Procura nazionale antimafia, il Csm sceglie due nuovi aggiunti. Escluso Nino Di Matteo.

Roma – La Procura nazionale antimafia e antiterrorismo si rinforza. Il Consiglio superiore della magistratura ha scelto i due vice che affiancheranno Franco Roberti al vertice della Procura. I profili individuati, che verranno sottoposti al plenum di domani, sono quelli di Giovanni Russo e Maurizio Romanelli. I due hanno prevalso su una serie di candidati al ruolo di aggiunto. Escluso dalla corsa anche Nino Di Matteo, perché «non ha allegato alla domanda l’attestazione dell’avvenuta richiesta del parere attitudinale ed ha presentato l’autorelazione senza avvalersi del modulo prescritto nel Testo unico sulla dirigenza». Questo è quanto scritto dalla Commissione direttivi del Csm spiegando il perché la domanda del magistrato è da ritenersi “inammissibile“.

 

Bologna, Giuseppe Amato è il nuovo capo della Procura

Firenze – Giuseppe Amato, al momento procuratore capo di Trento, è stato designato all’unanimità dal Csm per dirigere la procura della Repubblica di Bologna. Il posto era vacante da un anno esatto, da quando Roberto Alfonso aveva lasciato l’incarico per guidare la procura generale a Milano. Amato è un esponente di spicco di Unicost, corrente “centrista” dell’Associazione nazionale magistrati.

Francesco Greco è il nuovo procuratore capo di Milano

Francesco Greco è il nuovo procuratore capo della Procura di Milano

Milano – Francesco Greco è il nuovo procuratore capo di Milano. Lo ha deciso a larga maggioranza il plenum del Csm riunito a Roma. Sconfitto il procuratore aggiunto Alberto Nobili, l’unico sfidante rimasto in lizza dopo il ritiro, annunciato oggi, di Giovanni Melillo, attuale capo di gabinetto del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Greco, finora coordinatore del pool reati finanziari sempre a Milano, succede a Edmondo Bruti Liberati, in pensione dal novembre scorso. Greco, già nel pool Mani pulite, è stato titolare di tanti importanti inchieste, fra cui quelle su Montedison, Enimont e Parmalat. Le ultime inchieste di rilievo che portano la sua firma sono quelle sul San Raffaele, sull’Ilva e sul Monte dei Paschi di Siena. Così, come sono sue le verifiche fiscali nei confronti di Apple, Google e Amazon.

Nicola Gratteri è il nuovo procuratore capo di Catanzaro.

Nicola Gratteri è il nuovo procuratore capo di Catanzaro

Firenze Nicola Gratteri, il magistrato calabrese impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta, è diventato procuratore capo di CatanzaroCon una pratica d’urgenza è stato nominato all’unanimità dal plenum del Csm. Così, Gratteri lascia così la procura di Reggio Calabria dove è stato procuratore aggiunto per diversi anni. 

Procura Antimafia, Di Matteo presenterà ricorso contro l’esclusione decisa dal Csm

Nino Di Matteo presenterà ricorso contro la decisione del Csm che ha bocciato la candidatura del magistrato al concorso alla procura nazionale antimafia.

FirenzeNino Di Matteo presenterà ricorso contro la decisione del Csm che lo scorso mese ha bocciato la candidatura del magistrato al concorso per la copertura di tre posti alla procura nazionale antimafia. I suoi legali, il professor Mario Serio e l’avvocato Giuseppe Naccarato, chiedono la sospensione della delibera che ha promosso i sostituti Eugenia Pontassuglia, Salvatore Dolce e Marco del Gaudio. Accusano il Csm di aver violato l’articolo 97 della Costituzione sul buon andamento della pubblica amministrazione e di aver commesso “abuso di potere”, violando una circolare interna.

Procura nazionale antimafia, il Csm boccia Di Matteo

Il Csm boccia la candidatura del magistrato Nino Di Matteo alla procura nazionale antimafia.

RomaNino Di Matteo, pubblico ministero nel processo per la trattativa Stato-mafia, non andrà alla Procura nazionale antimafia. Il consiglio superiore della magistratura ha bocciato la candidatura del magistrato al concorso per la copertura di tre posti alla procura nazionale antimafia. Il plenum gli ha preferito infatti tre colleghi meno noti, tra cui Eugenia Pontassuglia, pm del processo di Bari sulle escort che l’imprenditore Paolo Tarantini portava nelle residenze di Silvio Berlusconi. La decisione è stata presa a maggioranza. Oltre a Pontassuglia, gli altri nuovi sostituti della Procura guidata da Franco Roberti sono il sostituto procuratore napoletano Marco Del Gaudio, pm del processo all’ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini e il sostituto Procuratore generale di Catanzaro Salvatore Dolce, titolare di diverse inchieste sulle cosche calabresi. A Di Matteo sono andati 5 voti, contro i 16 attribuiti agli tre magistrati scelti.

Responsabilità civile dei giudici, approvato alla Camera un testo della Lega. Anm e Csm: A rischio la nostra indipendenza.

Approvato alla Camera un emendamento della Lega che introduce la responsabilità civile dei giudici

Roma  La Camera ha approvato un emendamento della Lega Nord a una legge comunitaria che introduce la responsabilità civile dei giudici. La maggioranza e il governo sono stati battuti di 7 voti: 187 a 180. Decisiva l’astensione del Movimento Cinque Stelle e di Sel, in tutto 65 deputati. Ma ancora più determinante è stato quello di decine di deputati del Pd. Secondo il calcolo del leghista Gianluca Pini almeno 80 parlamentari democratici che avrebbero approfittato del voto segreto per schierarsi con i partiti di centrodestra. Immediata la protesta dell’Associazione nazionale dei magistrati, del Csm che affermano di rischio per la libertà di decisione dei giudici. Intanto, il premier Matteo Renzi prova a rassicurare affermando che il testo sarà modificato al Senato. 

Csm apre una pratica su Roberto Scarpinato per la lettera a Borsellino.

La Prima Commissione del Csm sarà chiamata a valutare il discorso pronunciato dal Pg di Caltanisetta Roberto Scarpinato in occasione della commemorazione a Palermo di Paolo Borsellino.

Roma –  Il laico del Pdl Nicolò Zanon ha chiesto al Comitato di presidenza del Csm di aprire una pratica in Prima Commissione, quella competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati per incompatibilità ambientale e funzionale, su uno dei due candidati a quella poltrona, il Pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato. Motivo: le affermazioni fatte dal magistrato in occasione della commemorazione a Palermo di Paolo Borsellino. Sarà la Prima Commissione del Csm a valutare le parole pronunciate dal Pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato. Del caso si occuperà anche il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani (link).

Trattativa Stato-mafia, il Csm apre fascicolo sul procuratore aggiunto Rossi.

Roma Il Csm ha aperto un fascicolo sul procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, per la telefonata intercettata nell’ambito dell’inchiesta della procura di Palermo sulla trattativa tra Stato e mafia, con l’ex vice presidente del Csm Nicola Mancino. La pratica è stata assegnata alla Prima Commissione, quella competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati ed è stata avviata su sollecitazione dei consiglieri di Magistratura Indipendente, dopo che il testo della conversazione era stato pubblicato da alcuni quotidiani.

La conversazione, in cui il magistrato, esponente storico di Magistratura democratica, tranquillizza Mancino, è stata intercettata nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia della Procura di Palermo. Nei giorni scorsi il procuratore aggiunto Antonio Ingroia ha più volte sottolineato le difficoltà incontrate a indagare su un tema così delicato che sfiora e in alcuni casi coinvolge pezzi importanti dello Stato se non istituzioni. Nel giugno scorso la Procura di Palermo ha chiuso le indagini per dodici persone: Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Antonino Cinà, Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, gli ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, gli esponenti politici Calogero Mannino e Marcello Dell’Utri. Devono rispondere dell’art. 338 del codice penale: violenza o minaccia a corpi politici dello Stato, aggravata dall’art. 7 per avere avvantaggiato l’associazione mafiosa armata Cosa nostra e “consistita nel prospettare l’organizzazione e l’esecuzione di stragi, omicidi e altri gravi delitti (alcuni dei quali commessi e realizzati) ai danni di esponenti politici e delle istituzioni a rappresentanti di detto corpo politico per impedirne o comunque turbarne l’attività”. Insieme a loro presto anche l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino per falsa testimonianza e il figlio di don Vito, Massimo Ciancimino per concorso esterno alla mafia e per calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro.

Fonte: Il Fatto 

Csm: bocciato l’emendamento sulla responsabilità civile dei giudici.

Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha bocciato, con 19 voti a favore, 3 contrari e un astenuto, l’emendamento in materia di responsabilità civile diretta dei magistrati.

RomaIl plenum del Consiglio superiore della magistratura ha bocciato, con 19 voti a favore, 3 contrari e un astenuto, l’emendamento in materia di responsabilità civile diretta dei giudici. L’emendamento, attualmente all’esame delle Commissioni Senato, era stato approvato lo scorso 2 febbraio alla Camera. A presentarlo era stato il leghista Gianluca Pini.  I tre voti contrari  sono stati espressi dai laici del Pdl Nicolò Zanon e Bartolomeo Romano e della Lega Ettore Albertoni. L’altro laico del Pdl, Annibale Marini, ha votato con la maggioranza, come ha fatto pure il vice presidente del Csm Michele Vietti. A preoccupare il Csm è soprattutto la possibilità che viene introdotta di agire direttamente nei confronti del magistrato da parte di chi si sente danneggiato dalla sua decisione, invece che verso lo Stato come prevede attualmente la normativa. «Il magistrato, destinato a scegliere tra tesi contrapposte, potrebbe essere condizionato e influenzato in tale scelta e portato a preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell’esercizio dell’azione diretta», piuttosto che quella «maggiormente conforme a giustizia», avvertono i consiglieri (link).