Il Giorno della Memoria 2016. Le iniziative in Toscana

Firenze – Si rinnova in Toscana nel 2016 l’appuntamento con il Giorno della memoria, rinnovando un impegno ideale e culturale contro l’intolleranza, il razzismo, l’odio etnico, il fondamentalismo.

Quest’anno siamo alla sesta edizione del Meeting, ancora al MandelaForum di Firenze, che dal 2006 la Regione Toscana promuove ogni due anni in alternanza con il Treno della memoria, in collaborazione con il Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, le Province, il Comune di Firenze, l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana. Hanno aderito 120 scuole secondarie di secondo grado di tutta la regione, che porteranno 7mila 500 studenti; saranno presenti anche 100 studenti universitari.

Il programma prevede la partecipazione di tanti testimoni diretti che saranno coordinati sul palco da Gad Lerner: le bambine del lager, Kitty Braun e le sorelle Andra e Tatiana Bucci, la testimone della persecuzione contro gli ebrei e della dittatura argentina Vera Vigevani Iarach, l’ebreo della comunità romana Piero Terracina, il partigiano deportato adolescente Marcello Mancini, la deportata politica Vera Michelin Salomon, il militare internato Antornio Ceseri.          

Il tema di quest’anno (“Voi che vivete sicuri – Accoglienza e respingimenti ieri e oggi”) intende affermare il valore della  cultura dell’incontro e dell’accoglienza, della dignità umana personale e collettiva, valorizzando anche l’esperienza  di accoglienza che la Toscana sta realizzando.

Programma Meeting Giorno della Memoria 2016

Tutte le iniziative in Toscana

Strage di Viareggio, la Toscana chiederà al Governo la riforma della prescrizione

Una delibera del M5s approvata all’unanimità in consiglio regionale dà mandato per fare pressione su Parlamento e esecutivo perché i processi su eventi colposi come il disastro ferroviario del 2009 non vengano interrotti

Firenze – Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dovrà fare pressione sul Parlamento e sul governo perché reati come le stragi colpose non cadano più in prescrizione. Partendo dal processo sul disastro ferroviario di Viareggio. A chiederlo è il consiglio regionale della Toscana, che ha approvato all’unanimità la mozione del Movimento 5 Stelle, che impegna la giunta a farsi portavoce di questa battaglia.

Il testo, illustrato da Gabriele Bianchi del Movimento 5 Stelle, impegna la giunta ad attivarsi in occasione della prossima conferenza Stato-Regioni, e nei modi più opportuni verso il Parlamento Italiano, perché èurgente e necessario riformare la legge sulla prescrizione. La garanzia del “diritto di giustizia” di ognuno, anche al di là dell’incidente ferroviario accaduto lo scorso 29 giugno 2009, è stata al centro dei diversi interventi a sostegno della mozione.

Elezioni: Toscana, una volta terra rossa. Adesso, privatizzazioni e avanzata dei fascismi

FirenzeIn Toscana l’affluenza alle urne è stata del 48,28%, un meno 12,43% rispetto alle stesse elezioni regionali di cinque anni fa. Nel 2010 la percentuale votanti fu infatti del 60,71%. Un ulteriore segnale di disaffezione per una politica sempre più distante dai cittadini. Enrico Rossi, confermato presidente, ha perso nell’ultima tornata elettorale tanti voti rispetto alle elezioni del 2010. In quell’occasione ottenne 1.055.751 (59,73%), adesso, le crocette conteggiate a suo favore sono state 656.498 (48,03%). In pratica, ha perso quasi 400mila voti (per l’esattezza 399.253). Lo stesso Pd ha perso voti: è passato dai 641.214 di cinque anni fa ai 614.406 di oggi. Prime crepe nella “sua” Toscana – e non solo, vedi la Liguria – anche per il presidente del Consiglio Renzi, nonostante il probabile soccorso di quella fetta di Forza Italia guidata da Denis Verdini. L’aumento dell’astensionismo e la contemporanea perdita di voti subìta dal Pd e da Rossi, probabilmente confermano quanto ormai le politiche adottate in Toscana, una volta terra rossa, non sono più di sinistra. E, non lo sono ormai da tempo, nonostante la focaccia di Virgilio data in pasto dal presidente Rossi: «La Toscana si riconferma terra di sinistra». E’ sufficiente dare una sbirciatina all’istruzione, al trasporto, alla sanità.  Del resto è l’idea dei cosiddetti “renziani” e di una politica che non conta più nulla o quasi, schiacciata ai voleri della finanza, delle banche e della grande industria. In questo scenario era inevitabile anche in Toscana l’avanzata dei fascismi che superano la soglia del 20%. Buona l’affermazione del M5S (15,05) che, comunque, non potrà fare molto contro le privatizzazioni volute dal Pd e dai suoi interpreti. 

Strage di Viareggio, la testimonianza di Marco Piagentini

Nel disastro ha perso la moglie e due dei suoi tre figli. L’uomo ha invitato il governatore della Toscana Enrico Rossi a partecipare all’udienza. L’Inail viene risarcita ed esce dal processo

Lucca – All’udienza odierna del processo per la strage di Viareggio ha testimoniato Marco Piagentini, che nel disastro ha perso la moglie Stefania e due dei suoi tre bambini, Luca e Lorenzo, e che ha riportato gravissime ustioni. Unico scampato miracolosamente al rogo e alle esplosioni, il bambino più grande, Leonardo, che fu ritrovato quasi illeso sotto le macerie della sua casa.

Piagentini ha raccontato la sua storia: le ustioni, i sei mesi di ospedale tra la vita e la morte, il calvario delle operazioni continue, l’ultima due settimane fa. “Sono stanco, stanco – questa una parte della sua deposizione –  soprattutto di chi, lo dico, ci ha abbandonati. Perché siamo stati abbandonati. Il silenzio che c’è su Viareggio vuol dire che ci hanno abbandonati. Ogni volta che un rappresentante dello Stato e delle istituzioni non è presente, non c’è, non ci rivolge una parola di conforto, significa che ci hanno abbandonato. Quel che ci fa piu’ male non è un no, è il silenzio“.

In apertura di udienza la parte civile Inail ha annunciato di essere stata integralmente risarcita e di uscire dal processo. L’istituto è stato rimborsato dei costi affrontati “per gli infortuni mortali occorsi ai lavoratori Rosario Campo e Antonio Farnocchia, per un importo complessivo pari ad 634.521,90 euro nonché delle spese di costituzione in giudizio”, queste le parole dell’avvocato dell’Inail Giuseppe Quartararo. I due morirono mentre si recavano al lavoro trovandosi sfortunatamente a passare nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Viareggio al momento della tragica esplosione del 29 giugno 2009.

Strage Viareggio, in aula l’ex sindaco Lunardini. Rossi non testimonia

Lunardini si rammarica per avere accettato i due milioni e 800mila euro offerti da Ferrovie dello Stato e Gatx. I familiari delle vittime hanno diffuso un comunicato di protesta per l’assenza del presidente Rossi.

Lucca – L’ex sindaco Luca Lunardini oggi al banco dei testimoni al processo della strage di Viareggio. “Se potessi tornare indietro – queste le sue parole – non firmerei quell’atto”. Accettare, cioè, i due milioni e 800mila euro offerti da Ferrovie dello Stato e Gatx per rifondere i danni subiti dalle infrastrutture, e ricostruire strade, passerella pedonale sui binari, impianti elettrici, idrici e fogne. “Quando mi fu fatta la proposta – ha aggiunto Lunardini – dissi di no, me lo diceva il cuore, poi nonostante il consiglio dell’avvocato Graziano Maffei, accettai, spinto da pareri e atti degli uffici comunali”. Una ammissione di “colpa morale”, quella dell’ex primo cittadino di Viareggio, che ha parlato in aula del suo rammarico.

Tra i testi escussi oggi anche l’ex sindaco Leonardo Betti, che all’epoca della strage era consigliere dell’opposizione, e che durante il suo mandato è sempre stato vicino alle famiglie, sia ai cortei del 29 giugno, in memoria delle vittime, che alle udienze precedenti.

Anche la Regione è parte civile nel processo per la strage di Viareggio, ma il presidente Enrico Rossi aveva da alcuni giorni avvisato il tribunale di non poter testimoniare oggi in aula per precedenti impegni istituzionali e aveva chiesto di essere ascoltato in altra data. Il presidente del collegio giudicante, il giudice Gerardo Boragine, ha ritenuto invece di revocarlo da testimone. Quindi non potrà più comparire in aula. Del resto, come spiegano gli avvocati della Regione, il presidente avrebbe potuto testimoniare esclusivamente in merito ai danni subiti dalla Regione, ovvero riguardo a fatti e circostanze ben note alla corte. I familiari delle vittime lo hanno atteso invano e poi hanno diffuso un comunicato di fuoco.

Strage Viareggio, i testi non si presentano.

Nella prossima udienza testimonieranno il Presidente della Regione Rossi e l’ ex sindaco di Viareggio Lunardini

Lucca – Udienza “lampo” al processo per la strage di Viareggio. E’ stato sentito solo un teste, peraltro marginale. Gli altri, regolarmente citati, non si sono presentati e il fatto ha infastidito sia i familiari delle vittime che il Collegio giudicante presieduto dal giudice Gerardo Boragine.

Il collegio ha fissato il calendario delle testimonianze nelle prossime udienze: mercoledì 13 maggio parleranno Enrico Rossi (presidente Regione), Luca Lunardini (sindaco Viareggio nel giugno 2009), Leonardo Betti (ex sindaco 2013-2014), insieme ai medici di Marco Piagentini (testimoni per l’avvocato Maffei). Il 20 maggio toccherà a Marco Piagentini e ai consulenti delle parti civili. Udienze in programma anche il 27 maggio, il 10 e 17 giugno.

Il ricordo di Ivan Tognarini, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Il professore è morto sabato, avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 2 giugno. Grande e costante il suo impegno nella ricostruzione della storia partigiana locale e non solo.

FIRENZE – E’ morto Ivan Tognarini, presidente dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana. Docente di storia moderna all’Università di Siena fin dalla metà degli anni Settanta, avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 2 giugno.

Grande e costante il suo impegno nella ricostruzione della storia partigiana locale e non solo; così come importantissimi sono stati i suoi studi dedicati alla battaglia di Piombino contribuendo al riconoscimento della medaglia d’oro alla città.

Tante le manifestazioni di cordoglio giunte non appena è stata resa nota la notizia. La Regione Toscana ha deciso di dedicare a Tognarini le iniziative per il Settantesimo anniversario della Liberazione in Toscana.

“Perdiamo uno storico di valore, uno dei primi che si è occupato con rigore scientifico degli eccidi e delle rappresaglie nazifasciste durante la seconda guerra mondiale”, ha detto il vicesindaco di Firenze Dario Nardella.

Sic Fiat Italia, il film documentario su Mirafiori al Teatro Puccini di Firenze

Il documentario di Daniele Segre racconta i giorni del referendum a Mirafiori.

Firenze – Il 13 e il 14 gennaio 2011, si tiene nello stabilimento Fiat di Mirafiori il referendum sull’accettazione o meno delle nuove condizioni di lavoro imposte dall’azienda e fortemente propagandate dal suo amministratore delegato, Sergio Marchionne. Tra gli operai si accende un dibattito infuocato, tra chi vuole opporsi alla rinuncia dei diritti acquisiti in anni di lotte per mantenere il lavoro e chi invece è disposto ad accettare qualunque cosa pur di continuare ad avere un salario, per quanto minimo.

Sull’argomento il regista e documentarista Daniele Segre ha realizzato l’interessante documentario Sic Fiat Italia, un viaggio a ritroso nel mondo del lavoro dal titolo più amaro che ironico.

Il film sarà proiettato giovedì 12 gennaio al Teatro Puccini di Firenze prima e dopo la presentazione del libro di Maurizio Landini e Giancarlo Feliziani “Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo”. Presenti gli autori che ne discuteranno con Enrico Rossi, Paul Ginsborg e Daniele Segre.