Thyssenkrupp: un applauso che strazia il cuore

FirenzeÈ difficile commentare l’applauso di Confindustria a favore di chi è stato condannato per l’omicidio dei nostri cari: l’amministratore delegato della Thyssenkrupp Harald Espenhahn. E’ uno strazio continuo per noi ogni volta che sentiamo dire non è colpa dell’ad, non è stato il dirigente, le pene sono troppo severe, i giudici si sono fatti influenzare, ecc…. Lasciando sottintendere che la morte dei sette ragazzi sia stata “solo” una fatalità o un “costo” che bisogna mettere in conto, o peggio sia responsabilità degli stessi operai.
Possiamo comprendere che nessuno dei condannati voglia andare in carcere, ma come noi abbiamo accettato in silenzio il verdetto della Corte d’Assise di Torino, vorremmo che almeno la parte migliore della società civile e dell’imprenditoria italiana rispettassero il nostro dolore e non insultassero la memoria dei nostri cari.
Oggi noi parteciperemo al convegno “ThyssenKrupp, la sentenza” organizzato dal giornale Sicurezza e Lavoro con Città di Torino, Provincia di Torino e Regione Piemonte. Ci sarà anche l’avvocato della Thyssen Ezio Audisio. Volevamo che ci fossero anche i dirigenti della multinazionale condannati. Siamo pronti ad ascoltarli, sperando però che per una volta ci siano un minimo di umiltà e di comprensione per la tragedia causata dalla multinazionale dell’acciaio. Quando a metà luglio usciranno le motivazioni della sentenza, faremo un altro incontro (a cura di Sicurezza e Lavoro, ndr): speriamo che la presidente di Confidustria Emma Marcegaglia voglia in quell’occasione venire a Torino a spiegarci le ragioni degli applausi ad Espenhahn e a discutere con noi, gli operai, gli Enti locali e gli imprenditori che saranno disponibili.

Firma: Antonio Boccuzzi e familiari vittime Thyssenkrupp

Fonte: Articolo 21

Thyssen, la sentenza: è omicidio volontario, condannato l’amministratore delegato.

La Corte di Assise di Torino ha riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette operai morti nel rogo alla Thyssenkrupp. L’amministratore delegato Harald Espenhahn è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione.

Torino – La Corte di Assise di Torino ha riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette operai morti nel rogo alla Thyssenkrupp. L’amministratore delegato Harald Espenhahn è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione.  Confermata la condanna a 13 anni e 6 mesi per i quattro dirigenti: Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Gerald Prigneitz e Cosimo Cafueri. Solo per Daniele Moroni la Corte ha aumentato la pena a 10 anni e 10 mesi, l’accusa aveva chiesto 9 anni. I giudici hanno accolto in toto le richieste dei pubblici ministeri.

Alla Thyssen fu omicidio volontario” (La Stampa)

Thyssen, 16 anni e mezzo all’ad Colpevole di omicidio volontario (La Repubblica)

Lo speciale (La Repubblica)

Sentenza Thyssenkrupp… (Il Fatto Quotidiano)

Foto di Elena Saita (Facebook)

Sentenza storica (il video, Repubblica Radio Tv)

Sentenza Thyssenkrupp…. Colloquio con Raffaele Guariniello (Articolo 21)

Thyssen, l’avvocato Coppi: Espenhahn non è un assassino. E i familiari delle vittime abbandonano l’aula.

Per l’avvocato Franco Coppi è insostenibile l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per il suo assistito Harald Espenhahn nel pocesso per il rogo alla Thyssenkrupp. I familiari per protesta hanno abbandonato l’aula.

TorinoLa tensione traspare nei volti dei familiari e dei superstiti, scampati al rogo che più di tre anni fa alla Thyssenkrupp provocò la morte di sette operai. Il clima è teso, l’atmosfera pesante: amici, colleghi e parenti delle vittime attendono con ansia, accompagnata alla rabbia, le parole che saranno pronunciate dal collegio difensivo. L’udienza ha inizio e  la presidente della Corte, Maria Iannibelli, chiede ai parenti – pur comprendendo il loro stato d’animo – di non interrompere la difesa e di uscire dall’aula qualora l’emozione prendesse il sopravvento.  E, così sarà. In questo scenario ad iniziare la sua arringa è l’avvocato Franco Coppi, difensore dell’amministratore delegato Harald Espenhahn.  <<Difendo una causa impopolare>>. Queste le prime parole dell’avvocato Coppi questa mattina in Corte d’Assise a Torino.

Il penalista ha rievocato l’atteggiamento che nel corso del processo si è manifestato nei confronti degli avvocati: <<Ci siamo sentiti addosso sguardi sprezzanti, ci hanno rivolto contumelie, ci hanno chiamati servi>>. Proprio stamani davanti al Palagiustizia è stato diffuso un volantino con le fotografie degli avvocati e la definizione mercenari. Un episodio che lo stesso avvocato ha ricordato in aula.  <<Ci rendiamo conto – ha detto Coppi – dei sentimenti dei familiari delle vittime a cui portiamo senza retorica la nostra solidarietà. Io stesso se mi fossi trovato al loro posto avrei reagito anche peggio. Ma noi non siamo mercenari, siamo uomini di legge come i pubblici ministeri. Abbiamo il dovere di portare un contributo alla giustizia>>. Fin qui, tutti o quasi ad ascoltare.

Poi, è entrato nello specifico del capo di imputazione a carico del suo assistito. <<Per contestare l’omicidio con dolo eventuale dobbiamo pensare – ha precisato Coppi – che Espenhahn abbia lucidamente messo sulla bilancia da un lato l’economia dell’azienda e dall’altro la vita dei dipendenti. Questo è impensabile, a meno che non si stia parlando di un assassino>>. Per protesta le madri delle vittime hanno abbandonato l’aula. L’amministratore delegato Harald Espenhahn è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale e per questo l’accusa ha chiesto una condanna a sedici anni e mezzo.  

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Thyssen, chiesti 16 anni e mezzo per l’amministratore delegato Espenhahn

Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha chiesto una condanna a 16 e mezzo per l’amministratore Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Guariniello ha chiesto per Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Gerald Prigneitz e Cosimo Cafueri (accusati di omicidio colposo con colpa cosciente e omissione dolosa di cautele infortunistiche) una pena a 13 e mezzo. Per gli stessi capi di imputazione per Daniele Moroni è stato chiesto 9 anni. Così, Guariniello, assistito dai pm Traverso e Longo, ha terminato la requisitoria nel processo per il rogo alla Thyssen.

TorinoIl pubblico ministero Raffaele Guariniello ha chiesto una condanna a 16 anni e mezzo per l’amministratore delegato Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Per Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Gerald Prigneitz e Cosimo Cafueri, chiamati a rispondere di omicidio colposo con colpa cosciente e omissione dolosa di cautele infortunistiche, l’accusa ha chiesto 13 anni e sei mesi. Una pena di 9 anni è stata chiesta invece per Daniele Moroni, accusato degli stessi capi di imputazione (omicidio colposo con colpa cosciente e omissione dolosa di cautele infortunistiche). Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, assistito dai pm Laura Longo e Francesca Traverso, ha concluso così la requisitoria nel processo per il rogo alla Thyssenkrupp dove il 6 dicembre 2007 morirono sette persone.

Alla società, chiamata a rispondere in qualità di persona giuridica per la responsabilità amministrativa, è stata richiesta una sanzione pecuniaria di 1 milione e mezzo di euro. Guariniello ha anche proposto l’esclusione della Thyssenkrupp da agevolazioni e sussidi per un anno, la revoca di quelli già concessi, il divieto per un anno di pubblicizzare i propri prodotti e la pubblicazione dell’eventuale condanna sui principali giornali internazionali. Presenti in aula, rappresentanti di partiti politici e istituzioni, parti lese di altre stragi, come quella della Eternit e quella di Viareggio.

Thyssen… (Il Fatto Quotidiano)

Chiesti 16 e mezzo… (La Stampa)

Thyssen… (La Repubblica)

ThyssenKrupp, Guariniello… (www.sicurezzaelavoro.org)