori della Saeco e, prendendo il megafono, ha raccontato la situazione dell’azienda in cui lavora, la Metalcastello spa, colosso metalmeccanico dell’Appennino bolognese. L’azienda, che dal 2014 fa parte del gruppo spagnolo Cie Automotive Ltd, ha giudicato quelle dichiarazioni “gravemente lesive” della propria immagine, e così, per quell’intervento in pubblico, l’11 gennaio Mohamed è stato licenziato. Immediata la reazione della Fiom che ha già dato mandato a un legale di impugnare il licenziamento e di procedere contro la Metalcastello per “condotta antisindacale”.

Amianto all’Olivetti, ammesse le parti civili

Tutte ammesse le parti civili al termine dell’udienza preliminare per le morti di amianto alla Olivetti.

FirenzeTutte ammesse le parti civili al termine dell’udienza preliminare, a Ivrea, per le morti da amianto alla Olivetti. L’ha stabilito il gup Cecilia Marino che ha accolto le varie richieste. Nell’elenco, oltre i familiari delle vittime, figurano i sindacati Fiom e Fim, il comune di Ivrea, Città metropilitana, l’associazione vittime dell’amianto (Afeva), l’Inail e un gruppo di Comuni dell’Eporediese. Inoltre, le parti civili hanno presentato l’istanza, già annunciata da tempo, di citazione per responsabilità civile di Telecom, che nel 2003 prese il controllo della Olivetti. L’udienza in cui sarà discusso l’eventuale rinvio a giudizio degli imputati, fra cui Carlo De Benedetti, Corrado Passera e Roberto Colaninno, è stata aggiornata al 23 settembre. 

Processo Olivetti: la Fiom citerà in giudizio la Telecom

Nell’udienza preliminare per l’amianto alla Olivetti, la Fiom ha chiesto di citare in giudizio la Telecom

FirenzeE’ ripresa a Ivrea l’udienza preliminare per le presunte morti di amianto alla Olivetti. Ad aprire l’udienza il gup Cecilia Marino, distaccata dal Tribunale di Torino e chiamata a sostituire ben due giudici, Alessandro Scialabba e Giuseppe Salerno. Il primo, astenutosi dopo la ricusazione da parte della difesa di uno degli imputati, l’altro invece, in un primo momento chiamato a sostituire Scialabba, sospeso dal Csm a seguito di una condanna di primo grado per abuso d’ufficio. Numerosi gli enti e le associazioni che si sono costituiti parte civile: il comune di Ivrea, la Fiom, la Fim-Cisl, l’associazione dei parenti delle vittime d’amianto, la città metropolitana di Torino, l’Inail e alcuni familiari delle vittime. Inoltre, la Fiom ha annunciato che citerà in giudizio anche la Telecom Spa, dal 2003 fusa con l’Olivetti, per responsabilità civili. Il giudice ha concesso una settimana per la presentazione delle memorie difensive rispetto alle costituzione delle parti civili, e per le controrepliche.

Sono 33 gli ex manager coinvolti, a vario titolo accusati di omicidio colposo e lesioni colpose. Fra questi spiccano i nomi di Carlo De Benedetti, di Corrado Passera e Roberto Colaninno. Per loro l’accusa sostiene che non solo sapevano della pericolosità della fibra ma non fecero nulla per evitarne l’esposizione dei dipendenti. La prossima udienza è aggiornata al 25 maggio. 

Articolo 18, il sindacato tedesco teme un effetto domino in Europa del Jobs Act. Firmato un accordo con la Fiom.

Il sindacato tedesco Ig Metall ha firmato un accordo di collaborazione con la Fiom per contrastare l’azione del governo italiano che ha come obiettivo l’abolizione dell’articolo 18. Il sindacato tedesco teme un effetto domino in Europa del Jobs Act.

Firenze Il segretario provinciale del sindacato Ig Metall di Wolfsburg, Hartwig Erb, ha siglato un accordo di collaborazione con la Fiom per contrastare l’azione del governo italiano che ha come obiettivo l’abolizione dell’articolo 18. Il sindacato tedesco, per voce dello stesso Erb, teme un effetto domino in Europa del Jobs Act. “L’abolizione dell’articolo 18 non è la ricetta per risolvere la crisi economica italiana”, ha spiegato Erb, presente a Bologna per siglare con le tute blu emiliano romagnole un accordo di collaborazione tra i due sindacati. La proposta del tedesco è quella di creare una sorta di fronte comune contro le politiche volte a peggiorare le condizioni di lavoro. “Cancellare l’articolo 18 sarebbe un attentato ai diritti dei lavoratori di tutta Europa. Per questo noi siamo pronti a combattere al fianco della Fiom questa battaglia”.

Fiat, è rottura sul rinnovo del contratto. Rientrano a Pomigliano i 19 delegati Fiom

Critico Maurizio Landini: “L’azienda ha offerto solo 15 euro lordi al mese di una tantum”. Chiuso il contenzioso giudiziario con il Lingotto che prevede il reinserimento dei delegati nello stabilimento di Pomigliano.

Torino – E’ rottura tra Fiat e i sindacati sul rinnovo del contratto degli 86mila lavoratori del gruppo. Durante la riunione di martedì all’Unione industriali di Torino la trattativa si è arenata sul nodo dell’aumento salariale. Fim, Uilm, Fismic, Ugl e l’Associazione quadri, che nel 2011 – diversamente dalla Fiom – hanno firmato il contratto aziendale, chiedevano un “una tantum” di 390 euro per tutti i lavoratori Fiat e Cnh Industrial, inclusi i cassintegrati, ma l’azienda era pronta a concederne solo 200. Aumenti giudicati “inaccettabili” dal segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini.

Sul versante Fiat c’è anche una notizia positiva: l’accordo tra l’azienda e la Fiom, annunciato dallo stesso Landini, per il rientro di tutti e 19 i delegati dei metalmeccanici Cgil a Pomigliano. L’intesa riguarda solo una piccola parte dei 145 operai che, secondo il tribunale di Roma, dovevano essere reintegrati nella fabbrica campana per risolvere il problema della discriminazione nei confronti della Fiom. Nell’ultima udienza i giudici avevano sollecitato le parti a trovare un’intesa. Il reinserimento al lavoro avverrà nelle prossime settimane e si concluderà nei primi giorni di settembre.

Landini ha anche chiesto “assemblee unitarie in tutti gli stabilimenti per una discussione sul piano industriale, sulla questione dei salari e per una rielezione dei delegati”. Ma le reazioni di Uilm e Fim-Cisl al riguardo sono fredde.

Fiat, la Cassazione conferma il diritto all’assunzione di 145 operai con tessera Fiom a Pomigliano

Roma La Cassazione ha confermato il diritto all’assunzione di 145 operai con la tessera della Fiom nella fabbrica della Fiat a Pomigliano, così come era stato stabilito dalla Corte di Appello di Roma che, il 19 ottobre del 2012, aveva ritenuto discriminatorio non riassumere i metalmeccanici iscritti alla sigla guidata da Maurizio Landini. Il verdetto della Suprema Corte su questa controversia di lavoro è stato depositato oggi. Inammissibile il ricorso dell’azienda dopo la cessione dello stabilimento a Fiat Group. 

Fiat, un miliardo di investimenti a Mirafiori ma richiesta di cig fino a settembre 2014. Due giorni dopo avere accettato il rientro dei delegati Fiom nelle fabbriche

L’obiettivo è quello di creare un polo del lusso, con la produzione del suv Levante a marchio Maserati. Dalle trattative esclusa la Fiom. In agosto il Wall Street Journal aveva suggerito la chiusura dello stabilimento

Torino – L’inizio di settembre ha portato un importante annuncio in casa Fiat. L’azienda “dara’ inizio immediatamente al piano di investimenti necessario ad assicurare il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Mirafiori. A questo fine sara’ richiesta la proroga dell’attuale Cassa integrazione straordinaria”. Questa la nota congiunta diramata da Fiat e sindacati dopo l’incontro tra i vertici del Lingotto e i sindacati firmatari del contratto collettivo Fiat: Cisl, Uil, Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Uglm e Associazione Quadri e Capi. L’investimento sarà di un miliardo e a Mirafiori sarà prodotto il suv Levante a marchio Maserati, che debutterà sul mercato nella prima metà del 2015. L’altra faccia della medaglia è la richiesta di prolungamento fino a settembre 2014 della cig straordinaria per 5.321 dipendenti dell’impianto torinese. La giustificazione è la riorganizzazione aziendale dello stabilimento.

Esclusa, come ormai consuetudine, la Fiom, che ha accolto l’annuncio con freddezza. Nei giorni scorsi la Fiat aveva comunicato al sindacato di Landini che intende accettare la nomina dei suoi rappresentanti sindacali aziendali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso, nella quale la Consulta aveva dichiarato che consentendo la rappresentanza sindacale ai soli firmatari del contratto applicato in azienda, l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori contrasta coi «valori del pluralismo e libertà di azione della organizzazione sindacale». I giudici avevano così indicato la violazione di tre articoli della Costituzione. Una decisione accolta positivamente dalla Cgil, con qualche riserva. L’azienda infatti è tornata a porre con forza il tema della rappresentanza sindacale e dell’esigibilità dei contratti come condizione essenziale per mantenere la propria presenza industriale in Italia.

In agosto aveva fatto discutere un articolo uscito sul Wall Street Journal, che definiva lo stabilimento di Mirafiori l’esempio della crisi dell’industria automobilistica europea, suggerendone la chiusura. “Le case europee perdono miliardi mantenendo fabbriche e dipendenti di cui non hanno più bisogno – questa l’analisi del giornale – In Usa per ristrutturare General Motors e Chrysler sono stati chiusi 18 stabilimenti”.

Il commento di Paolo Griseri (Repubblica TV)