Strage Viareggio, il perito di FS: «Più rischi se la velocità è minore»

Il consulente contesta la tesi della Procura secondo cui ci sono state carenze sui dispositivi di sicurezza, compreso il meccanismo anti-svio per i vagoni.

Lucca – Il muro a protezione delle case, la velocità ridotta, il dispositivo anti-deragliamento? Inutili: a Viareggio non avrebbero evitato la strage ferroviaria del 29 giugno 2009, che causò la morte di 32 persone. Lo ha ribadito Ferruccio Resta, professore del Politecnico di Milano e perito di Ferrovie dello Stato, al processo sul disastro di 7 anni fa. Secondo Resta, anzi, se il treno va più veloce è meglio, perché si riduce l’intervallo di rischio, cioè il periodo in cui è in movimento. Resta ha fornito un parere tecnico per Ferrovie su quelle che, invece, secondo la Procura di Lucca, sono mancanze di sicurezza.

E’ stata un’udienza tra le più lunghe dei due anni e mezzo di processo, con il pm Salvatore Giannino che ha difeso le ragioni della sicurezza lungo i binari d’Italia in un lungo testa-testa con il consulente.

La cosa che fa riflettere è che dopo la strage il muro è stato finalmente eretto. Non solo: Ferrovie ha deciso che a Viareggio le merci pericolose devono transitare a velocità ridotta, entro i 50 chilometri orari. “Se è vero quel che dice il professor Resta, allora, dal 2009 a Viareggio, Ferrovie ha peggiorato le condizioni di sicurezza: ha messo un muro e ridotto la velocità” chiosa sarcastico Marco Piagentini, che nella strage ha perso la moglie e due bambini di 2 e 4 anni, rimanendo lui stesso ustionato sul 98 per cento del corpo.