Camorra, appalti truccati: nove arresti. Indagato il presidente regionale del Pd Stefano Graziano

Indagato il presidente regionale del Pd Stefano Graziano per concorso esterno in associazione mafiosa.

Firenze – Concorso esterno in associazione mafiosa. E’ questa l’ipotesi di reato per cui è indagato il presidente regionale del Pd e consigliere a Palazzo Santa Lucia Stefano Graziano, che dal 2013 al 2015 è stato consigliere prima del governo Letta e, poi, dell’esecutivo Renzi. L’inchiesta in questione è quella che oggi ha portato, nell’operazione congiunta di Guardia di finanza e carabinieri, all’arresto di nove persone perché accusate di favorire il clan dei Casalesi in alcuni appalti. Le forze dell’ordine hanno perquisito le abitazioni di proprietà di Graziano a Roma e Teverola, provincia di Caserta e nell’ufficio che ha a disposizione come consigliere regionale nella sede del Consiglio, al Centro Direzionale di Napoli. L’ipotesi di reato che si formula nel decreto di perquisizione nei suoi confronti è, come detto, di concorso esterno in associazione camorristica.

Camorra, appalti truccati… (fonte: Sky Tg24)

Mafia: Dell’Utri chiede l’annullamento della condanna

Firenze Marcello Dell’Utri chiede la cancellazione della condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per la quale è detenuto in carcere, dopo il pronunciamento della Corte europea in favore di Bruno Contrada, l’ex numero due del Sisde condannato per lo stesso reato. Gli avvocati Giuseppe Di Peri, Bruno Nascimbeni e Andrea Saccucci hanno depositato una richiesta di incidente di esecuzione alla corte d’appello di Palermo, chiedendo l’annullamento della sentenza. 

La sentenza della Corte euroepa dei Diritti dell’uomo, divenuta definitiva il 14 settembre scorso, ha annullato il verdetto di condanna emesso nei confronti di Contrada, sostenendo che la giurisprudenza italiana, fino al 1994, sul concorso in associazione mafiosa, non consentiva la tipizzazione del reato e, quindi, non permetteva all’imputato di prevedere gli effetti negativi della propria condotta. Solo dopo il 1994, con la cosiddetta sentenza Dimitri, secondo i giudici europei, la Cassazione ha raggiunto un’interpretazione univoca del reato. Siccome la condotta per cui Dell’Utri è stato condannato, come fu per Contrada, è precedente al 1994, secondo i legali ci sarebbero tutti i presupposti per una revoca del verdetto.

Corte Europea: “Contrada non andava condannato, il reato non era chiaro”

Firenze All’epoca dei fatti il reato non “era sufficientemente chiaro“, per questo Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani. I giudici di Strasburgo hanno ritenuto che all’epoca cui risalgono i fatti, fra il 1979 e il 1988, il reato non “era sufficientemente chiaro e prevedibile e il ricorrente non poteva conoscere nello specifico la pena in cui incorreva per la responsabilità penale che discendeva dagli atti compiuti”. Lo Stato italiano dovrà versare all’ex agente del Sisde 10mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali.

Mafia, archiviata l’inchiesta su Renato Schifani

Archiviata l’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Renato Schifani

Firenze Il gip di Palermo ha archiviato l’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa su Renato Schifani. Caso chiuso: Finito sotto accusa due volte nel giro di 15 anni, l’ex presidente del Senato ne ha attesi dieci per arrivare all’archiviazione, dopo l’ordine di svolgere un supplemento d’indagini emesso dall’ex giudice per le indagini preliminari, Piergiorgio Morosini, oggi membro del Csm. Dall’approfondimento eseguito non sono emerse novità che potessero giustificare un rinvio a giudizio per Schifani ed è per questo che il giudice, Vittorio Anania, ha accolto la richiesta d’archiviazione dei pm incaricati delle indagini, Paolo Guido e Nino Di Matteo. 

Marcello dell’Utri estradato in Italia: sarà trasferito al carcere di Parma

Marcello dell’Utri è stato estradato in Italia

Firenze Marcello Dell’Utri è rientrato in Italia. Dopo la firma del presidente libanese Michel Suleiman e terminate le procedure di estradizione, l’ex senatore di Forza Italia è stato rimpatriato da Beirut a bordo del volo Alitalia AZ 827 ed è atterrato alle 6.45 a Fiumicino. Viaggiava insieme a lui la figlia, Chiara. In aereo era presente anche un medicio della polizia. È accompagnato da agenti dell’Interpol e, affidato alla Polizia penitenziaria, sarà trasferito al carcere di Parma.

Dell’Utri, il governo del Libano favorevole all’estradizione. Dovrebbe arrivare in Italia la prossima settimana

Firenze Marcello Dell’Utri sarà in Italia prossima settimana. A dirlo è il giudice Ahmad Al Ayubi, portavoce del ministero della Giustizia di Beirut per il caso dell’ex senatore del Pdl condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e latitante nello Stato del Vicino Oriente da oltre un mese. Ayubi ha precisato che il decreto di estradizione, già approvato dal ministro della Giustizia Ashraf Rifi, ha ottenuto il via libera del consiglio dei Ministri senza dibattito in quanto atto amministrativo. «Il primo ministro e il presidente della Repubblica – ha aggiunto il giudice – firmeranno a loro volta il decreto nei prossimi giorni e quindi il signor Dell’Utri sarà probabilmente in Italia giovedì».

La moglie di Matacena arrestata all’aeroporto di Nizza

Arrestata la moglie di Amedeo Matacena, Chiara Rizzo.

Firenze Chiara Rizzo, moglie dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena – condannato a cinque anni e quattro mesi per concorso esterno in associazione mafiosa e latitante a Dubai – è stata arrestata all’aeroporto di Nizza in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Olga Tarzia. La donna, al centro dell’indagine sulla fuga di Matacena con il supporto dell’ex ministro Claudio Scajola, è stata presa in consegna dalla polizia francese, presente l’ufficiale di collegamento italiano e funzionari della Dia.

Mafia, la Cassazione conferma la condanna definitiva a sette anni per Marcello Dell’Utri

La Cassazione conferma la condanna a sette anni per Marcello Dell’Utri

Roma – Il fondatore di Forza Italia, il primo partito italiano degli ultimi vent’anni, è un amico di Cosa Nostra, uomo cerniera tra la piovra e Silvio Berlusconi. Nel giorno in cui l’ex premier inizia a scontare la pena con l’affidamento in prova ai servizi sociali, cadono i condizionali anche su Marcello Dell’Utri, l’amico di una vita, prima piazzato al vertice di Publitalia e poi l’ideatore di Forza Italia: la prima sezione della Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa Nostra, confermando la richiesta del procuratore generale. Al momento, Marcello Dell’Utri si trova a Beirut, in Libano dove Claudio Scajola, adesso in carcere, secondo l’accusa avrebbe suggerito al suo collega di partito, Amedeo Matacena, di recarsi poiché l’estradizione sembrerebbe più complicata ottenerla.

Dell’Utri, la Cassazione conferma la condanna a sette anni (fonte: La Repubblica)

Legali dell’Utri: “Ricorso a Strasburgo…. (fonte: Il Fatto)

Arrestato a Beirut Marcello Dell’Utri (12 aprile 2014)

Mafia, condannato Marcello Dell’Utri (25 marzo 2013) 

Mafia, la Cassazione: annullata la sentenza di appello contro Dell’Utri (9 marzo 2012)

Corte di Appello: Dell’Utri mediatore tra Cosa Nostra e Berlusconi… (19 novembre 2010)  

Mafia: Dell’Utri condannato a sette anni (29 giugno 2010) 

Ordine di arresto per Marcello dell’Utri, ma l’ex senatore è latitante.

Marcello dell’Utri è latitante

Firenze Marcello Dell’Utri è latitante. Ufficialmente dalla sera di giovedì 10 aprile. La terza sezione della Corte d’Appello di Palermo ha emesso un ordine di custodia cautelare per pericolo di fuga nei suoi confronti, ma la polizia non ha potuto eseguirlo perché non riesce a trovarlo. Non è chiaro ancora dove si trovi l’ex senatore. In un primo momento, fonti palermitane hanno dichiarato all’Ansa che Dell’Utri aveva raggiunto il Libano. Ma da Beirut, sempre all’agenzia, fonti bene informate hanno smentito l’indiscrezione.

La notizia arriva a pochi giorni dalla sentenza definitiva in Cassazione sul concorso esterno in associazione mafiosa – fissata per martedì 15 aprile – reato per il quale è stato condannato a sette anni di carcere. E proprio in vista dell’udienza il fondatore di Forza Italia ha lasciato il Paese. L’ex senatore Pdl, amico di Silvio Berlusconi, e già numero uno di Publitalia, allo stato sembra introvabile. Sparito proprio nei giorni in cui l’ex premier attende la decisione sull’affidamento ai servizi sociali.

Mafia, Lombardo condannato a sei anni e otto mesi per concorso esterno

Firenze Il Gup di Catania ha condannato a sei anni e otto mesi di reclusione l’ex presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha assolto dal reato di voto di scambio, assorbito nella prima imputazione. Il giudice Marina Rizza ha anche rinviato a giudizio il fratello Angelo Lombardo, ex deputato nazionale del Mpa. La sentenza è stata letta dal Gup, che ha disposto anche un anno di libertà vigilata all’ex governatore, a conclusione del processo col rito abbreviato. La Procura aveva chiesto la condanna a dieci anni di reclusione. Quanto ad Angelo Lombardo il rinvio a giudizio è per concorso esterno all’associazione e voto di scambio. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 4 giugno.