Inchiesta Petrolio, la Cassazione trasferisce a Roma l’indagine sul cosiddetto “quartierino”

Roma – Sarà la procura di Roma a continuare le indagini sullo scandalo petrolio in Basilicata. A deciderlo è stata la procura generale della Cassazione, accogliendo il ricorso di Nicola Colicchi, uno degli indagati nell’inchiesta della procura di Potenza che aveva portato alle dimissioni di Federica Guidi da ministro dello Sviluppo Economico. I pm lucani continueranno a condurre la parte dell’inchiesta relativa ai reati ambientali addebitati alle compagnie petrolifere e alla realizzazione del Centro Oli di Tempa Rossa, mentre il filone sul cosiddetto “quartierino romano” e la costola siciliana dell’indagine sarà portata avanti dalla procura capitolina guidata da Giuseppe Pignatone. L’effetto della decisione sarà il trasferimento alla procura di Roma anche delle posizioni di tutti gli altri indagati, fra cui l’ex capo di Stato maggiore della marina l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, la cui posizione fa parte del filone siciliano dell’inchiesta.

Inchiesta Petrolio, De Vincenti risponde ai pm di Potenza

Firenze – Claudio De Vincenti ha risposto ai pm di Potenza sull’inchiesta relativa a Tempa Rossa, l’indagine che ha travolto l’ormai ex ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che non è indagato, è stato sentito come persona informata sui fatti. E presto sarà sentito anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. «Ho fornito – ha detto De Vincenti al termine del colloquio – tutte le informazioni richieste chiarendo le scelte di politica industriale che sono alla base dei provvedimenti del governo». I pm hanno approfondito alcuni aspetti riconducibili alle intercettazioni dell’inchiesta che vedono coinvolto il sottosegretario.

Inchiesta Petrolio: sentito dai pm l’ammiraglio De Giorgi. L’avvocato ha chiesto l’archiviazione.

Si è presentato oggi alla Procura di Potenza l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi e il suo legale ha chiesto l’archiviazione della posizione dell’ufficiale

Firenze – L’ammiraglio Giuseppe De Giorgi si è presentato oggi alla Procura di Potenza che indaga sul petrolio in Basilicata. Il capo di stato maggiore della marina è indagato per abuso d’ufficio, ha spiegato il suo avvocato Pietro Nocita che ha chiesto di archiviare la posizione dell’ufficiale. De Giorgi è indagato per un filone dell’inchiesta, quello relativo al porto di Augusta. «Ha reso dichiarazioni spontanee ai pubblici ministeri di Potenza», ha fatto sapere inoltre lo stesso legale dell’ammiraglio. De Giorgi, secondo l’accusa, avrebbe favorito la nomina del presidente della Port Authority per avvantaggiare Gianluca Gemelli, compagno dell’ex ministro dello Sviluppo Federica Guidi che si è dimessa proprio per il caso Basilicata. Il legale ha spiegato tra l’altro che «è stato prodotto tutto ciò che riguarda il rapporto fra Marina e Porto di Augusta: non c’è nessun atto di concessione o nessun atto della Marina che riguardi un qualche soggetto o una qualche società di quel porto». 

Inchiesta Potenza, De Giorgi: “Non ho niente da nascondere” (fonte: Repubblica)

Inchiesta Petrolio, indagato il sottosegretario alla Salute De Filippo

Firenze Il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, del Pd, è indagato per induzione indebita nell‘inchiesta della procura di Potenza sui presunti vantaggi concessi alla lobby del petrolio. Inchiesta sfociata nelle dimissioni della titolare del dicastero dello Sviluppo, Federica Guidi. All’ex governatore lucano viene contestato un presunto scambio di favori con l’ex sindaco di Corleto Perticara Rosaria Vicino, anche lei del Pd, arrestata il 31 marzo insieme a cinque funzionari del centro oli dell’Eni di Viggiano dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri. Insieme a De Filippo, è stata iscritta nel registro degli indagati la segretaria Mariachiara Montemurro, consigliere comunale del Pd di Gallicchio (Potenza). Secondo gli inquirenti Vicino, ancora ai domiciliari, aveva assicurato all’attuale sottosegretario che si sarebbe spesa per sostenere la Montemurro alle amministrative del 2014 in cambio dell’assunzione del figlio.

Potenza, indagato il sottosegretario: “Scambio di favori… ” (fonte: La Repubblica)

Inchiesta Petrolio, indagato il capo della Marina. I pm ascolteranno Federica Guidi e Maria Elena Boschi.

Firenze Anche il capo di Stato Maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, è indagato sull’inchiesta sul petrolio che ha già determinato le dimissioni dell’ex ministra dello Sviluppo Federica Guidi. Inoltre, la Procura di Potenza è pronta ad ascoltare la stessa Guidi e la sua ex collega Maria Elena Boschi. L’ammiraglio Giuseppe De Giorgi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Potenza insieme a Valter Pastena, dirigente della Ragioneria dello Stato. Le accuse per il militare vanno dall’associazione per delinquere all’abuso d’ufficio fino al traffico di influenze e al traffico illecito di rifiuti, stessi illeciti contestati a Gianluca Gemelli, compagno della Guidi.

 Inchiesta Petrolio, indagato il numero uno della Marina…. (fonte: Il Fatto)

Petrolio in Basilicata, 850mila tonnellate di sostanze pericolose… (fonte: Il Fatto)

 

Scandalo Eni, la ministra Guidi si è dimessa

Roma La ministra dello Sviluppo Economico Federica Guidi si è dimessa, con una lettera al presidente del consiglio Matteo Renzi. Il suo nome è nelle carte dell’inchiesta sugli impianti petroliferi Eni in Basilicata. Agli atti ci sono le telefonate con il compagno Gianluca Gemelli, indagato per traffico d’influenze, a proposito di emendamenti favorevoli alla Total, con cui Gemelli è in rapporti d’affari. In particolare, le carte dei magistrati di Potenza riportano una conversazione in cui Gemelli e la Guidi parlano di un emendamento –  bocciato nello “sblocca Italia” – da inserire di nuovo nella legge di stabilità. Un emendamento “nell’interesse di Total”, annotano gli investigatori, e che poi sarà approvato.

Inchiesta rifiuti nel centro Eni di Viggiano… (fonte: La Repubblica)

Tre commissari per il salvataggio dell’Ilva

Depositata l’istanza per l’amministrazione straordinaria. Il ministro Guidi nomina Gnudi, Carrubba ed Enrico Laghi. Obiettivo: traghettare l’azienda definitivamente via dai Riva e verso la nuova organizzazione societaria

Roma – La nuova Ilva riparte da tre commissari. Nel giorno in cui è stata depositata l’istanza per l’ammissione immediata del gruppo alla procedura di amministrazione straordinaria, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha nominato Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi.  La nomina verrà formalizzata nel decreto ministeriale di ammissione dell’Ilva in amministrazione straordinaria.

Nell’ambito delle audizioni alla Commissione Industria del Senato sul decreto Ilva, il consigliere economico del premier Renzi, Andrea Guerra, aveva fischiato la fine della partita con i Riva, i soci storici del gruppo dell’acciaio. Claudio Riva aveva inviato una lettera al commissario Pietro Gnudi, al premier Renzi e al ministro Guidi proponendo un piano di salvataggio e rilancio dell’Ilva, puntando ad evitare l’amministrazione straordinaria, ma Guerra era stato categorico. “Ai Riva dico: l’arbitro ha già fischiato il fine partita. Tempo scaduto. In due anni e mezzo i Riva non hanno mai presentato un piano. Io mi sono sempre reso disponibile ma i Riva non si sono mai fatti vivi”, ha aggiunto anticipando la richiesta di oggi di amministrazione straordinaria.

A Taranto però la tensione resta alta. Centinaia di lavoratori dell’appalto Ilva, insieme ai rappresentanti sindacali e ai dipendenti diretti del Siderurgico che hanno voluto solidarizzare con loro, questa mattina alle 7 si sono radunati davanti ai cancelli della portineria imprese dello stabilimento e dopo un’ora di assemblea si sono diretti in corteo verso la Prefettura di Taranto per un sit-in di protesta.  

Chi è Enrico Laghi (Fonte: Ilfattoquotidiano)

Guidi, ministro di Renzi o del Cavaliere?

Firenze Che sorpresa vedere il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio intervistato su Rai3 da Lucia Annunziata prima che il governo Renzi riceva la fiducia dal Parlamento. Incidente diplomatico? Tradimento delle regole imposte da Renzi? No, avanscoperta per sondare il terreno, per capire le reazioni utili alla preparazione del discorso per la fiducia al Senato del giorno dopo. Delrio avrebbe dovuto dare garanzie sul conflitto d’interessi del ministro Federica Guidi, informando gli italiani del controllo diretto di Renzi sugli atti futuri del ministero dello Sviluppo economico che ha anche la delega alle Comunicazioni, ovvero le tv cioè gli interessi di Berlusconi. Era più semplice e meno impegnativo nominare al posto della Guidi qualcuno al di sopra di ogni sospetto, ma col piffero che B. avrebbe annunciato: «Faremo un’opposizione costruttiva». E’ lecito pensare che Renzi e Sua Emittenza, nei minuti in cui sono rimasti a quattrocchi durante la consultazione, abbiano parlato anche della Guidi. In quel ministero ci cade sempre uno di fiducia del Cavaliere: più della Guidi chi altro? Una a cui Forza Italia aveva proposto la candidata all’Europee.

«Abbiamo un ministro anche stando all’opposizione» così da esultato Berlusconi alla lettura dei nomi dei ministri. Mentre Mediaset continua a cavalcare indisturbata nelle praterie delle frequenze, della pay-tv e della Borsa, la Rai, che ha già messo da parte i problemi sanremesi ed è già tutta proiettata su cosa accadrà con il nuovo premier: i direttori cominciano a sentire scricchiolare la loro poltrona e fra poco partirà, come al solito, il salto sul carro del vincitore. Nel frattempo mi piacerebbe che si ringraziassero, per la costanza, i 9 milioni di telespettatori (media delle cinque serate) che hanno seguito Sanremo nonostante una presenza di pubblicità degna di una tv commerciale e non del servizio pubblico. Celentano ci ha insegnato che anche sulla pubblicità si può avere creatività e non solo mettere in fila un fiume di break. E’ obbligo della Rai ricordare cosa distingue la tv di servizio pubblico dalla tv commerciale. La Rai, oltre ad avere funzioni informative e di intrattenimento, «ha anche il dovere di formare e acculturare allo scopo di presentare un insieme equilibrato di intrattenimento, cultura, divertimento e informazione». Infarcire un programma, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del servizio pubblico, con tanta pubblicità si dà alibi a chi vorrebbe che dal 2016 il canone venisse frazionato tra più emittenti.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Articolo 21