Ilva, l’Unione Europea apre un’indagine sugli aiuti di Stato

Firenze  La Commissione Ue ha avviato un’indagine «approfondita» per stabilire se il sostegno finanziario dato dallo Stato italiano all’Ilva – in totale 2 miliardi di euro – rispetti le norme sugli aiuti di Stato. Nell’indagine la Commissione «vaglierà in particolare se l’accesso agevolato al finanziamento accordato all’Ilva per ammodernare lo stabilimento di Taranto le dia un vantaggio sui concorrenti. Data l’urgenza di decontaminare il sito, la Commissione prevede, però, «garanzie che consentono all’Italia di attuare subito il risanamento ambientale» a Taranto. Nel mirino, quindi, ci sono i circa 2 miliardi concessi in diverse tranche al polo siderurgico per le attività ordinarie e il rilancio, non quelli finalizzati a mettere in regola il gruppo con le norme sulla protezione dell’ambiente.

Un operaio scrive all’Unione europea e la Commissione mette sotto accusa l’Italia

La storia di Marco Bazzoni, collaboratore di Articolo 21

Prato – Pubblichiamo l’articolo firmato da Stefano Corradino e uscito su Articolo 21 che riporta la storia di Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Firenze. Bazzoni è un collaboratore di Articolo 21 e informa via sms, mail o telefonicamente di nuovi incidenti sul lavoro in ogni parte d’Italia. L’articolo evidenzia quello che giustamente viene definito “un fatto senza precedenti”: la Commissione europea, sulla base di una denuncia di Bazzoni del 2009, ha deciso di mettere in mora l’Italia per gravi inadempienze in materia di sicurezza sul lavoro. Una storia per ora ignorata dai grandi media, a cui ci sembra giusto dare la massima diffusione.

L’Unione Europea dice sì a Sky in chiaro

Sky Italia sbarca sul digitale terrestre. Lo ha deciso oggi la Commissione europea che ha anticipato l’ingresso dei canali di Murdoch nel mercato della televisione in chiaro.

FirenzeSky Italia sbarca sul digitale terrestre. Lo ha deciso oggi la Commissione europea che ha anticipato l’ingresso dei canali di Murdoch nel mercato della televisione in chiaro. Mediaset si è detta <<assolutamente sconcertata>> dalla decisione e ha annunciato che farà ricorso alla Corte di giustizia europea. In realtà, la decisione di Bruxelles è un via libera ma a una serie di condizioni. Innanzitutto Sky potrà trasmettere su digitale terrestre solo a patto che, per i prossimi cinque anni, i suoi canali siano “in chiaro”, e cioè distribuiti gratuitamente senza nessun servizio a pagamento. E poi la tv di Murdoch sarà limitata a un solo multiplex, e cioè a una sola frequenza digitale (che però può trasmettere fino a sei canali). La decisione è stata motivata dal fatto che, secondo l’Ue, le condizioni del mercato televisivo italiano sono cambiate dal quel 2003, quando la News Corporation di Rupert Murdoch acquistò e fuse le due pay tv satellitari Stream e Telepiù dando vita a Sky. Allora l’Europa, dando il suo assenso all’operazione, fissò una serie di paletti, fra cui il divieto di sbarcare nel mercato della televisione in chiaro prima del 2012.

La decisione europea è stata presa malissimo a Cologno Monzese. Secondo il biscione le condizioni fissate dalla Commissione nel 2003, che impedivano a Sky di entrare nel mercato del digitale terrestre in virtù della sua posizione dominante nella pay tv, sono tutt’ora valide. Per questo Mediaset  <<ricorrerà contro tale decisione alla Corte di Giustizia europea>>. A stretto giro è arrivata la risposta di Bruxelles che con Jonathan Todd, uno dei portavoce dell’esecutivo Ue, ha detto che la decisione della Commissione, da un punto di vista legale, è solida. Nonostante Sky abbia mantenuto una posizione forte sul satellite, con l’avvento del digitale terrestre il mercato della pay tv si è aperto a nuovi soggetti come Mediaset (con Mediaset Premiun) e Telecom (con Dahlia). Inoltre dal 2008 sul satellite, a fianco di Sky, è nata Tivùsat, la piattaforma di Rai, Mediaset e La 7 destinata ad andare a coprire quelle aree del Paese non raggiunte dal segnale del digitale terrestre.

Ora si attende la data del beauty contest, il concorso con cui il governo italiano metterà a gara le cinque frequenze digitali (i cinque multiplex) che la Corte di giustizia europea ha intimato, in nome del pluralismo, di mettere sul mercato. Una gara in cui ora potrà partecipare anche Sky.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Continuano le proteste degli operai Fiat e Alcoa

Si è svolto lo sciopero di 4 ore per protestare contro la chiusura di Termini Imerese. Operai Alcoa in piazza a Roma.

Roma – Si è svolto lo sciopero di quattro ore dei metalmeccanici della Fiat per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Per i sindacati l’adesione è stata massiccia, dall’80% di Termini Imerese a una media tra il 50% e il 70% degli altri stabilimenti. L’azienda ovviamente fornisce dei dati più bassi, ma aldilà dei consueti balletti di cifre il dato saliente è la continuazione della protesta.

In questi giorni si sta parlando molto anche del caso Alcoa, la multinazionale americana dell’alluminio che ha ingaggiato un braccio di ferro col governo italiano e con la Commissione europea nel quale, come sempre, l’anello debole rischiano di essere i lavoratori.

Il governo ha annunciato di avere fissato un incontro con l’azienda per lunedì prossimo, 8 febbraio, e chiede all’azienda di non prendere decisioni unilaterali prima di tale incontro.