Strage di Viareggio: parla il consulente della Procura

Il racconto del professore universitario Paolo Toni: “Fu un picchetto a causare la fuoriuscita del gpl”

Lucca – Lo squarcio nella cisterna da cui fuoriuscì il gpl che esplose fuprovocato dall’impatto con un picchetto segnacurve, vicino ai binari. Lo ha affermato il consulente della procura di Lucca, il professor Paolo Toni, durante l’udienza di oggi del processo sulla strage di Viareggio. Si tratta di un’udienza cruciale, perché in essa si discute della causa scatenante dell’incidente.

A differenza di quanto sostengono le Ferrovie, quindi, secondo il consulente della procura non fu la deviata a zampa di lepre, che fa parte di uno scambio, a provocare lo squarcio.

Toni ha fermato l’attenzione sul contestato incidente probatorio del giugno-novembre 2011: “Ai periti del Gip del Tribunale di Lucca – racconta – arrivò una bozza di relazione, firmata da dieci professori universitari, che a me consulente della Procura non fu messa a disposizione se non a ridosso della scadenza termine per deposito relazioni”. Ma non è solo questione formale: “Sorprende – prosegue Paolo Toni – che in realtà le posizioni esposte nella relazione presentata per Ferrovie siano state travasate come posizioni nella relazione dei periti del Gip, Vangi e Licciardello. Le posizioni del carro, le traiettorie segnate sono le stesse…”.

Prossima udienza mercoledì 19 novembre.

Ferrovie, reintegrato De Angelis. Aveva denunciato problemi di sicurezza sugli Eurostar

Roma – La Corte d’Appello di Roma ha confermato il reintegro nel gruppo Ferrovie dello Stato di Dante De Angelis, chiudendo così una lunghissima vertenza giudiziaria.

De Angelis aveva denunciato alla stampa problemi di sicurezza a bordo degli Eurostar e per questo era stato licenziato nell’estate del 2008. Il giudice di primo grado aveva bocciato Fs alla fine del 2009 ma l’azienda è ricorsa in appello, o più correttamente alla procedura di conciliazione davanti al giudice, che ieri ha concluso il suo iter. 

Il comunicato di Fs

Strage di Viareggio: la Procura chiude le indagini. Sono 32 gli indagati, c’è l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti. La città ricorda l’anniversario.

La procura di Lucca ha chiuso le indagini sulla strage di Viareggio che provocò la morte di 32 persone. Sono 32 gli indagati, più nove enti. Fra gli indagati c’è anche Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie.

FirenzeAlla vigilia del terzo anniversario della strage di Viareggio nella quale persero la vita 32 persone, la Procura di Lucca ha chiuso le indagini. Gli indagati sono 32, inizialmente erano 38, più nove enti. Nell’elenco dei destinatari dell’avviso di garanzia c’è l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti. I reati contestati sono disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Ad annunciare la chiusura delle indagini è stato ieri sera il Procuratore capo Aldo Cicala.

Il sindaco ha proclamato lutto cittadino, e le bandiere saranno a mezz’asta non solo per le vie della città, ma anche negli stabilimenti balneari. Per conoscere il programma della giornata clicca qui.

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Strage di Viareggio due anni dopo: nessuno è responsabile.

Il 29 giugno 2009 alle ore 23.48 nella stazione di Viareggio deraglia un treno merci. E’ il treno merci 50325 Trecate-Gricignano. E’ una strage: 32 morti, un quartiere completamente distrutto. A due anni dalla strage, nessun colpevole.

Firenze29 giugno 2009, 23.48. Nella stazione di Viareggio transita un treno merci, che si muove da nord verso sud, da La Spezia in direzione di Pisa, col suo convoglio di quattordici vagoni cisterna carichi di gas.  In quel punto la linea ferrata è costeggiata dai palazzi, in parallelo corre via Ponchielli. Il merci 50325 Trecate-Gricignano deraglia. Il primo carro cisterna trascina fuori dai binari altri quattro dei quattordici vagoni che non sono proprietà delle Fs ma appartengono a una società straniera, la Gatx, sede legale a Vienna. Solo uno si spezza ma  basta a causare l’immane disastro. Le esplosioni e le fiammate investono i palazzi e la strada. Una palazzina, dove vivono 18 persone, si sbriciola. Una più piccola, monofamiliare, prende fuoco. Alla fine, crollate o gravemente danneggiate, le case coinvolte saranno cinque.

Come un proiettile, un grosso pezzo di metallo investe un uomo – che risulterà essere un quarantenne extracomunitario – e lo scaraventa ad una decina di metri uccidendolo. Per lo spostamento d’aria un’altra persona vola contro un cassonetto e avrà le gambe maciullate. Una ragazza, avvolta dalle fiamme, corre in strada, grida, cerca di strapparsi i vestiti. Una tragedia. Una strage. Alla fine i morti saranno 32 , un quartiere completamente distrutto e, a distanza di due anni ancora nessun colpevole. Come per i giovani morti sotto le macerie della Casa dello studente a L’Aquila, o nel traghetto della Moby Prince a Livorno. A Viareggio ci saranno i familiari di questi morti per i quali si chiede giustizia e i rappresentanti dei comitati dei tanti disastri sparsi per l’Italia, con i genitori dei bambini vittime del terremoto di San Giuliano di Puglia, i familiari della strage di Linate , delle mamme e delle mogli  di chi è morto nel rogo della Thyssen, a Torino, o a Piombino nell’altoforno della Lucchini.

«Firmeremo, tutti insieme una dichiarazione d’intenti» racconta Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” . Una sorta di patto tra i comitati che si sosterranno a vicenda in tutte le occasioni in cui ce ne sarà bisogno. Come è accaduto nella battaglia dei comitati per ottenere l’approvazione della “legge Viareggio” , non ancora applicata per intero, che ha consentito a famiglie in difficoltà di avere un riconoscimento economico per continuare a vivere con dignità e non sottostare ai ricatti delle assicurazioni. E ancora: nella mobilitazione comune contro l’approvazione del “processo breve” e la “prescrizione breve” che prospetta uno scenario inquietante per quanto riguarda la strage di Viareggio e di altre situazioni altrettanto drammatiche e dolorose. I familiari delle vittime e sopravvissuti alla strage pretendono che sia fatta giustizia attraverso un giusto processo. Ma anche il rispetto del loro dolore. 

La decisione di organizzare il 29 giugno da parte del Politecnico di Milano un convegno con gli ingegneri della  Lucchini è il segno di una caduta di stile e di sensibilità. I familiari rilevano che proprio nelle sede di Livorno della Lucchini è in corso l’incidente probatorio per stabilire le cause del disastro e che alcuni degli organizzatori e dei relatori del convegno sono consulenti dei massimi dirigenti delle Ferrovie dello Stato, fra cui l’amministratore delegato Mauro Moretti, sotto inchiesta per la strage.  E perciò ne chiedono l’immediata sospensione e il rinvio a dopo la chiusura di tutte le indagini in corso nell’ambito dell’incidente probatorio.  Il 1° luglio è prevista la consegna dei risultati delle analisi effettuate da parte dei tecnici con l’auspicio  che sia finalmente fatta chiarezza sulle cause che provocarono il deragliamento e l’esplosione. Anche in questo secondo anniversario dalla strage i familiari delle 32 vittime e i sopravvissuti scenderanno in strada: ripercorreranno via Ponchielli dove il rintocco di una campana ricorderà l’ora del disastro, si fermeranno alla Croce Verde per la deposizione di fiori e alla Casina dei ricordi. Senza dimenticare che quell’inferno di fuoco è ancora senza colpevoli e con un messaggio chiaro: «i responsabili morali e materiali di questa strage sappiano che non siamo disposti a mollare e che avranno sempre presenti i nostri occhi ed il nostro dolore».

Firma: Roberto Secci

Fonte: Articolo 21

Strage di Viareggio, per non dimenticare (Articolo 21)

Due anni fa la strage (La Repubblica)

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Guarda il video (29 giugno 2011)

Strage di Viareggio: ci sono i nomi. La soddisfazione dei comitati.

Trentotto indagati, fra questi l’amministratore delegato Mauro Moretti per la strage di Viareggio che costò la vita a 32 persone.

FirenzeManager e dipendenti del gruppo Ferrovie dello Stato, Rfi (Rete ferroviaria italiana), Trenitalia, Fs Logistica, Cargo, Cima Riparazioni, la tedesca GATX Rail Germania e l’austriaca GATX Rail Austria, da questo elenco i nomi e i cognomi dei 38 indagati per la strage di Viareggio che, il 29 giugno 2009 costò la vita a 32 persone. Un anno e  mezzo di indagini preliminari per avere un elenco di possibili responsabili a vario titolo e con vari capi di imputazione, dal reato di incendio, a disastro ferroviario, delitti colposi di danno, omicidio colposo, lesioni colpose, fino alla violazione del decreto legislativo del 9 aprile 2008 numero 81, ovvero quello in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Fra i nomi di spicco quello dell’amministratore delegato alle FS Mauro Moretti, riconfermato nell’incarico qualche mese fa, nonostante la ferma opposizione dei comitati dei famigliari delle vittime e insignito di recente del titolo di Cavaliere del lavoro. Soddisfazione viene espressa dall’Assemblea 29 giugno, costituita da comuni cittadini e lavoratori delle ferrovie all’indomani del disastro, per bocca di Riccardo Antonini. Loro quei nomi li facevano da tempo e da tempo avevano indicato alla magistratura quale fosse la strada da seguire e quanto ampie potessero essere le responsabilità. La mobilitazione e la determinazione alla fine hanno pagato: i presidi, gli incontri, le iniziative di fronte al tribunale di Lucca e a quello di Firenze, le audizioni in commissione, hanno sortito l’esito chiesto a gran voce già all’indomani della strage.

Non ha dubbi Antonini: <<Bisogna ringraziare i famigliari che si sono organizzati e hanno perseguito fino i fondo quest’obiettivo, e l’assemblea 29 giugno composta da cittadini, giovani lavoratori e un gruppo di ferrovieri che lotta da anni per la sicurezza e che in questi mesi ha messo a disposizione la propria esperienza, non solo per non dimenticare quanto avvenuto e chiedere verità e giustizia per le vittime di Viareggio, ma anche per proporre misure concrete e mettere in campo una sicurezza effettiva rispetto a quella che oggi non c’è>>.
La sicurezza sul lavoro è un bene collettivo da difendere, era stato questo, quasi da subito il motto portato avanti dall’assemblea, fino a Bruxelles: i fatti di Viareggio lo avevano tragicamente evidenziato e portato di fronte agli occhi di tutti.
Ora spetterà alla magistratura accertare le responsabilità. Anche a carico di Mario Moretti da tempo nel “mirino” dei famigliari e dei comitati di Viareggio, non solo per le responsabilità avute nell’ambito del disastro, in qualità di Ad delle Fs, ma successivamente per le esternazioni poco felici, avute in sede di commissione lavoro, in merito all’accaduto: <<Siamo stati più volte a Roma per chiedere che Moretti non venisse riconfermato nell’incarico viste le responsabilità che aveva avuto nella strage di Viareggio e visto quello che aveva detto a più riprese: in un primo momento che le ferrovie italiane erano le più sicure d’Europa, dopo che si era trattato di uno spiacevole incidente e infine che quando accade un incidente in ferrovia sembra che caschi il mondo>>.
<<A questo proposito – conclude  Antonini – abbiamo anche raccolto 10.000 firme, solo nella città di Viareggio, perchè non fosse riconfermato, ma il ministro dell’Economia e quello dei trasporti non hanno ritenuto di dover tener conto di quella che era il pronunciamento popolare>>.

Fonte: Articolo 21 (a firma di Bruna Iacopino)

Ascolta l’intervista a Riccardo Antonini dell’Assemblea 29 giugno (fonte: Articolo 21)

Strage di Viareggio, 38 indagati… (Il Fatto Quotidiano)

Assemblea 29 giugno

Gli indagati (La Repubblica)

 

Strage di Viareggio: Matteoli annuncia che non parteciperà alla cerimonia di commemorazione. Rispettato il volere dei familiari delle vittime.

In una lettera, inviata al sindaco di Viareggio Luca Lunardini, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha annunciato oggi che non andrà a Viareggio dove domani, ad un anno esatto dalla strage, si svolgerà la cerimonia di commemorazione delle vittime. I comitati e le associazioni, al contempo, invocano verità e giustizia.

Firenze – La posizione, assunta dai familiari delle vittime, era stata chiara: <<Il ministro Altero Matteoli non venga alla cerimonia di commemorazione della strage. Non è persona gradita>>. I comitati e le associazioni, nate dopo la strage di Viareggio (29 giugno 2009) che costò la vita a 32 persone, in più di un’occasione avevano spiegato le loro ragioni. <<Ha difeso a spada tratta – si legge in una nota – Mauro Moretti e sostenuto la sua rinomina>>. Moretti, anch’egli <<persona sgradita>>, è stato confermato la scorsa settimana alla carica di amministratore delegato delle Ferrovie. In una lettera, inviata oggi al sindaco di Viareggio Luca Lunardini (Pdl), il ministro delle Infrastutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha annunciato che non andrà a Viareggio. << Non voglio essere motivo di divisione né di turbamento – scrive Matteoli – in un momento in cui devono prevalere i sentimenti di solidarietà per il dolore delle famiglie delle vittime ed il rispetto per il ricordo di chi ha perso la vita>>. I familiari delle vittime avevano detto da tempo che nessuno spazio doveva essere riservato ai politici. Non sarà così, invece, per i familiari delle vittime di altre stragi che, assieme a quelli di Viareggio, convivono con il dolore e invocano verità e giustizia. I comitati e le associazioni della cittadina toscana hanno invitato i Comitati dei familiari Moby Prince, Casa dello studente dell’Aquila, scuola di S. Giuliano, aeroporto Linate.

Viareggio un anno dopo… (Articolo 21) 

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Strage di Viareggio, le associazioni delle vittime: no alla sfilata dei politici e dei rappresentanti delle Ferrovie

I comitati e le associazioni, “Assemblea 29 giugno” e “Il mondo che vorrei”, nate in seguito alla strage di Viareggio del 29 giugno 2009, dicono no alla sfilata di politici e rappresentanti delle Ferrovie.

FirenzeL’eventuale presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e dei rappresentanti delle Ferrovie alla commemorazione della strage di Viareggio è <<sgradita>>. Lo hanno ribadito nella giornata di sabato presentando le iniziative i comitati e le associazioni, “Assemblea 29 giugno” e “Il mondo che vorrei”, nate in seguito al disastro ferroviario del 29 giugno 2009 che provocò la morte di 32 persone. <<Alla manifestazione – si legge in un comunicato a firma di Riccardo Antonini  (Assemblea 29 giugno) e Daniele Rombi (Il mondo che vorrei) – per ricordare le 32 vittime della strage, per sostenere i familiari, i feriti, i sopravvissuti di questa immane tragedia, parleranno anche i politici>>. <<Questi non erano i patti – prosegue la nota – stipulati tra gli organismi sorti dopo il 29 giugno e l’amministrazione comunale. Inanzitutto, chiediamo il rispetto di questo accordo frutto di sei riunioni in Comune>>. <<Tra l’altro uno dei politici che deve parlare alla manifestazione – aggiungono Riccardo Antonini e Daniele Rombi – sarebbe il ministro dei Trasporti, signor Matteoli, che dopo la strage, da subito, ha difeso a spada tratta il sig. Moretti e sostenuto la sua rinomina>>.

Nella mattinata di venerdì 25 giugno Mauro Moretti è stato confermato alla carica di amministratore delegato delle Ferrovie. <<Un’offesa – puntualizza la nota – alla città di Viareggio ed ai familiari delle vittime che in queste settimae hanno raccolto 10.000 firme affinché il sig. Moretti non ricoprisse mai più quella responsabilità>>. <<Queste novità – si legge nella nota – offendono la nostra città ed uccidono per la seconda volta le vittime della strage>>. Il sindaco di Viareggio Luca Lunardini ha annunciato che il ministro Matteoli sarà presente ma non farà un discorso pubblico. Non andrà a Viareggio invece l’amministratore delegato Mauro Moretti. A rappresentare le Ferrovie, questa la volontà della società, ci sarà comunque una rappresentanza, non voluta però dai familiari delle vittime.

<<Dirigenti Fs, statevene a casa>> (Il Tirreno)

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http://www.assemblea29giugno.info/

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Diciotto indagati per la strage di Viareggio

Diciotto persone sono indagate dalla Procura di Lucca nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

FirenzeDiciotto persone sono indagate dalla Procura di Lucca nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. L’ha riferito la stessa Procura con un comunicato. <<A tutt’oggi risultano iscritte nel registro degli indagati 18 persone>>. <<L’individuazione dei soggetti – si legge nella nota della Procura – da sottoporre a indagine, tuttavia, non può ritenersi allo stato conclusa>>. Al momento, nessun accenno sui nomi degli indagati. Sette persone erano già state iscritte lo scorso aprile nel registro degli indagati. Nella notte del 29 giugno 2009, un treno merci deragliò al passaggio nella stazione di Viareggio, con la fuoriuscita di Gpl dalla ferrocisterna. La conseguente esplosione e l’incendio distrussero via Ponchielli, adiacente alla stazione, e nelle fiamme morirono 32 persone (link).

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