Processo Olivetti, la difesa: “L’amianto è dovunque a Ivrea”

Firenze – E’ stato il giorno delle difese nel processo per le morti da amianto alla Olivetti. In realtà, una prima arringa è stata pronunciata il 20 giugno dall’avvocato Guglielmo Giordanengo che, insieme al collega Nicola Menardo, difende l’imputato Camillo Olivetti.  Nell’udienza di oggi, il primo a prendere la parola è stato l’avvocato Claudio D’Alessandro, difensore di Renzo Alzati, Filippo Demonte Barbera e Pierangelo Tarizzo.

Il legale ha avviato la sua arringa ricordando la legge che mette al bando l’impiego dell’amianto. «La legge n° 257 del 27 marzo 1992 non dice togliete l’amianto, ma che è vietato utilizzare amianto», esordisce Claudio D’Alessandro che puntualizza: «L’amianto era ed è tuttora dovunque. Allora, perché siamo così sicuri, al di là del ragionevole dubbio, che i morti di cui oggi si discute, siano da ascriversi all’Olivetti»? «Demonte, Tarizzo e Alzati erano a rischio amianto – continua l’avvocato – Frequentavano la mensa, hanno lavorato per decenni in Olivetti. Perché non hanno contratto il mesotelioma? Questo non lo possiamo sapere».

Dopodiché, l’avvocato ha criticato la scelta del comune di Ivrea di costituirsi parte civile in questo processo. «Mentre io sto parlando – spiega D’Alessandro – stanno togliendo l’amianto dal tetto del comune di Ivrea che è davanti al mio studio. Così, non ho fatto neanche tanta strada per appurarlo».

In un altro passaggio, il legale si è soffermato sulla deposizione di Luigina Bruna Perello (25 gennaio 2016 ndr). «La sua testimonianza – afferma D’Alessandro – , a proposito della struttura delle pareti dell’Officina H e della polvere che, a detta della testimone, lei tutte le mattine doveva ripulire dalla scrivania, è stata palesemente smentita». «I testi Cerbone (deposizione 15 febbraio 2016 ndr) e Boltri (deposizione 7 marzo 2016 ndr) – ricorda l’avvocato – ci dicono che i locali dell’Officina H erano costituiti da struttura metallica e vetro, come rilevabile dalla documentazione agli atti». «Non vi erano sostanzialmente pareti e comunque non pareti coibentate in amianto – precisa l’avvocato – C’era un po’ di amianto, era limitato al termoisolamento del tetto che probabilmente non rilasciava fibre». «Per quanto riguarda la polvere – conclude l’avvocato – abbiamo sentito due testi, Boni e Vittozzi (deposizione 7 marzo 2016 ndr), che hanno smentito l’assunto. I due testimoni hanno dichiarato che la pulizia veniva meticolosamente effettuata ogni sera e che non hanno mai trovato traccia di polvere». I tre imputati sono difesi anche da Matteo Chiantore.

Nel corso dell’udienza hanno parlato anche gli avvocati Luca Achiluzzi, (difensore di Manlio Marini), Stefania Marelli (assiste Anacleto Parziale) e Bruno Del Duomo che difende Giuseppe Calogero.

Fonte: radioradicale.it

 

Amianto, Olivetti: cominciato processo a Ivrea. In aula un solo imputato.

Firenze  Presente in aula questa mattina a Ivrea, all’apertura del processo per le morti di amianto alla Olivetti, soltanto uno dei 17 imputati. Si tratta di Filippo Demonte Barbera, amministratore delegato della Ope dal novembre 1985 al giugno 1987, una controllata dell’Olivetti. Assenti, quindi, gli imputati eccellenti: Carlo De Benedetti, l’ex ministro Corrado Passera e Roberto Colaninno. Demonte Barbera è imputato per la morte di un operaio che lavorava negli stabilimenti di San Bernardo. «Non ho mai avuto nozione che all’epoca ci fossero stati problemi legati alla pericolosità dell’amianto – ha detto Demonte – E non ero uno dei dirigenti responsabili della tutela dell’ambiente in Ope». «Io sono venuto a conoscenza del problema amianto – ha aggiunto Demonte – da un amico che lavorava in California, dove si stava iniziando ad affrontare il problema. In quegli anni si sapeva solo della pericolosità del silicio». 

Il procedimento vedrà sfilare 134 testimoni, 28 saranno i consulenti e 23 le udienze fin qui già fissate fino alla metà di luglio. Al vaglio del Tribunale ci sono dodici casi di morte e due di lesioni. Telecom Italia che ha acquisito Olivetti inoltre è citata come responsabile civile. Intanto, nei giorni scorsi sono state rese note le motivazioni con cui il gup Cecilia Marino il 5 ottobre scorso ha rinviato a giudizio gli imputati. La prossima udienza si svolgerà il 25 gennaio

Processo Olivetti… (di Giampiero Maggio e Andrea Rossi, fonte: La Stampa)