Processo Olivetti, ascoltati i testimoni di parte civile.

Firenze – «Temo che il problema amianto accompagnerà noi e questa città anche nei prossimi anni». E’ un passaggio della testimonianza di Federico Bellono, segretario provinciale a Torino della Fiom-Cgil che si è costituita parte civile nel processo in corso a Ivrea per le morti da amianto alla Olivetti. Il teste, sollecitato dalle domande, ha ripercorso il lavoro svolto dal sindacato, una volta accertati i primi casi di malattia. «Dall’autunno 2013, la Fiom-Cgil ha costituito una sportello di informazione e di ascolto – ha ricordato Bellono – Questo ha avuto un ruolo molto importante nel raccogliere testimonianze ed elementi che ci hanno portato ad avere contatti con almeno 200 persone». «Di questi – ha precisato Bellono – oltre una settantina si sono trasformati in casi veri e propri, di cui una cinquantina erano relativi a persone che avevano lavorato in Olivetti».

Nella sua deposizione, Bellono ha posto l’accento sul fatto che il problema dell’amianto va oltre la stessa Olivetti. Ed, in tale direzione, ha operato la Fiom-Cgil. «Alcune delle nostre iniziative – ha aggiunto Bellono – hanno avuto un carattere di apertura su un problema che è ampiamente diffuso anche al di fuori dei luoghi di lavoro. Il nostro impegno non è solo un lavoro di ricostruzione di quanto avvenuto nel passato, ma riguarda anche il presente. E’ pieno di strutture con amianto, come alcune realtà ex Olivetti». «La vicenda in questione non è conclusa – ha proseguito Bellono – Temo che il problema amianto accompagnerà noi e questa città anche nei prossimi anni». L’udienza è iniziata in ritardo perché pubblici ministeri Laura Longo e Francesca Traverso sono rimasti bloccati per un po’ sul treno, causa un guasto ferroviario.  

Fiom: referendum abrogativo sul nuovo contratto in Fiat

L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.

Torino – I delegati Fiom hanno iniziato una raccolta di firme davanti a tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat per chiedere un referendum abrogativo dell’accordo collettivo di primo livello (quello che estende il «modello Pomigliano» a tutti) siglato lo scorso 13 dicembre e che sarà in vigore dal 1° gennaio 2012.

L’iniziativa è stata annunciata dal responsabile nazionale auto Giorgio Airaudo e dal segretario provinciale dei metalmeccanici torinesi Federico Bellono. L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.