Firenze - Durante la campagna elettorale il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si era autoattribuito un consenso del 75% e riferendosi al partito da lui capeggiato indicava, sulla base dei consueti sondaggi, il Popolo della Libertà fra il 40-45%. Lo scrutinio per le elezioni europee ha confermato sì che il Pdl resta il primo partito, ma ha tradito le aspettative del premier. La percentuale ottenuta dal Pdl alle europee si è rivelata poco superiore al 35%. Un risultato ben al di sotto delle attese del Presidente del Consiglio, forte alla vigilia delle elezioni dei sondaggi in suo possesso. Ma ormai è storia risaputa, i sondaggi non sempre centrano l’andamento reale delle elezioni. Il voto europeo ha indicato una perdita per il Pdl di oltre due punti in percentuale rispetto alle politiche 2008 e soprattutto esce un po’ ridimensionata la figura di Silvio Berlusconi, costretto a subìre dagli italiani una battuta di arresto. Il risultato comunque resta di rilievo e non è il caso per coloro che sperano in un immediato cambio di rotta del nostro Paese lasciarsi andare in facili illusioni. E’ opportuno rimanere coi piedi per terra. Anche perché in casa del Partito Democratico non c’è aria di festa. Il leader Dario Franceschini probabilmente è riuscito a tener testa all’avversario, meglio di quanto fece il suo predecessore e compagno di partito Walter Veltroni ma la matematica non è una opinione. Il Pd perde quasi sei punti rispetto alle votazioni dello scorso anno e non è certo poco. Anzi. A brindare invece è l’Italia dei Valori e la Lega che ha superato la soglia del 10%. Mentre il partito guidato da Antonio Di Pietro ha quasi raddoppiato i voti rispetto alla precedente tornata elettorale. L’Unione di Centro conferma le sue posizioni, mentre i partiti della sinistra, dopo essere usciti di scena dal Parlamento italiano, non superano lo sbarramento del 4% rimanendo così esclusi anche dal Parlamento di Strasburgo. Lo stesso discorso vale per la lista Pannella-Bonino e per la Mpa-La destra. In aumento l’astensione al voto.
Per i risultati potete consultare il sito del parlamento europeo (link).