Corte dei Conti: In vent’anni le tasse locali sono raddoppiate. Ma, per scelta dei governi.

Roma In vent’anni le tasse locali sono raddoppiate, ma per scelta del governo. Lo rileva la Corte dei Conti nel Rapporto 2015 di finanza pubblica. La magistratura contabile sottolinea in particolare che c’è stato  «un contributo alla crescita delle entrate da parte delle amministrazioni territoriali, la cui quota su quelle dell’intera pubblica amministrazione risulta quasi raddoppiata in 20 anni, dall’11,4% del 1995 al 21,9% del 2014. Ma ciò è stato frutto di scelte operate a livello di governo centrale piuttosto che espressione dell’autonomia impositiva degli enti decentrati».

Nicole Minetti condannata dalla Corte dei Conti

La Corte dei Conti della Lombardia ha condannato Nicole Minetti.

Milano Un altro guaio giudiziario per Nicole Minetti, ex consigliera regionale della Lombardia e condannata a tre anni nel giudizio d’appello Ruby bis. La Corte dei Conti della Lombardia l’ha condannata a versare circa 13mila euro, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, per avere fatto passare spese legate al suo mandato la festa di compleanno, acquisti all’Ikea o del libro Mignottocrazia. Condannato anche l’allora capogruppo del Pdl Paolo Valentini Puccitelli per aver avallato le note senza verificarle, che dovrà pagare 6.513 euro.

Caso Hydrocontrol: condannato per danno erariale l’ex presidente della Sardegna Renato Soru

La Corte dei Conti ha condannato l’ex presidente della Regione Sardegna Renato Soru

Firenze La Corte dei conti ha condannato l’ex presidente della Regione Sardegna, Renato Soru,  attuale europarlamentare e segretario del Pd sardo, il suo ex assessore dei Lavori pubblici, Carlo Mannoni e l’ex direttore generale Fulvio Dettori per un danno alle casse pubbliche, di oltre 800mila euro, causato dal tentativo di salvataggio della società Hydrocontrol, l’azienda che nel 2007 venne acquisita dalla Regione ma liquidata qualche tempo dopo. Dichiarata prescritta, invece, la posizione dell’attuale governatore Francesco Pigliaru, all’epoca assessore della Programmazione, chiamato in giudizio dalla Corte dei Conti in un secondo momento.

Società partecipate pubbliche, Corte dei Conti: “Un mondo poco trasparente, costano 26 miliardi”

Lo scorso anno le società partecipate pubbliche sono costate allo Stato 26 miliardi.

Roma Lo scorso anno le società partecipate pubbliche, 7.500 in tutto, sono costate alle casse dello Stato 26 miliardi. Un terzo di queste società, sottolinea il procuratore generale alla Corte, Salvatore Nottola, nel suo giudizio sul rendiconto generale dello Stato per il 2013, è in perdita. Si tratta di un mondo ancora poco conosciuto e poco trasparente e che necessita al più presto di «un disegno di ristrutturazione organico e complessivo», esorta la Nottola. Secondo l’ultima rilevazione della Corte, le partecipate sono in tutto circa 7.500: 50 dallo Stato e 5.258 dagli enti locali, cui si sommano altri 2.214 organismi di varia natura (consorzi, fondazioni ecc…). Il numero è però «variabile, in quanto le società sono soggette a frequenti modifiche dell’assetto».

La Corte dei Conti condanna il senatore Barani

Firenze  La Corte dei Conti di Firenze ha condannato il senatore “craxiano” Lucio Barani – segretario del Nuovo Psi e componente del gruppo di centrodestra Gal, Grandi Autonomie e Libertà – a risarcire l’erario di 1.919 euro, per i doppi rimborsi, ritenuti illeciti, di cui ha usufruito tra il 2004 e il 2009, periodo in cui era anche sindaco di Villafranca in Lunigiana. Con lui condannato anche Alfeo Bragoni, responsabile del servizio economico-finanziario del Comune, accusato di aver autorizzato rimborsi non dovuti. Per lui la somma da restituire è di 4.477 euro.

Inps, Corte dei Conti: “Non più rinviabili le misure di risanamento”

Firenze I conti dell’Inps registrano il primo disavanzo finanziario e l’aumento del deficit, derivanti dai più grandi fondi amministrati, per i quali «appaiono indilazionabili misure di risanamento– che si riconnettono anche al ciclo recessivo oltre che alla incorporata gestione pubblica (l’Inpdap, ndr)». A lanciare l’allarme è la Corte dei Conti prendendo in esame il bilancio 2012.

Finanziamento pubblico ai partiti, la Corte dei Conti: “Dal 1997 tutte leggi incostituzionali”.

Il Procuratore del Lazio della Corte dei Conti Raaffaele De Dominicis, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi, a partire dal 1997, che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti, per averlo fatto in difformità con quanto proclamato dai cittadini con il referendum dell’aprile 1993

Roma Il Procuratore del Lazio della Corte dei Conti Raffaele De Dominicis, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi, a partire dal 1997, che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti, per averlo fatto in difformità con quanto proclamato dai cittadini con il referendum dell’aprile 1993. La decisione – ha reso noto lo stesso procuratore nel corso di un incontro con i giornalisti a margine dell’udienza di parificazione del rendiconto della Regione Lazio – è stata presa nell’ambito dell’indagine istruttoria aperta nei confronti dell’ex amministratore-tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, sotto processo anche penalmente per illecite sottrazioni di denaro pubblico.

Corte dei Conti condanna ex magistrato

FirenzeLa sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Palermo ha condannato l’ex magistrato Edi Pinatto, al pagamento di 10 mila euro nei confronti del ministero della Giustizia, per il danno arrecato all’amministrazione, dopo aver per avere depositato a otto anni dalla sentenza la motivazione del processo Grande Oriente emessa nel 2000 contro il clan mafioso Madonia, quando era in servizio a Gela (Caltanissetta). A causa del ritardo nel deposito della sentenza, alcuni imputati erano stati scarcerati per decorrenza dei termini di detenzione ed avevano chiesto risarcimento allo Stato, quantificato dalla procura della Corte dei Conti in circa 20 mila euro.

Campania, danno all’erario di 43 milioni di euro. A giudizio anche Bassolino e Bordon.

La Procura della Corte dei Conti per la Campania ha accertato, attraverso un indagine condotta da Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, un danno erariale nel settore delle bonifiche ambientali di 43 milioni di euro. Tra gli indagati l’ex ministro dell’Ambiente Willer Bordon, l’ex sottosegretario al Lavoro, Raffaele Morese e l’ex governatore della Campania Antonio Bassolino.

Firenze – La Procura della Corte dei Conti per la Campania ha accertato, attraverso un indagine condotta da Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, un danno erariale nel settore delle bonifiche ambientali di 43 milioni di euro. L’ex ministro dell’Ambiente, Willer Bordon, l’ex sottosegretario al Lavoro, Raffaele Morese e l’ex governatore della Campania ed ex commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, Antonio Bassolino, sono tra i 17 destinatari degli atti di citazione in giudizio. La vicenda è quella delle bonifiche del litorale domitio ed agro-aversano affidate nel 2002 alla Jacorossi Imprese spa attraverso un accordo stipulato tra la stessa azienda, la Regione Campania ed il commissario di Governo per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque della Regione Campania.

Dalle indagini emergono anomalie ed incongruenze nei contratti, nelle liquidazioni economiche e nell’impiego degli ex lavoratori socialmente utili. Inoltre, l’affidamento dell’appalto – secondo le indagini – sarebbe avvenuto senza gara pubblica e in assenza della certificazione Soa, necessaria a comprovare la capacità tecnica ed economica dell’impresa per l’esecuzione dell’appalto pubblico. In aggiunta, il contratto sarebbe stato concluso nonostante i pareri negativi degli uffici ministeriali e dell’Anpa (l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente), perplessa sulle carenze del progetto.

“Editto bulgaro”, la Corte dei Conti condanna Marano e Saccà per danno erariale

La Corte di Conti ha condannato Agostino Saccà e Antonio Marano al pagamento di 110 mila euro ciascuno per responsabilità erariale nella vicenda legata all’allontanamento di Michele Santoro dal servizio pubblico.

RomaLa Corte di Conti ha condannato Agostino Saccà e Antonio Marano al pagamento di 110 mila euro ciascuno per responsabilità erariale nella vicenda legata all’allontanamento di Michele Santoro dal servizio pubblico. La decisione è relativa all’esposto che fu presentato dal legale del giornalista, Domenico D’Amati, contro l’allora direttore generale e l’ex direttore di Raidue  che eseguirono materialmente il cosidetto “editto bulgaro“, pronunciato da Berlusconi il 18 aprile 2002 a Sofia.
Federico Tedeschini, legale dell’ex direttore generale Rai Saccà, ha commentato: <<E’ più una vittoria che una sconfitta a fronte di un’iniziale richiesta danni pari a 1 milione e 800 mila euro. Dobbiamo ancora leggere le motivazioni – aggiunge – ma siamo convinti che questioni di tipo non esattamente giuridico poste dalla Corte, come un vizio procedimentale. In ogni caso presenteremo appello non appena le avremo lette>>.

Di diverso avviso il legale di Michele Santoro, Domenico D’Amati, che ha spiegato: <<La decisione della Corte dei Conti che ha condannato Agostino Saccà e Antonio Marano al pagamento di 110 mila euro per il caso Santoro è un importante precedente>> che <<afferma due importanti principi>>. <<Il primo – spiega D’Amati – è che la Rai è un’azienda pubblica e quindi i suoi amministratori la devono gestire in modo da non danneggiare l’erario. Il secondo è che la cattiva gestione del personale è titolo di responsabilità, anche a livello individuale, degli amministratori>>. D’Amati sottolinea anche che <<ci sono molti altri casi, magari meno noti della vicenda Santoro, di persone accantonate ingiustamente, che hanno continuato a ricevere lo stipendio senza poter lavorare né esprimere la loro personalità. E’ accaduto più di una volta, anche perchè spesso in Rai i cambiamenti di posizione dei dipendenti avvengono in relazione a modifiche degli assetti politici. La sentenza della Corte è dunque un importante precedente>>.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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