Aldrovandi, poliziotti condannati tornano in servizio.

Firenze I poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi stanno tornando in servizio dopo aver scontato sei mesi di detenzione e il periodo di sospensione. E la famiglia del ragazzo ucciso a Ferrara, che da sempre ne chiede la radiazione, non è stata contattata per esserne informata dalla Polizia o dal ministero dell’Interno. Lo ha spiegato la madre, Patrizia Moretti, che alla domanda se una chiamata se l’aspettava risponde: «Beh, effettivamente sì».

Aldrovandi, indagati per diffamazione Giovanardi, Balboni e Maccari

Firenze La Procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati Carlo Giovanardi, l’ex parlamentare del Pdl Alberto Balboni, oggi nelle fila di Fratelli d’Italia, e il segretario nazionale del Coisp Franco Maccari. Tutti e tre erano stati denunciati per diffamazione da Patrizia Moretti, la madre di Federico, per le dichiarazioni successive al sit-in del sindacato di polizia, che vide la Moretti scendere in strada con la foto del figlio morto per mostrarla ai sindacalisti che manifestavano in favore dei poliziotti che lo avevano ucciso.

Terremoto, le vittime sono ventisei.

E’ salito a 26 il numero delle vittime del terremoto.

FirenzeE’ salito a 26 il numero delle vittime del terremoto. La scorsa notte all’ospedale Maggiore di Bologna è deceduta Sandra Gherardi, 45 anni, rimasta gravemente ferita lo scorso 29 maggio dalla caduta di alcuni cornicioni in una strada di Cento nel ferrarese. Non ce l’ha fatta anche un’altra donna di Cavezzo, Liviana Latini, travolta dalle macerie della sua abitazione al primo piano. Ancora in gravissime condizioni due donne ricoverate all’ospedale Baggiovara di Modena. In pericolo di vita anche un uomo, ricoverato sempre in rianimazione al Maggiore di Bologna, rimasto ferito nella scossa del 29 maggio (link).

Terremoto in Emilia Romagna: 7 morti, 50 feriti, oltre 3000 gli sfollati. Nuove scosse nel pomeriggio.

Terremoto in Emilia Romagna, 6 morti, 50 i feriti, oltre tremila gli sfollati.

FirenzeE’ di sette morti il bilancio provvisorio della prima scossa di terremoto in Emilia Romagna dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo 5.9 tra le province di Modena, Ferrara e Bologna. Si tratta di Tarick Naouch (29 anni), un operaio marocchino che è rimasto schiacciato sotto le travi della sua fabbrica, l’Ursa di Bondeno; di Nicola Cavicchi (35) e Leonardo Ansaloni (50) che stavano lavorando nei forni della Ceramiche Sant’Agostino; infine Gerardo Cesaro (54), travolto dal crollo del tetto della fonderia di alluminio Tecopress, sempre a Sant’Agostino, dove stava svolgendo come le altre vittime del terremoto, il turno di notte. La quinta e la sesta vittima sono state uccise da un malore. Si tratta di Gabi Ehsemann, nata nel 1973 in Germania, morta nell’appartamento in cui risiedeva a Sant’Alberto di San Pietro in Casale e di Nerina Balboni, anziana invalida di 103 anni. A Vigarano Mainarda, nel Ferrarese, una donna di 86 anni, Anna Abeti, ha avuto un ictus dopo il sisma ed è deceduta dopo il ricovero all’ospedale.

La prima scossa, seguita da altre sei, è stata registrata dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 4 e 4 minuti. L’ipocentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena. Al momento i feriti sono una cinquantina, tremila gli sfollati. Dopo le diverse scosse di assestamento, un’altra di magnitudo 5.1 della scala Ricther è stata registrata alle 15.30 di oggi pomeriggio. Al momento si registrano una ottantina di scosse. Ingenti i danni al patrimonio artistico, fra questi crollati edifici storici a Finale Emilia e San Felice sul Panaro. I cittadini si preparano a trascorrere la notte nelle tende allestite dalla Protezione Civile

Il recidivo La Russa e la solidarietà a Formigli

Firenze La nostra associazione esprime la propria solidarietà a Corrado Formigli, inviato di Annozero, che sabato scorso a Milano al Teatro Dal Verme in occasione della manifestazione «In mutande ma vivi», indetta da Giuliano Ferrara, ha ricevuto alcuni pestoni dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. Il ministro, manco fosse un mulo, ha scalciato da dietro al giornalista – come si vede nel filmato del quotidiano Il Fatto -, poi con voce sommessa ha chiesto scusa e subito dopo ha incolpato il giornalista di dare calci. «Mi dà pedate da dietro», ha ripetuto più volte il ministro. Un’affermazione che è smentita dalle immagini. Il ministro La Russa, recidivo in comportamenti visibili soltanto nei cattivi maestri, ha detto una bugia. Successivamente l’inviato di Annozero, al termine della manifestazione, è stato ripetutamente insultato dai presenti. Nella puntata di giovedì ad Annozero sarà ampliamente documentata la scena.

    
La Russa, il ministro scalcia-giornalisti (il video)

Dopo i calci di La Russa, Formigli si prende gli insulti (guarda il video)

Se questo è un ministro (Il Fatto Quotidiano)