Ilva, nuovo decreto. Via libera al prestito ponte, ma niente sblocco dei fondi dei Riva

La delusione dei sindacati e l’addio del subcommissario Ronchi: “Non ci sono le condizioni per andare avanti”

Taranto – Se l’Ilva dovesse fallire le garanzie ci saranno per le banche, ma non per gli operai. È una delle novità introdotte dall’ultimo decreto “salva Ilva” approvato poche ore fa dal Consiglio dei ministri. È stato il premier Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa, ad accennare che il “il decreto Ilva è stato approvato”, ma non “nella forma che avevo visto sui giornali e che era stata proposta”.

Non ci sarà infatti lo sdoppiamento del commissario: resta confermata la struttura esistente, che prevede un subcommissario ambientale a coadiuvare il commissario straordinario Piero Gnudi. Nella nuova versione del decreto, quindi, ci sono esclusivamente “la riorganizzazione dei tempi di risanamento” e le garanzie per il prestito ponte delle banche: il testo afferma che “l’impresa commissariata” può chiedere “di essere autorizzata a contrarre finanziamenti, prededucibili” per “porre in essere le misure e le attività di tutela ambientale e sanitaria ovvero funzionali alla continuazione dell’esercizio dell’impresa e alla gestione del relativo patrimonio”.

Resta fuori dal decreto, invece, la possibilità di utilizzo dei soldi sequestrati ai Riva dalla magistratura milanese.

Poi, il decreto dispone che per “l’osservanza” del Piano di risanamento devono essere attuate almeno l’80% delle prescrizioni entro il 31 luglio del 2015″; per il resto delle prescrizioni il termine è fissato al 4 agosto 2016, a parte l’applicazione della decisione della commissione Ue del 2012 sulle migliori tecniche disponibili per produrre ferro e acciaio.

Il decreto è stato accolto con parole di delusione dai sindacati metalmeccanici e apre la strada ad una serie di perplessità. Anche Edo Ronchi ha gettato la spugna e anticipato il suo “no” all’eventuale proposta di riconferma nell’incarico di subcommissario ambientale.

Il decreto salva-Ilva è legge. Ok dal Senato senza modifiche

Via libera definitivo al decreto che nomina Enrico Bondi commissario per il risanamento del colosso siderurgico.

Roma – Via libera definitivo dell’aula del Senato con 206 sì, 19 no e 10 astenuti al decreto legge che consente il commissariamento di imprese di interesse strategico nazionale che comportino pericolo ambientale e commissaria l’Ilva di Taranto. Maggioranza e governo avevano deciso di ‘blindare’ il provvedimento a Palazzo Madama e quindi di escludere modifiche, motivando la decisione con i tempi ristretti di approvazione (la conversione del dl doveva arrivare entro il 3 agosto) che avrebbero reso difficile una terza lettura alla Camera.

Nel decreto il governo ha affidato l’azienda al commissario Enrico Bondi, al quale successivamente si è unito come subcommissario Edo Ronchi. Il decreto svincola gli 8,1 miliardi di euro che erano stati messi sotto sequestro dalla magistratura a fine maggio e li affida al commissario che dovrà utilizzarli per garantire l’attuazione dell’Aia e dunque la bonifica dell’area.