Giudizio immediato per l’ex ministro Clini, accusato di corruzione

Giudizio immediato per l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini.

Roma Giudizio immediato per l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini, accusato dalla Procura di Roma di corruzione per un finanziamento da 54 milioni di euro finanziato dal dicastero per il progetto New Eden che riguardava la riqualificazione di una zona dell’Iraq. Il processo è fissato per il prossimo 12 marzo. L’ex ministro era stato arrestato lo scorso 26 maggio su ordine dell’autorità giudiziaria di Ferrara. Ai domiciliari era finito anche l’imprenditore Augusto Calore Pretner di Ferrara, anche lui rinviato a giudizio.

La Procura contesta a Clini di aver ricevuto una mazzetta per oltre un milione di euro e a Pretner una somma di denaro di 2 milioni e 30mila euro, il tutto derivato dalla percentuale lucrata su un finanziamento erogato dal ministero dell’Ambiente ad una società irachena per un progetto di bonifica ambientale. 

Corrado Clini arrestato per peculato

Corrado Clini arrestato

Firenze Corrado Clini, ex ministro dell’Ambiente del governo Monti, è stato arrestato per peculato. Con lui ai domiciliari è finito anche Augusto Calore Pretner, ingegnere padovano. Secondo l’ordinanza, emessa dal gip Piera Tassoni della procura di Ferrara, i due avrebbero sottratto 3 milioni e 400mila euro da un finanziamento ministeriale di 54 milioni destinato al progetto “New Eden”, volto alla protezione e preservazione dell’ambiente e delle risorse idriche, da realizzare in Iraq e finanziato con il sostegno internazionale.

Ilva, le dimissioni del CdA. La società impugna il provvedimento di sequestro.

Lasciano i consiglieri Ferrante, Bondi e De Iure. Rinunceranno alle rispettive cariche con effetto dalla data dell’assemblea dei soci, che il Consiglio ha convocato per il giorno 5 giugno.

Taranto – Si è dimesso l’intero Cda dell’Ilva. “Vista la gravità della situazione e incidendo il provvedimento di sequestro anche sulla partecipazione di controllo di Ilva detenuta da Riva Fire“, si legge in una nota, “i consiglieri Bruno Ferrante, Enrico Bondi e Giuseppe De Iure hanno presentato le dimissioni dalle rispettive cariche, con effetto dalla data dell’assemblea dei soci, che il Consiglio ha convocato per il giorno 5 giugno ore 9, ponendo all’ordine del giorno la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione”. La decisione del vertice della società è stata presa dopo una riunione durata oltre tre ore, convocata in seguito al maxi sequestro da 8,1 miliardi emesso dal gip di Taranto.

Il Consiglio di amministrazione, come si legge nella stessa nota, ha dato mandato ai propri legali di impugnare nelle sedi competenti il provvedimento di sequestro.

Ai Riva la licenza di inquinare (Il Fatto Quotidiano)

 

Ilva, botta e risposta tra Arpa e governo sul rispetto dell’Aia. I giudici: “Riva resti ai domiciliari”

Per i pm le dichiarazioni dell’Agenzia per l’ambiente sono la prova del rischio di reiterazione dei reati. Il ministero dell’Ambiente smentisce: “Nessuna inadempienza”

Taranto – Non si sblocca la situazione dell’Ilva di Taranto, che da qualche tempo ha abbandonato le prime pagine dei giornali ma che è tutt’altro che risolta. I vertici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale pugliese denunciano il mancato rispetto da parte dell’azienda delle prescrizioni imposte dall’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini lo scorso 27 ottobre.

Secondo l’Arpa, “i differimenti temporali non fanno altro che incrementare il fenomeno di danno ambientale già in atto. Durante, infatti, le attività di carico-scarico delle materie prime dai parchi minerari agli impianti produttivi vengono disperse in atmosfera ingenti quantità di materiale polverulento.” In serata è arrivata la risposta del Ministero.

Il Tribunale ha anche respinto la richiesta degli avvocati di Nicola Riva, ex presidente del CdA ai domiciliari dal 26 luglio scorso.