Fiat-Chrysler, ipotesi di alleanza con Peugeot. Il futuro sembra lontano dall’Italia

Nel 2012 Marchionne prevede un calo di 400-500 mila vetture. L’ad resta vago sulla futura sede del gruppo.

Prato – Dal salone di Detroit Sergio Marchionne scruta il Vecchio Continente, che anche quest’anno non porterà buone notizie per l’auto («se continua così, Fiat perderà 400-500 mila vetture») e prevede un nuovo giro di alleanze. Per tutti.

«Ci deve essere un altro consolidamento dell’industria automobilistica a livello europeo e non solo – queste le sue parole – L’aggregazione è essenziale». Secondo fonti qualificate, la pista del Lingotto a questo punto porta a Parigi: i francesi di Psa Peugeot-Citroën sono pronti a negoziare l’alleanza.

Quanto alla nuova sede del gruppo, l’ad di Fiat continua a restare vago ma ha minimizzato le polemiche sul possibile spostamento da Torino: “facciamo riunioni ovunque, a Detroit, a Torino, in America Latina, in Cina. Che cosa cambia?”, ha detto assicurando di nuovo che i posti di lavoro a Torino saranno salvaguardati. “Quello del Lingotto e’ un numero protetto”, ha detto.

Slitta ancora la firma del nuovo contratto tra Chrysler e sindacati

Al centro dei negoziati il costo del lavoro. Quello della casa di Detroit è il più basso tra le società americane del settore: il sindacato chiede di legare maggiormente i salari ai profitti

Detroit – Nulla di fatto, ed è la seconda volta, nella trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori della Chrysler. Il sindacato americano del settore, l’Uaw presieduto da Bob King, ha deciso di approfondire prima il confronto con la seconda «major» Usa, ossia la Ford.

Il contratto di lavoro del Uaw con General Motors, Chrysler e Ford riguarda 113.000 lavoratori ed è scaduto il 14 settembre scorso. Il sindacato ha raggiunto un accordo preliminare solo con Gm, in base al quale il colosso di Detroit riaprirà un impianto in Tennessee, aumenterà i salari di ingresso e distribuirà un bonus di 5 mila dollari. Nei giorni scorsi Chrysler avrebbe indicato che il contratto di Gm è troppo costoso per la più piccola delle case di Detroit, anche se si è detta d’accordo sul legare maggiormente i salari ai profitti. Avrebbe inoltre proposto un bonus di 3.500 dollari.

Secondo le stime di Center for Automotive Research, il costo di lavoro orario medio, inclusi i benefit, è di 49 dollari a Chrysler a fronte dei 58 di Ford e i 56 di Gm. Negli impianti americani di Toyota i compensi orari medi sono di 55 dollari, in casa Hyundai 44 dollari.