“Democrazia, contrasto, lavoro. No a chiusure e licenziamenti”. Il messaggio della Fiom a Marchionne

Sit-in pacifico, nessun disordine. Maurizio Landini invita Sergio Marchionne a presentare il piano Fabbrica Italia, Susanna Camusso chiede al governo di dimettersi.

Roma – Si è tenuto a Roma, senza alcun disordine, il mini-corteo della Fiom nella giornata dello sciopero nazionale di otto ore indetto dal sindacato dei metalmeccanici della Cgil.

Queste le parole del segretario generale Maurizio Landini: “Occorre che Marchionne accetti di discutere il piano (Fabbrica Italia, ndr), che si impegni davvero a fare gli investimenti che ha annunciato e che tenga aperti gli stabilimenti”. Soddisfatto della partecipazione dei lavoratori, Landini sostiene di trovare “folle che nel nostro Paese non ci sia nessuno, non dico la Fiom, ma nemmeno i sindacati che hanno firmato o il governo, che sappia esattamente cosa vuole fare Marchionne. Ed è davanti agli occhi di tutti che gli investimenti li sta facendo da un’altra parte, che la cassa integrazione aumenta e che c’è il rischio di chiusura degli stabilimenti”.

L’analisi di Francesco Paternò sul Manifesto

Cgil: 187 crisi aperte, 225mila lavoratori in bilico

In gravi difficoltà i macro settori produttivi. Tra le 20 vertenze simbolo la Fiat e la Vinyls

Roma – Sono numeri drammatici quelli presentati da uno studio della Cgil relativo alle procedure di crisi aperte presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Più di 225mila lavoratori del settore privato rischiano il posto di lavoro nei prossimi mesi nelle 187 procedure aperte. Senza dimenticare i 500mila lavoratori attualmente in cassa integrazione e i 380mila lavoratori che percepiscono la cassa straordinaria e in deroga (elaborazioni dell’Osservatorio Cig Cgil).

In gravi difficoltà sono i macro settori produttivi, come testimoniano le numerose vertenze legate alla chimica, all’itc (information and communications technology), ma anche al settore farmaceutico, navalmeccanico, degli elettrodomestici, della ceramica, del mobile imbottito e dei trasporti. la Cgil ricorda 20 vertenze simbolo, tra cui i casi Fiat e Vinyls che anche noi seguiamo nei loro sviluppi.

Amianto: condannati tre ex dirigenti di Fincantieri.

Il giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Gianfranco Criscione, ha condannato per omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime tre ex dirigenti di Fincantieri.

FirenzeIl giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Gianfranco Criscione, ha condannato per omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime tre ex dirigenti di Fincantieri. Sette anni e sei mesi sono stati inflitti a Luciano Lemetti, sei anni a Giuseppe Cortesi, tre anni ad Antonio Cipponeri. A tutti e tre gli imputati sono stati condonati tre anni, poichè usufruiranno dell’indulto. Il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione invece per altri due imputati, accusati soltanto di lesioni. Questi, Giuseppe Scrima e Salvatore Grignano, all’epoca dei fatti, erano i legali rappresentanti di due cooperative che lavoravano ai Cantieri navali di Palermo.

Al centro del processo c’è la scomparsa di 37 operai deceduti per tumore ai polmoni determinati dall’inalazione delle fibre di amianto e le lesioni riportate da altri 24 dipendenti che hanno contratto la malattia. La sentenza, inoltre, stabilisce che i tre ex amministratori di Fincantieri dovranno versare risarcimenti milionari.

 I tre ex dirigenti sono stati condannati a pagare soltanto all’Inail una maxi provvisionale che ammonta complessivamente a quattro milioni e centomila euro che rappresenta solo un anticipo del risarcimento che sarà stabilito in seguito dal giudice civile. Risarcite anche le altre parti civili, tra cui la Fiom Cgil, la Camera del lavoro, Legambiente e Medicina democratica (link).

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