Thyssen, il pg Corsi chiede la conferma della condanna a dieci anni per Espenhahn

Il pg Corsi ha chiesto la conferma a dieci anni per l’amministratore delegato Harald Espenhahn.

Firenze Il procuratore generale Vittorio Corsi ha chiesto la conferma della condanna a dieci anni di carcere nei confronti dell’amministratore delegato Harald Espenhahn per il rogo alla Thyssenkrupp che il 6 dicembre 2007 provocò la morte di sette operai. Così, è ripreso il secondo processo di appello in cui i giudici dovranno stabilire le pene, secondo quanto stabilito dalla Cassazione. Il procuratore generale Corsi inoltre ha chiesto la conferma delle condanna a sette anni per gli ex dirigenti Gerald Priegnitz e Marco Pucci, mentre ha chiesto una riduzione di pena per gli altri imputati: otto anni per l’allora direttore dello stabilimento, Raffaele Salerno e per Daniele Moroni (nel primo appello erano stati condannati rispettivamente a otto anni e mezzo e nove anni), e sette anni e mezzo, invece di otto, per l’allora responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri.

Thyssen, appello rinviato al 28 maggio. L’indignazione dei familiari.

La Corte d’assise di Torino ha rinviato al 28 maggio il processo di appello per il rogo alla Thyssen.

Firenze E’ stato aperto e subito rinviato il nuovo processo di appello per il rogo alla Thyssen dove il 6 dicembre 2007 persero la vita sette operai. A formulare la richiesta il pg Vittorio Corsi, che ha preso atto dell’istanza di trasferimento formulata dalle difese in Cassazione. Così, la Corte d’assise ha rinviato il tutto al 28 maggio in attesa che la Cassazione si esprima sulla richiesta di spostare il processo per «legittimo sospetto» presentata dalle difese. I legali degli imputati, infatti, hanno formulato richiesta di trasferimento del processo in altra sede perché, secondo loro, a Torino non ci sarebbe la necessaria serenità per esprimere il giudizio. Una decisione che non è stata accolta bene dai familiari delle vittime, che hanno espresso la loro indignazione

Discarica di Bussi, tutti assolti i 19 imputati

Firenze La Corte d’assise di Chieti ha assolto i 19 imputati per le cosiddette discariche dei veleni della Montedison scoperte a Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara, nel 2007. I 19 imputati sono stati assolti dal reato di avvelenamento delle acque perché il “fatto non sussiste” e, per quanto riguarda l’altro capo di imputazione, il disastro ambientale, la Corte ha derubricato il reato in disastro colposo e gli imputati sono stati giudicati non colpevoli per sopraggiunta prescrizione. I pm avevano invece chiesto pene da un minimo di quattro anni ad un massimo di dodici anni e otto mesi. I 19 imputati erano ex dirigenti e tecnici dell’allora Montedison. 

Thyssen, ascoltati cinque testimoni

Nella nuova udienza per il rogo alla Thyssen, oggi sono stati ascoltati altri cinque testimoni.

Torino Con l’udienza di oggi, la numero 25 dall’inizio del processo, sono saliti a 74 i teste chiamati fino ad ora a deporre davanti alla Corte d’Assise di Torino che dovrà pronunciarsi nei confronti di sei imputati, accusati a vario titolo dell’incendio alla Thyssenkrupp che il 6 dicembre 2007 provocò la morte di sette operai. Durante l’udienza odierna la pubblica accusa ha chiamato a testimoniare cinque persone, fra queste un funzionario dei vigili del fuoco del capoluogo piemontese e il responsabile del controllo gestione dello stabilimento di Terni, Franco Cardarelli. Il primo si occupò proprio del certificato prevenzioni-antincendio dell’azienda. Di fronte alla Corte sono comparsi anche tre consulenti dell’accusa, sostenuta dal pm Raffaele Guariniello e dai sostituti Francesca Traverso e Laura Longo. Nel corso dell’udienza non sono mancate alcune polemiche fra le parti, accusa e difesa (link).      

Il processo è stato aggiornato al 1° luglio.