Strage di Viareggio, ipotesi di dolo per alcuni imputati.

Riuniti i due procedimenti che erano stati divisi alla prima udienza. Giovedì le decisioni sulle eccezioni tecniche delle difese. Domani si conclude il processo per il licenziamento di Riccardo Antonini.

Lucca – E’ ripresa oggi l’udienza preliminare del processo sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Come primo provvedimento sono stati riuniti i due procedimenti, che, a causa di una notifica non arrivata, erano stati divisi alla prima udienza, lo scorso 25 marzo.

Il gup Alessandro Dal Torrione deciderà giovedì sulle eccezioni tecniche di carattere giuridico sollevate dagli avvocati della difesa dei 33 imputati, chiamati a rispondere per la strage. E per alcuni degli imputati potrebbe aggiungersi un altro capo di imputazione. Alcuni legali dei familiari hanno infatti chiesto che venga “aggiunto quanto previsto dall’articolo 437 del codice penale, la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni”. Sempre nel corso dell’udienza il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha depositato la relazione della commissione ministeriale e la relazione della Asl 12 su una serie di violazioni in materia di sicurezza.

Domani, sempre a Lucca, si consumerà l’atto conclusivo relativo al licenziamento dalle Ferrovie dello Stato di Riccardo Antonini: un processo ovviamente distinto e separato dalla vicenda generale, ma ugualmente ad essa connesso visto che il licenziamento del ferroviere matura proprio nell’ambito delle battaglie legali che lui stesso, insieme ai familiari delle vittime e all’Assemblea 29 giugno ha portato avanti nei confronti delle Ferrovie e del suo amministratore delegato, Mauro Moretti.

Per il 29 giugno, invece, anniversario della strage, ci sono già in programma molti eventi. Primo fra tutti la manifestazione con la sfilata che partirà dalla stazione per arrivare in via Ponchielli dove Elisabetta Salvadori interpreterà il suo spettacolo ‘Non c’è mai silenzio’ che ha girato in molto teatri italiani ma che a Viareggio non è mai stato messo in scena.

Strage di Viareggio, accolte tutte le richieste di parte civile

La decisione presa nei confronti dei soggetti le cui posizioni erano state stralciate: Cima costruzioni e il suo amministratore delegato, Giuseppe Pacchioni, Rfi, Trenitalia e Fs Logistica.

Lucca – Nuova udienza preliminare al processo sulla strage di Viareggio. Il Gup Dal Torrione ha accolto tutte le richieste di costituzione di parte civile anche nei confronti degli imputati la cui posizione era stata stralciata. Si tratta di Cima costruzioni e del suo amministratore delegato, Giuseppe Pacchioni; di Rfi, Trenitalia e Fs Logistica, che non avevano ricevuto a tempo debito l’avviso di fine indagine da parte della Procura di Lucca. Dal Torrione, nell’ordinanza emessa a fine udienza, ha voluto sottolineare il peso dei capi di imputazione in materia di sicurezza sul lavoro.

Soddisfazione da parte di Daniela Rombi, che coordina e guida l’associazione che raccoglie i familiari delle vittime della strage: “Non resta che sperare che il tempo che ci separa dal 3 giugno passi velocemente”.

Strage di Viareggio, ammesse 117 parti civili

Accolte le richieste dei familiari delle vittime, dei sindacati e anche di Inail, Provincia di Lucca e Regione Toscana. L’associazione Il mondo che vorrei può partecipare come parte lesa

Lucca – Il gup di Lucca ha accolto 117 richieste su 120 di parte civile all’udienza preliminare per la strage di Viareggio, respingendo le richieste dei legali di Ferrovie dello Stato. Accolte le richieste di familiari delle vittime, sindacati, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Inail, Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Escluse la rivista dei macchinisti ‘Ancora in marcia’, un’assicurazione e l’ associazione fra i familiari delle vittime ‘Il mondo che vorrei’, che può però partecipare al processo come parte lesa. Non si e’ ancora costituita, invece, l’Avvocatura dello Stato, in quanto sia per la Presidenza del Consiglio, sia per i Ministeri dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture sono in corso delle trattative con le compagnie assicurative.

La terza udienza preliminare si era aperta con il volantinaggio dei familiari delle vittime della strage. Alla fine i familiari hanno manifestato soddisfazione per la decisione del Gup.

L’udienza preliminare riprenderà il 3 giugno e non è escluso che alcuni imputati possano richiedere il rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena.

Strage di Viareggio, è scontro sulle parti civili

I legali di Ferrovie dello Stato chiedono l’ammissione come parti civili soltanto per i familiari. Chiesta l’esclusione di Enti locali e associazioni. La decisione giovedì prossimo.

Lucca – Seconda giornata di udienza preliminare al processo per la strage di Viareggio. Presenti in aula numerosi familiari delle vittime, compresa Ibi Ayad, la giovane marocchina che nella strage ha perso genitori e i fratelli. Gli avvocati di Ferrovie dello Stato hanno chiesto di ammettere come parti civili soltanto i familiari delle vittime, negando tale possibilità a Comune di Viareggio, Provincia di Lucca, Regione Toscana, ma anche a sindacati e vigili del fuoco.

Stessa sorte anche per le associazioni, come il Comitato Matteo Valenti, Il Mondo che Vorrei (che riunisce i familiari delle vittime della strage) o Medicina Democratica: questa richiesta è arrivata dal legale che difende Mauro Moretti, ad di Ferrovie, avvocato D’Apote. La motivazione per tali esclusioni addotte dai legali e’ che un numero troppo alto di parti civili, di fatto, andrebbe ad appesantire il procedimento.

Il processo riprenderà giovedi 4, quando il gup Alessandro Dal Torrione, sciolta la riserva, renderà noti i nomi di chi sarà ammesso come parte civile.

Strage di Viareggio, via al maxiprocesso. Udienza preliminare aggiornata al 2 aprile

La notte fra il 29 e il 30 giugno morirono 32 persone. Tutti assenti i 32 imputati, tra cui l’ad di Ferrovie dello Stato Moretti. I familiari chiedono giustizia.

Lucca – Si è aperta al polo fieristico di Lucca l’udienza preliminare per il procedimento della strage di Viareggio del 29 giugno 2009: le vittime furono 32. Il tribunale si è ‘trasferito’ in una sede più ‘capiente’ per ospitare le numerose parti civili, difensori e consulenti dei 32 imputati. Tra di loro l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti, funzionari e vertici delle altre società del gruppo Fs, della proprietaria del convoglio, la Gatx, delle ditte di revisioni Cima e Jugenthal. Nessuno di loro ha partecipato all’udienza. «Tutti contumaci», ha spiegato un avvocato di parte civile. Le richieste di costituzione di parte civile sono state un centinaio, fra familiari delle vittime ed enti: fra questi ultimi anche la presidenze del Consiglio e la Cgil, nella persona del segretario Susanna Camusso, oltre alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca e al Comune di Viareggio. L’udienza è stata però aggiornata al prossimo 2 aprile. Per un difetto di notifica il gup di Lucca ha deciso di stralciare le posizioni di Trenitalia, Fs Logistica Rfi, della ditta di revisioni Cima, e del suo titolare.

I familiari delle vittime hanno fatto ingresso in mattinata all’area del polo fieristico in corteo. In testa c’era uno striscione con le foto delle vittime e la scritta ”Viareggio 29.6.2009. Niente sarà più come prima”. A parlare è la coordinatrice dei familiari Daniela Rombi: “Vogliamo giustizia – ha detto – e vogliamo che quello che è successo a Viareggio non accada più. Quello che chiediamo è che si spenda in sicurezza”.

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A Viareggio corteo di solidarietà per Riccardo Antonini, licenziato dalle Ferrovie perché consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria

Mille persone hanno partecipato alla manifestazione indetta da Cgil e Fiom. Chiesto il reintegro dell’operaio

Viareggio – Mille persone hanno partecipato allo sciopero e al corteo organizzato ieri a Viareggio da Cgil e Fiom per protestare contro il licenziamento di Riccardo Antonini, l’operaio delle Ferrovie consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio.

«Non mi tapperanno la bocca – ha detto Antonini – Sono al fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, perchè così va definita e faremo il possibile che non venga dimenticata come tante altre per cui non ci sono stati colpevoli. Chiediamo a grande voce verità e giustizia».

Toccanti le parole di Daniela Rombi, presidente dell’associazione «Il Mondo che vorrei» e mamma di Emanuela Menichetti, morta a 21 anni nella strage: “Le assicurazioni non mi hanno comprato, come pure le Ferrovie. Volevano darmi prima 370mila euro e poi sarebbero arrivati a 480mila per il risarcimento di mia figlia, ma ho detto no, chiedendo che con quei soldi cercassero più sicurezza sui treni e per le ferrovie per evitare che ci siano altre tragedie come quelle di Viareggio”.

Strage di Viareggio due anni dopo: nessuno è responsabile.

Il 29 giugno 2009 alle ore 23.48 nella stazione di Viareggio deraglia un treno merci. E’ il treno merci 50325 Trecate-Gricignano. E’ una strage: 32 morti, un quartiere completamente distrutto. A due anni dalla strage, nessun colpevole.

Firenze29 giugno 2009, 23.48. Nella stazione di Viareggio transita un treno merci, che si muove da nord verso sud, da La Spezia in direzione di Pisa, col suo convoglio di quattordici vagoni cisterna carichi di gas.  In quel punto la linea ferrata è costeggiata dai palazzi, in parallelo corre via Ponchielli. Il merci 50325 Trecate-Gricignano deraglia. Il primo carro cisterna trascina fuori dai binari altri quattro dei quattordici vagoni che non sono proprietà delle Fs ma appartengono a una società straniera, la Gatx, sede legale a Vienna. Solo uno si spezza ma  basta a causare l’immane disastro. Le esplosioni e le fiammate investono i palazzi e la strada. Una palazzina, dove vivono 18 persone, si sbriciola. Una più piccola, monofamiliare, prende fuoco. Alla fine, crollate o gravemente danneggiate, le case coinvolte saranno cinque.

Come un proiettile, un grosso pezzo di metallo investe un uomo – che risulterà essere un quarantenne extracomunitario – e lo scaraventa ad una decina di metri uccidendolo. Per lo spostamento d’aria un’altra persona vola contro un cassonetto e avrà le gambe maciullate. Una ragazza, avvolta dalle fiamme, corre in strada, grida, cerca di strapparsi i vestiti. Una tragedia. Una strage. Alla fine i morti saranno 32 , un quartiere completamente distrutto e, a distanza di due anni ancora nessun colpevole. Come per i giovani morti sotto le macerie della Casa dello studente a L’Aquila, o nel traghetto della Moby Prince a Livorno. A Viareggio ci saranno i familiari di questi morti per i quali si chiede giustizia e i rappresentanti dei comitati dei tanti disastri sparsi per l’Italia, con i genitori dei bambini vittime del terremoto di San Giuliano di Puglia, i familiari della strage di Linate , delle mamme e delle mogli  di chi è morto nel rogo della Thyssen, a Torino, o a Piombino nell’altoforno della Lucchini.

«Firmeremo, tutti insieme una dichiarazione d’intenti» racconta Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” . Una sorta di patto tra i comitati che si sosterranno a vicenda in tutte le occasioni in cui ce ne sarà bisogno. Come è accaduto nella battaglia dei comitati per ottenere l’approvazione della “legge Viareggio” , non ancora applicata per intero, che ha consentito a famiglie in difficoltà di avere un riconoscimento economico per continuare a vivere con dignità e non sottostare ai ricatti delle assicurazioni. E ancora: nella mobilitazione comune contro l’approvazione del “processo breve” e la “prescrizione breve” che prospetta uno scenario inquietante per quanto riguarda la strage di Viareggio e di altre situazioni altrettanto drammatiche e dolorose. I familiari delle vittime e sopravvissuti alla strage pretendono che sia fatta giustizia attraverso un giusto processo. Ma anche il rispetto del loro dolore. 

La decisione di organizzare il 29 giugno da parte del Politecnico di Milano un convegno con gli ingegneri della  Lucchini è il segno di una caduta di stile e di sensibilità. I familiari rilevano che proprio nelle sede di Livorno della Lucchini è in corso l’incidente probatorio per stabilire le cause del disastro e che alcuni degli organizzatori e dei relatori del convegno sono consulenti dei massimi dirigenti delle Ferrovie dello Stato, fra cui l’amministratore delegato Mauro Moretti, sotto inchiesta per la strage.  E perciò ne chiedono l’immediata sospensione e il rinvio a dopo la chiusura di tutte le indagini in corso nell’ambito dell’incidente probatorio.  Il 1° luglio è prevista la consegna dei risultati delle analisi effettuate da parte dei tecnici con l’auspicio  che sia finalmente fatta chiarezza sulle cause che provocarono il deragliamento e l’esplosione. Anche in questo secondo anniversario dalla strage i familiari delle 32 vittime e i sopravvissuti scenderanno in strada: ripercorreranno via Ponchielli dove il rintocco di una campana ricorderà l’ora del disastro, si fermeranno alla Croce Verde per la deposizione di fiori e alla Casina dei ricordi. Senza dimenticare che quell’inferno di fuoco è ancora senza colpevoli e con un messaggio chiaro: «i responsabili morali e materiali di questa strage sappiano che non siamo disposti a mollare e che avranno sempre presenti i nostri occhi ed il nostro dolore».

Firma: Roberto Secci

Fonte: Articolo 21

Strage di Viareggio, per non dimenticare (Articolo 21)

Due anni fa la strage (La Repubblica)

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Guarda il video (29 giugno 2011)