Primarie Pd Emilia, dopo Richetti anche Bonaccini. Indagati due candidati su tre.

Firenze ll deputato del Partito democratico Matteo Richetti e il responsabile Enti locali del Stefano Bonaccini, i principali candidati alle primarie del centrosinistra per le Regionali dell’Emilia Romagna, risultano indagati per peculato nell’inchiesta sulle “spese pazze” in Regione. Richetti, prima ancora che uscisse la notizia, si era ritirato dalla corsa parlando tuttavia di “necessità di unità del partito”, mentre il suo avvocato si era affrettato a spiegare che la decisione era solo politica. Non solo: secondo alcune fonti di partito la scelta di Richetti era arrivata dopo “pressioni da Roma”. Ora resta da capire se il fatto che anche Bonaccini è sotto inchiesta possa cambiare ulteriormente i contorni della corsa elettorale interna al centrosinistra. Oltre a Richetti e Bonaccini, infatti, c’è un terzo candidato del Pd in origine renziano (l’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, che dovrebbe raccogliere l’attenzione dell’area vicina a Pippo Civati).

Emilia Romagna, otto consiglieri Pd indagati per peculato. Avviso di garanzia anche per Richetti.

Firenze – Sono otto i consiglieri regionali del Pd dell’Emilia-Romagna indagati per peculato nell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell’assemblea legislativa. La procura della Repubblica di Bologna lo scorso ottobre aveva iscritto nel registro degli indagati i nove capigruppo del consiglio regionale uscente. L’indagine è quella che riguarda le spese dei gruppi consiliari aperta nel 2012 dalle pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi sotto la supervisione del procuratore Roberto Alfonso e dell’aggiunto Valter Giovannini. Gli indagati sono i responsabili dei gruppi Pdl (Luigi Giuseppe Villani), Pd (Marco Monari), Lega nord (Mauro Manfredini), Idv (Liana Barbati), M5S (Andrea Defranceschi), Udc (Silvia Noé), Gruppo Misto (Matteo Riva), Fds (Roberto Sconciaforni) e Sel-Verdi (Gianguido Naldi). 

Tra gli indagati anche Matteo Richetti, attuale deputato del Pd, che ha scelto di ritirarsi dalla corsa per le primarie del centrosinistra in Emilia Romagna.

Caso Terremerse, Errani condannato in appello ad un anno per falso. Il presidente della Regione si dimette

Condannato Vasco Errani che decide di dimettersi.

Firenze Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha deciso di dimettersi dopo la condanna in appello Terremerse per falso ideologico a un anno di reclusione (sospesa con la condizionale). In primo grado Errani era stato assolto “perché il fatto non sussiste”, oggi il giudice ha ribaltato la sentenza. L’accusa della Procura di Bologna era quella di aver influenzato la scrittura di una relazione falsa su un finanziamento illecito alla cooperativa del fratello (1 milione di euro ricevuti dalla stessa Regione). Solidarietà del Partito democratico che ha chiesto al politico di non lasciare la carica.

Regione Emilia Romagna: indagati per peculato tutti i capigruppo dei partiti

La procura della Repubblica di Bologna ha iscritto al registro degli indagati i nove capigruppo della attuale legislatura in consiglio regionale.

FirenzeLa procura della Repubblica di Bologna ha iscritto al registro degli indagati i nove capigruppo della attuale legislatura in consiglio regionale. L’indagine è inerente alle spese dei gruppi consiliari, aperta nel 2012 dalle pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi sotto la supervisione del procuratore Roberto Alfonso e del procuratore aggiunto Valter Giovannini.  Gli indagati sono i responsabili dei gruppi Pdl (Luigi Giuseppe Villani), Pd (Marco Monari), Lega nord (Mauro Manfredini), Idv (Liana Barbati), M5S (Andrea Defranceschi), Udc (Silvia Noé), Gruppo Misto (Matteo Riva), Fds (Roberto Sconciaforni) e Sel-Verdi (Gianguido Naldi). L’ipotesi di accusa nei confronti dei consiglieri regionali è di peculato. 

Terremoto in Emilia Romagna: 7 morti, 50 feriti, oltre 3000 gli sfollati. Nuove scosse nel pomeriggio.

Terremoto in Emilia Romagna, 6 morti, 50 i feriti, oltre tremila gli sfollati.

FirenzeE’ di sette morti il bilancio provvisorio della prima scossa di terremoto in Emilia Romagna dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo 5.9 tra le province di Modena, Ferrara e Bologna. Si tratta di Tarick Naouch (29 anni), un operaio marocchino che è rimasto schiacciato sotto le travi della sua fabbrica, l’Ursa di Bondeno; di Nicola Cavicchi (35) e Leonardo Ansaloni (50) che stavano lavorando nei forni della Ceramiche Sant’Agostino; infine Gerardo Cesaro (54), travolto dal crollo del tetto della fonderia di alluminio Tecopress, sempre a Sant’Agostino, dove stava svolgendo come le altre vittime del terremoto, il turno di notte. La quinta e la sesta vittima sono state uccise da un malore. Si tratta di Gabi Ehsemann, nata nel 1973 in Germania, morta nell’appartamento in cui risiedeva a Sant’Alberto di San Pietro in Casale e di Nerina Balboni, anziana invalida di 103 anni. A Vigarano Mainarda, nel Ferrarese, una donna di 86 anni, Anna Abeti, ha avuto un ictus dopo il sisma ed è deceduta dopo il ricovero all’ospedale.

La prima scossa, seguita da altre sei, è stata registrata dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 4 e 4 minuti. L’ipocentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena. Al momento i feriti sono una cinquantina, tremila gli sfollati. Dopo le diverse scosse di assestamento, un’altra di magnitudo 5.1 della scala Ricther è stata registrata alle 15.30 di oggi pomeriggio. Al momento si registrano una ottantina di scosse. Ingenti i danni al patrimonio artistico, fra questi crollati edifici storici a Finale Emilia e San Felice sul Panaro. I cittadini si preparano a trascorrere la notte nelle tende allestite dalla Protezione Civile