Rai, il Cda approva le nomine. Ida Colucci al Tg2, Luca Mazzà al Tg3.

Roma – Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato a maggioranza il pacchetto di nomine dei nuovi direttori di testata, presentato dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. I nuovi direttori dei telegiornali sono: Ida Colucci al Tg2, Luca Mazzà al Tg3, Andrea Montanari al Gr e Nicoletta Manzione a Rai Parlamento. Restano in sella Mario Orfeo al Tg1 e Vincenzo Morgante alla TgR.

Sei i voti favorevoli. Hanno votato contro i consiglieri tre i contrari Arturo Diaconale, Carlo Freccero e Giancarlo Mazzuca. Alla direttrice uscente del Tg3 Bianca Berlinguer è stato assegnato uno spazio pomeridiano di approfondimento su Rai3 alle 18.30 dal lunedì al venerdì, poi da febbraio anche una doppia seconda serata settimanale. Il primo effetto delle nomine ha determinato che i senatori del Pd Miguel Gotor e Federico Fornaro si sono dimessi dalla commissione di Vigilanza Rai.

Rai, Tarantola nominata presidente.

La commissione Vigilanza ha ratificato, dopo il voto del Cda, la nomina di Anna Maria Tarantola a presidente Rai.

RomaLa commissione Vigilanza ha dato il via libera, dopo il voto dei giorni scorsi del Cda, alla nomina di Anna Maria Tarantola, un passato da vicedirettore alla Banca d’Italia, a presidente della Rai. A suo favore hanno votato 31 dei 40 componenti della commissione, quattro in più della soglia necessaria per la nomina. Nessun voto contrario, due schede bianche, una scheda nulla. Sei i commissari assenti (link). 

Rai, il Cda ha eletto Anna Maria Tarantola presidente.

Il Cda della Rai ha eletto Anna Maria Tarantola presidente.

RomaIl consiglio di amministrazione Rai ha votato Anna Maria Tarantola presidente. Hanno votato a favore tutti, eccetto Antonio Verro – in quota Pdl – che si è astenuto. Alla riunione non ha partecipato la stessa Tarantola per «garbo istituzionale e per rispetto verso il consiglio d’amministrazione, per lasciare allo stesso la libertà di votarla come presidente». Così il nuovo presidente che aveva già annunciato la sua assenza alla riunione. Adesso, il presidente Tarantola affinché possa effettivamente assumere i poteri dovrà ricevere il parere definitivo della Commissione di Vigilanza Rai, presieduta da Sergio Zavoli. In commissione sarà necessaria la maggioranza di due terzi, ovvero 27 sui 40 componenti (link).

 

Rai, la commissione di Vigilanza ha eletto i sette consiglieri.

La commissione Vigilanza ha eletto i sette consiglieri del Cda di Viale Mazzini.

RomaAlla terza giornata di voto la commissione Vigilanza ha nominato i sette consiglieri del consiglio di amministrazione della Rai. Anche in questo caso, come è accaduto per le nomine Agcom e Privacy, sono stati confermati tutti i nomi indicati dai partiti. Sono stati eletti in quota PdlLega Guglielmo Rositani, Luisa Todini, Antonio Verro e Antonio Pilati; per l’Udc Rodolfo De Laurentiis; Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo indicati al Pd dalla società civile. Prima dei non eletti è Flavia Piccoli Nardelli. A questi consiglieri, vanno aggiunti Anna Maria Tarantola e Marco Pinto, indicati invece dall’azionista di riferimento, il ministero dell’Economia. La nomina di Tarantola dovrà passare prima per il vaglio della stessa commissione di vigilanza, dove occorrerà una maggioranza del due terzi per l’ok definitivo alla sua nomina (link).

Rai: associazioni indicano Colombo e Tobagi per il Cda

Le associazioni (“Se non ora quando”, “Libera”, “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione” e “Giustizia e Libertà”) hanno indicato Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi i due candidati al consiglio di amministrazione della Rai.

Firenze Le associazioni (“Se non ora quando”, “Libera”, “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione” e “Giustizia e Libertà”) hanno indicato Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi i due candidati al consiglio di amministrazione della Rai. L’ex magistrato di Mani Pulite ai microfoni de “La Zanzara Radio 24” ha espresso la propria disponibilità a ricoprire questo nuovo incarico. La riunione decisiva si è svolta oggi e dopo sei ore di confronto è stato raggiunto l’accordo su Colombo e la Tobagi. In questo modo le associazioni hanno risposto al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che aveva chiesto alle associazioni di proporre due nomi della società civile impegnandosi a farli eleggere per rompere con la partitocrazia. L’associazione “Se non ora quando” ha presentato al presidente della Commissione parlamentare di vigilanza, Sergio Zavoli, una rosa di nomi per il Cda di Viale Mazzini: Dacia Maraini, Lorella Zanardo, Chiara Saraceno, Flavia Nardelli, Benedetta Tobagi, Evelina Christillin (link).  

Link 1

 

Rai, duro intervento di Zavoli sulla nomina di Maccari al Tg1: “Scambio di incarichi”

Lettera aperta dei giornalisti a Monti: ”Urge una riforma della governance Rai’.’

Roma – Maccari confermato alla direzione del Tg1 nonostante vada in pensione e Alessandro Casarin direttore del Tgr sono uno “scambio di incarichi”. Chi lo ipotizza è Sergio Zavoli presidente della Commissione di vigilanza Rai, chiarendo che mai un direttore della testata si è insediato contro il parere del presidente della Rai,  durante l’audizione del dg Lorenza Lei a palazzo San Macuto. Il presidente Garimberti ha detto chiaro che se Maccari passa lui si dimette dall’azienda.

“Personalmente ho difficolta’ a pensare che tra i suoi circa 1.500 giornalisti – ha detto Zavoli – la Rai non ne abbia uno in grado di dirigere una testata importante con il consenso unanime del cda. Ammettere che non c’e’ nessuno non e’ un bel riconoscimento per l’azienda. Mi chiedo poi con quale stato d’animo possa lavorare un professionista con la fiducia della meta’ dei consiglieri e con l’opposizione del presidente”.

Intanto le rappresentanze dei giornalisti italiani hanno rivolto un appello congiunto al Presidente del Consiglio Monti affinché “intervenga per portare in Europa anche il  Servizio Pubblico Radiotelevisivo, con un’iniziativa che consenta  la riforma della governance Rai”.

Il commento di Beppe Giulietti

Rai, vigilanza decide sul pluralismo. Zavoli: “Voto senza steccati ideologici”.

Roma E’ «auspicabile un voto libero da steccati ideologici, convergente su un impegno solidale, specie quando da ogni parte sale l’auspicio che un politicismo astratto non finisca per coinvolgere anche il ruolo di una Commissione espressa dal Parlamento in nome di un interesse generale, da perseguire con modalità non strumentali, ma corrispondenti a un reale e condiviso impegno democratico». Lo afferma, in merito all’Atto di indirizzo sul pluralismo dell’informazione, il presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, in un documento, reso noto oggi, inviato il 19 luglio ai componenti della Commissione stessa, riunita oggi appunto per affrontare la materia.
Nel testo, Zavoli esorta poi a «percepire tutti, nel corso del nostro lavoro sul pluralismo, il pericolo di un allontanamento dall’obiettivo originario della discussione, ad esempio quando il documento tuttora sottoposto al nostro esame va inoltrandosi in proposte di carattere gestionale che toccano l’articolazione dei palinsesti, coinvolgendovi aspetti organizzativi e operativi. Sarebbe, a mio avviso, al di fuori di un ragionevole statuto il voler gestire, insieme, l’indirizzo e le sue forme applicative».

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Rai, salvi i talk show in campagna elettorale. Approvato il regolamento sulla par condicio.

Firenze – I talk show Rai sono salvi. Nessuna sospensione per i programmi di approfondimento durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative. Il testo del regolamento sulla par condicio approvato oggi in commissione di Vigilanza quasi all’unanimità (si è sfilato solo il radicale Marco Beltrandi) contiene una riformulazione dell’articolo 8, quello sull’informazione politica, che salvaguarda l’autonomia editoriale dei talk. La mediazione fra maggioranza e opposizione è stata “cucita” con attenzione dal presidente della Commissione, nonché relatore, Sergio Zavoli: in sostanza il Pdl ha accettato di ritirare tutti i propri emendamenti, in cambio di un’apertura da parte del relatore. Apertura contenuta nel nuovo articolo 8 che di fatto, ribadendo la necessità del rispetto dei criteri di imparzialità, pluralismo e completezza, preserva comunque i talk show dall’obbligo di dover ospitare tutti i numerosi candidati coinvolti nelle elezioni amministrative. Cosa che lo scorso anno aveva poi fatto decidere alla Rai di chiudere i talk show per l’impossibilità di applicare questa regola.

Pdl e Lega avevano in precedenza tentato di estendere con un emendamento le regole delle tribune politiche ai talk show. In programmi come Annozero, Ballarò e Porta a porta avrebbero così dovuto essere presenti contemporaneamente i candidati di tutte le liste. Cosa che avrebbe reso impossibile a queste trasmissioni di andare in onda, considerato il loro format.

«La storia di questo regolamento è di per sé la risposta a quanti chiedono alle istituzioni di agire in nome di un interesse generale. Mi sono dato, e credo di aver rispettato, la regola della mediazione in nome di ciò che ho giudicato equo», ha detto Zavoli al termine delle dichiarazioni di voto sul regolamento per le elezioni amministrative. «Il risultato del nostro lavoro ha corrisposto a un principio di correttezza giuridica e a un criterio di sensibilità civile, culturale e politica – ha aggiunto – con ciò salvaguardando l’autonomia editoriale, la trasparenza professionale, la pluralità e la responsabilità dell’informazione nel servizio pubblico».

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Ingroia: “Minzolini ha stravolto il mio pensiero”.

Il giorno dopo l’editoriale di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, arrivano le precisazioni di Antonio Ingroia, allievo di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino ed oggi Procuratore aggiunto di Palermo.

Firenze All’indomani dell’editoriale di Augusto Minzolini che ha chiamato in causa Antonio Ingroia, allievo di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, il quotidiano on-line Articolo 21, in esclusiva, ha raccolto le precisazioni del procuratore aggiunto di Palermo. Ecco la domanda. 

Procuratore Ingroia, contento di essere citato da un’editoriale del Tg1?

<<Certamente no, quando il mio pensiero viene stravolto al punto di attribuirmi un programma politico, mentre le mie dichiarazioni erano semplicemente un richiamo ai principi fondamentali scritti nella carta costituzionale. Non mi sento schierato da nessuna parte se non con i padri costituenti e con i cittadini che pretendono verità e giustizia>>.

A seguire le dichiarazioni congiunte del portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e del giornalista Federico Orlando.

<<A che ora – affermano Giuseppe Giulietti e Federico Orlando – e in quale edizione del tg1 (e la Rai nel suo complesso) garantirà il diritto di replica al giudice Ingroia e ai suoi colleghi pesantemente oltraggiati da Minzolini? Sino a quando le autorità di garanzia potranno girarsi dall’altra parte? L’editoriale di ieri è solo il preannuncio di una offensiva contro la Costituzione e contro i poteri di controllo. Forse è davvero giunto il momento di promuovere una grande iniziativa che metta insieme senza distinzioni di parte o di partito quanti hanno ancora a cuore la Carta costituzionale>>.

Fonte: Articolo 21.

Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia è intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24.

Il video dell’editoriale di Augusto Minzolini.

Il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dall’editoriale di Minzolini. 

Il pensiero di Paolo Garimberti, presidente Rai, e di Sergio Zavoli, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza.

 

 

 

Rai, ascoltata la saggezza di Zavoli. Orfeo nominato direttore del Tg2.

Il consiglio di amministrazione della Rai ha nominato all’unanimità Mario Orfeo nuovo direttore del Tg2. Sempre il Cda ha nominato invece Massimo Liofreddi direttore di Rai2. In questo caso tre i voti contrari, due in quota Pd (Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten), più quello della leghista Giovanna Bianchi Clerici.

Roma Il richiamo di Sergio Zavoli, avvenuto lo scorso 17 luglio, ha prodotto gli effetti sperati. Dopo l’ennesima fumata nera sulle nomine di viale Mazzini della scorsa settimana, il presidente della commissione vigilanza Rai aveva auspicato che la scelta dei nuovi direttori di rete avvenisse «prima delle vacanze». La sua saggezza è stata ascoltata. Mario Orfeo è il nuovo direttore del Tg2, mentre Massimo Liofreddi è stato nominato direttore di Rai 2 prendendo il posto di Antonio Marano. Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha approvato le proposte del direttore generale Mauro Masi. La nomina di Orfeo è avvenuta all’unanimità, quella di Liofreddi è maturata invece con tre voti contrari, due in quota Pd (Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten), più quello della leghista Giovanna Bianchi Clerici.

Orfeo, 43 anni, era direttore dal 2002 del quotidiano di Napoli “Il Mattino”. Orfeo era approdato al quotidiano campano, dopo essere stato caporedattore centrale de “La Repubblica”. Nel 2007 aveva vinto il premio Ischia internazionale di giornalismo per l’informazione scritta.  Liofreddi, 54 anni, è stato negli ultimi sette anni capostruttura di RaiUno, dove si è occupato soprattutto di intrattenimento, seguendo programmi come Domenica in, Lo Zecchino d’oro, la Partita del cuore, alcuni eventi estivi e Telethon (link).

Nomine Rai.