Italicum, la Consulta dice no al ballottaggio e salva il premio di maggioranza.

RomaLa Consulta boccia il ballottaggio e salva il premio di maggioranza che andrà al partito che raggiungerà il 40% al primo turno. Inoltre, la Corte Costituzionale ha bocciato, ma solo a metà, le pluricandidature. E’ questa la decisione assunta dalla Consulta sull’Italicum. Sulle candidature è stata dichiarata illegittima la parte che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione per quale optare. In questo modo si sarebbe potuto decidere a tavolino a quale tra i primi dei non eletti dei vari collegi garantire un seggio a Montecitorio: eventualità che la Corte ha bocciato. Salva, invece, la possibilità di candidarsi in più collegi elettorali: in caso di elezione in più di uno, si procederà al sorteggio per stabilire per quale optare. In una nota la Consulta comunica che «all’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione».

Jobs Act, la Corte Costituzionale boccia il referendum sul ripristino dell’articolo 18

Roma – La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito del referendum sull’articolo 18 proposto dalla Cgil.  Il quesito referendario puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act del governo Renzi allo Statuto dei lavoratori  e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. La Consulta invece ha dato il via libera agli altri due quesiti, che riguardano la cancellazione dei voucher e l’abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante, in caso di violazioni nei confronti del lavoratore.

Vincenzo De Luca, il tribunale rinvia la decisione in attesa della Consulta.

Il Tribunale rinvia il giudizio in attesa del prnunciamento della Consulta. E, così, il governatore campano Vincenzo De Luca resta in carica.

Firenze Resta in carica il governatore campano Vincenzo De LucaLa prima sezione del tribunale civile di Napoli ha infatti rinviato il giudizio di merito relativo alla sospensione per effetto della Legge Severino, in attesa della pronuncia della Consulta chiamata a esprimersi sulle eccezioni di incostituzionalità. Nel provvedimento il Tribunale sottolinea, in particolare, che la sospensione del giudizio di merito è obbligata in presenza di una questione di incostituzionalità sollevata davanti alla Consulta. La legge istitutiva della Corte Costituzionale prevede, infatti, la “sospensione obbligatoria” (è scritto “sospende”, non “può sospendere”, si rileva nel provvedimento).  «Il giudice – afferma il Tribunale – non può decidere la controversia se la Corte Costituzionale non dirime il dubbio sulla contrarietà della norma all’assetto costituzionale». Resta confermata, dunque, la decisione adottata nel luglio scorso quando il tribunale congelò la sospensione dalla carica di De Luca (stabilita in applicazione della legge Severino da un decreto del governo dopo una condanna in primo grado inflitta a De Luca per abuso di ufficio) e inviò gli atti alla Consulta. 

 

Ilva, il gip spedisce il decreto alla Consulta

Firenze –  Il gip di Taranto, accogliendo una richiesta della Procura, ha sollevato la questione di legittimità dinanzi alla Corte Costituzionale sull’ultimo decreto salva Ilva, che sospende gli effetti del sequestro senza facoltà d’uso dell’altoforno 2, disposto dopo l’incidente che l’8 giugno scorso è costato la vita ad un giovane operaio.  Ancora una volta, quindi, sarà la Consulta a dover decidere su una legge scritta su misura per l’Ilva. 

La Consulta boccia la norma Fornero. Per lo Stato un buco da cinque miliardi di euro.

La Consulta boccia la norma Fornero del 2011.

Roma  La Corte Costituzionale boccia la norma Fornero del 2011, contenuta nel Salva Italia del governo Monti, che bloccava l’adeguamento delle pensioni al costo della vita per gli assegni superiori a tre volte il minimo Inps. E’ una decisione pesante che, per l’Avvocatura dello Stato, ha un impatto sui conti pubblici di circa 1,8 miliardi per il 2012 e altri 3 miliardi per il 2013. La Consulta, dunque, ha stabilito che la norma con cui per il 2012 e il 2013 era stato bloccato l’adeguamento al costo della vita delle pensioni di importo superiore a tre volte il minimo Inps è incostituzionale. E, adesso, per lo Stato si presenta un buco di cinque miliardi di euro. 

La Consulta boccia il taglio delle Province.

RomaLa Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia e il loro riordino – voluto dall’allora governo Monti -, che ne prevede la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione. Non è materia da disciplinare con decreto legge.