Fiat, Marchionne invoca la fusione con Chrysler e nega la chiusura di fabbriche in Italia.

Il manager invoca la fusione “il più presto possibile”, ma serve chiudere le trattative con il sindacato che detiene il 41,5% di Chrysler. Tra le altre uscite della giornata, critiche a Draghi e richieste al governo.

Torino – Sergio Marchionne a tutto campo nella giornata di venerdì. L’amministratore delegato di Fiat ha parlato della prossima fusione con Chrysler, affermando che il tentativo è “portare avanti il progetto nel più breve tempo possibile”; delle prospettive dell’azienda per l’Italia, dicendo che non saranno chiusi stabilimenti ma evitando ancora una volta di parlare nel dettaglio dei nuovi investimenti.

L’ad non ha mancato di commentare la situazione economica in Europa (“Sono rimasto scioccato dalla decisione BCE di non abbassare i tassi. Ho visto le reazioni dell’euro stamattina e trovo il valore attuale dell’euro sproporzionato rispetto alle nostre capacità di competere perché non aiuta l’economia, non aiuta nessuno”) e di far pervenire le richieste di Fiat al governo (“L’unica cosa che ho chiesto è che ci lascino lavorare senza ostacoli, non è molto”).