Corriere della Sera, ispezione Consob in Mediobanca con la Guardia di Finanza

Ispezione Consob in Mediobanca con Guardia di Finanza.

Firenze – Consob e Guardia di Finanza negli uffici di Mediobanca. L’authority dalla metà della scorsa settimana ha svolto insieme alle Fiamme gialle un’ispezione in relazione all’offerta pubblica di acquisto (opa) lanciata su Rcs, editore del Corriere, dalla compagine che comprende piazzetta Cuccia, Investindustrial di Andrea Bonomi, Diego Della Valle, Unipol Sai e Pirelli. La notizia arriva due giorni dopo il via libera della Consob all’offerta concorrente di Urbano Cairo. L’intervento della Guardia di Finanza, secondo l’Ansa, punta anche a far luce sulle tre holding create ad hoc da Bonomi in Lussemburgo per l’operazione.

Nei giorni precedenti al lancio dell’opa, l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel aveva negato in più occasioni un coinvolgimento diretto dell’istituto nella partita. Gli accertamenti puntano, quindi, a chiarire se ci sono stati eventuali abusi di mercato, tenendo presente anche l’operatività e l’andamento dei prezzi sul titolo Rcs in Borsa.

Marchionne non risponde alla Consob: “Fabbrica Italia non è un piano finanziario”

L’ad di Fiat continua a non dare risposte sull’impegno dell’azienda negli stabilimenti italiani

Torino – La Consob aveva richiesto chiarezza sul piano ‘Fabbrica Italia’ e sul futuro degli stabilimenti italiani della Fiat e la risposta dell’amministratore delegato Sergio Marchionne non si è fatta attendere. «Fabbrica Italia non è mai stata un piano finanziario – ha detto l’ad all’assemblea degli azionisti – ma l’ espressione di un indirizzo strategico». Sono piani pluriennali, però, e «come ogni concorrente» il Lingotto deve «riesaminarli continuamente per poterli adeguare al mercato». Perciò «non è un grado di fornire un livello di dettaglio» come quello chiesto dalla Consob.

E ancora: «Alla luce di possibili fraintendimenti, equivoci e irrealistiche attese di dettaglio, Fiat si asterrà con effetto immediato da qualsiasi riferimento a Fabbrica Italia». «Fermo restando», certo, «gli impegni già assunti e il generale intento strategico di contribuire alla soluzione dei problemi industriali dell’ Italia e al suo sviluppo futuro».La mancanza di chiarezza sul futuro impegno della Fiat in Italia continua. E continua anche l’assenza della politica.

La Consob fa le veci della politica. Chiesti chiarimenti alla Fiat sul progetto Fabbrica Italia

La prima reazione di Marchionne: Impossibile precisare gli investimenti sito per sito. La risposta dalla trimestrale del 27 ottobre

Torino – Nella vicenda del piano industriale Fiat, sulla quale la politica latita da tempo, è scesa in campo la Consob. L’Authority guidata da Giuseppe Vegas ha inviato una lettera ai vertici del Lingotto per chiedere chiarezza su ‘Fabbrica Italia’ e quindi sul futuro degli stabilimenti italiani, in particolare di Mirafiori.

Il responsabile auto della Fiom Giorgio Airaudo ha commentato la richiesta della Consob con un eloquente “Meglio la Consob della politica”. “Anche se – ha aggiunto – non abbiamo grandi illusioni su quale sara’ la risposta. La Fiat risponderà con la trimestrale il 27 ottobre e la può risolvere facilmente visto che la richiesta è molto semplice e generica”.

Le parole dell’amministratore delegato Sergio Marchionne sembrano confermare questa tesi: “E’ impossiile precisare gli investimenti sito per sito”. E poi: “Le accuse di anti-italianità che ho spesso sentito sono semplicemente assurde. Anti-italiano è chi  abbandona il Paese, chi decide di non investire”.