Termini Imerese, niente accordo con Dr Motor. Quale futuro per i lavoratori?

Il ministro dello Sviluppo Passera interrompe le trattative. La produzione è ferma dal novembre 2011

Roma – Il Ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha annunciato la fine delle trattative con la Dr Motor di Massimo Di Risio per la ripresa dell’attività nello stabilimento Fiat di Termini Imerese.

Il piano di rilancio proposto dalla società è fallito ed è necessario trovare un nuovo investitore, cosa non certo facile nell’attuale congiuntura economica. La produzione nell’impianto automobilistico si è interrotta il 24 novembre 2011. I lavoratori attendono con ansia una soluzione.

Mirafiori, impiegati in cassa integrazione

Sei giorni di stop per tutti i 5.400 dipendenti: è la prima volta nella storia. Futuro a tinte fosche anche per Termini Imerese e Cassino

Torino – Le difficoltà del mercato dell’auto e il calo delle vendite Fiat cominciano ad avere contraccolpi in tutti gli stabilimenti italiani. A Mirafiori per la prima volta tutti i 5.400 impiegati, compresi i colletti bianchi, andranno in cassa integrazione per sei giorni: 14, 15 e 21 giugno, 12, 13 e 19 luglio. Altri erano già programmati per il 22 giugno e il 20 luglio quando lo stabilimento torinese resterà chiuso utilizzando i permessi personali dei lavoratori.

Anche a Termini Imerese la situazione è sempre più difficile. Un nuovo tavolo è convocato al ministero dello Sviluppo economico per lunedì 4 giugno con Fiat, Dr Motor, sindacati, Regione Sicilia e ministero del Lavoro. Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, «una soluzione al problema dello stabilimento siciliano deve venire dal governo e da Fiat. Il sindacato non accetterà mai che Fiat possa semplicemente chiudere e licenziare».
 
Crescono i timori anche a Cassino, da dove escono circa 220 mila auto all’anno a fronte delle 400.000 previste.

Crolla il mercato dell’auto. Marchionne prevede un altro anno difficile. Firmato l’accordo per il futuro di Termini Imerese

A novembre – 9,25% rispetto al 2010, anno già tragico. Chiusa la vertenza per lo stabilimento siciliano che passa a Dr Motor

Roma – Crolla il mercato dell’auto. A novembre in Italia si sono vendute appena 132.579 autovetture, quindi meno del 9,25% rispetto a novembre 2010. Il che – secondo le previsioni degli analisti – significherebbe che l’anno chiuderà con un calo dell’11 per cento rispetto a un anno che era già stato giudicato unanimemente “tragico”. L’ad di Fiat Sergio Marchionne ha commentato così i dati: “Abbiamo detto che il 2011 sarebbe stato un anno difficile. Lo sarà anche il 2012. Il campo automobilistico è in stagnazione”.

Una buona notizia arriva dallo stabilimento di Termini Imerese. È stato sottoscritt l’accordo tra sindacati, Dr Motor, il Ministero dello Sviluppo economico, Regione siciliana e Invitalia per il passaggio dello stabilimento dalla Fiat all’azienda guidata da Massimo Di Risio. Si chiude così la vertenza per il sito siciliano del Lingotto.

Termini Imerese, raggiunto l’accordo

Il Lingotto offrirà quanto tradizionalmente ha dato ai lavoratori per accompagnarli alla pensione. La Cgil esprime soddisfazione

Roma – Accordo raggiunto tra la Fiat, le rappresentanze sindacali e il governo per lo stabilimento di Termini Imerese. La Fiat ha stanziato circa 21,5 milioni di euro, come  costo complessivo diretto a incentivi, premio di fedeltà, mancato preavviso e tombale. Secondo l’accordo ogni dipendente riceverà un incentivo medio di 460 euro per 48 mensilità.
La cifra prevista di 460 euro si spalmerà su 48 mensilità, oltre a quanto previsto per norma. Questa la sequenza dei pagamenti, in fascia unica operi e impiegati: 4.445 euro nel primo anno, 10.366 nel secondo, 16.287 nel terzo, 22.208 nel quarto. Il tutto senza contare il costo del mancato preavviso, il premio fedeltà e le imposte. La mobilità partirà il primo gennaio 2012 e resterà aperta per due anni.

Chiude lo stabilimento di Termini Imerese. Per gli operai nessuna garanzia per il futuro

Ultimo giorno di lavoro per le tute blu siciliane. La cassa integrazione li accompagnerà fino alla chiusura dello stabilimento

Prato – Ultimo giorno di lavoro per gli operai della Fiat di Termini Imerese. La cassa integrazione li accompagnerà fino alla chiusura totale dello stabilimento prevista per il prossimo 31 dicembre. Nel frattempo continuano a non dare esito positivo gli incontri in corso di svolgimento al Ministero dello Sviluppo Economico. Fiat, Regione Sicilia, Invitalia e Dr Motor, che rileverà la fabbrica.

Al centro dei colloqui gli incentivi al prepensionamento che Fiat potrebbe concedere per salvare la posizione di circa 650 operai che si trovano vicini all’età pensionabile.

Fiat, Termini Imerese verso la chiusura. Con quali garanzie?

Vertice a Roma, Dr Motor si impegna: “Offriremo le stesse garanzie di Torino”. Fiat integrerebbe l’assegno mensile dell’Inps con ulteriori 500 euro

Roma – E’ il giorno dell’incontro tra sindacati, Fiat, Dr Motor, ministero dello Sviluppo economico, Regione e Invitalia. Argomento: il futuro dello stabilimento di Termini Imerese, destinato alla chiusura nei prossimi giorni.

Sul tavolo due nodi: quello degli incentivi alla mobilità chiesti dai sindacati al Lingotto come sostegno al reddito degli operai da accompagnare alla pensione e quello delle garanzie salariali chieste a Dr Motor per il dopo Fiat. Novità positive da entrambi i tavoli. Fiat potrebbe essere disposta a trattare sugli incentivi, ma vuole prima conoscere il numero esatto degli operai che ne beneficerebbero. Si tratterebbe di circa 600-700 persone, che sarebbero poste in mobilità e ai quali Torino integrerebbe l’assegno mensile dell’Inps con ulteriori 500 euro, in modo da mantenere il livello di reddito attuale fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

Per quanto riguarda il piano industriale di Dr Motor, l’ad Di Risio ha detto che darà le stesse garanzie previste da Fiat, come la quattordicesima e il premio di produzione e ha garantito che i posti che si libereranno con i prepensionamenti saranno colmati dai dipendenti dell’indotto. E sempre all’indotto Di Risio guarderà per le forniture, in modo da mantenere in piedi il sistema dell’era Fiat.