Migliaia in piazza per lo sciopero unitario dei sindacati

Roma - “La manovra è fortemente depressiva e il rigore ricade sempre sui soliti noti. Aggrava la situazione del Paese, non la risolve”. Parola del segretario della Cgil Susanna Camusso, che dal presidio davanti a Montecitorio a Roma ha commentato così l’andamento dello sciopero di tre ore svoltosi oggi nelle principali città d’Italia. Una forma di protesta seguita all’incontro notturno con il premier Mario Monti, appuntamento che non ha dato i frutti sperati.

E così la ‘minaccia’ annunciata da Cgil, Cisl e Uil è diventata realtà, con cortei e manifestazioni da Nord a Sud. ”Non è detto che sia finita e che questo sciopero sia l’unico. Bisogna ricominciare a costruire un cammino unitario con gli altri sindacati” ha annunciato il segretario della Cgil Susanna Camusso, che poi ha ricordato come “l’incontro con Monti è stato sicuramente molto più deludente di quello che ci si aspettava. C’è un no ad affrontare il tema dell’indicizzazione delle pensioni, sulla casa e l’Ici”, quindi la manovra “è iniqua proprio rispetto a chi paga il conto” perché “pagano molto di più i redditi medio bassi e individuali. Pagano quelli che denunciano tutto e non chi ha di più”.

PinterestTumblrShare

Termini Imerese, raggiunto l’accordo

Roma - Accordo raggiunto tra la Fiat, le rappresentanze sindacali e il governo per lo stabilimento di Termini Imerese. La Fiat ha stanziato circa 21,5 milioni di euro, come  costo complessivo diretto a incentivi, premio di fedeltà, mancato preavviso e tombale. Secondo l’accordo ogni dipendente riceverà un incentivo medio di 460 euro per 48 mensilità.
La cifra prevista di 460 euro si spalmerà su 48 mensilità, oltre a quanto previsto per norma. Questa la sequenza dei pagamenti, in fascia unica operi e impiegati: 4.445 euro nel primo anno, 10.366 nel secondo, 16.287 nel terzo, 22.208 nel quarto. Il tutto senza contare il costo del mancato preavviso, il premio fedeltà e le imposte. La mobilità partirà il primo gennaio 2012 e resterà aperta per due anni.

PinterestTumblrShare

Il direttivo Cgil approva l’accordo sui contratti. Ma è ancora scontro con la Fiom

Roma - Lo scorso 28 giugno Confindustria, CGIL, CISL e UIL hanno sottoscritto l’accordo interconfederale sulla rappresentanza sindacale. Tra i punti toccati dall’accordo ricordiamo l’efficacia dei contratti collettivi aziendali, l’esigibilità degli impegni assunti attraverso la contrattazione collettiva, la retroattività, le deroghe alla contrattazione nazionale, la certificazione della rappresentatività e la funzione dei contratti aziendali.

Ieri il direttivo della Cgil, convocato in riunione straordinaria, ha approvato l’accordo con l’84% di voti favorevoli: 117 i si’, 21 i no ed un astenuto. E, contestualmente, ha dato il via libera alla consultazione tra gli iscritti: saranno le singole categorie a decidere le modalita’ del voto. Le assemblee partiranno il 12 luglio e termineranno entro il 16 settembre. L’esito, che sara’ reso noto il 20 settembre, sara’ vincolante per tutta la confederazione e, quindi, per tutti i territori e le categorie. Compresa la Fiom, che invece e’ tornata a bocciare l’accordo e ha contestato le regole della stessa consultazione.

PinterestTumblrShare

Nuovo ultimatum di Marchionne sulla ex Bertone. Ma la Fiat continua a perdere quote di mercato

Prato - L’incontro tra Fiat e sindacati sulla situazione delle Officine Automobilistiche Grugliasco (ex Bertone) ha confermato le previsioni della vigilia. L’amministratore delegato Marchionne ha lanciato un nuovo ultimatum, chiedendo ai sindacati una decisione chiara in tempi brevissimi. Altrimenti  l’investimento non si farà e la nuova Maserati sarà prodotta altrove.

La risposta della Rsu della fabbrica, a maggioranza Fiom, non si è fatta attendere: l’assemblea dei lavoratori è convocata per il 2 maggio e, nello stesso giorno, si terrà il referendum sull’unico testo presentato dall’azienda, quello che prevede l’estensione alla ex Bertone del contratto di Pomigliano e Mirafiori.

La Cisl ha assunto una posizione decisamente favorevole all’accordo: “Noi continueremo a dare il nostro sostegno – ha detto il segretario generale Bonanni - cosi’ come lo abbiamo dato per Mirafiori e Pomigliano. Anche il leader della Uil Angeletti richiama alla responsabilità.

Marchionne ha anche espresso critiche sulle azioni giudiziarie promosse dalla Fiom nei confronti degli accordi di Pomigliano e Mirafiori. Secondo l’ad queste azioni giudiziarie potrebbero mettere a rischio l’intero progetto Fabbrica Italia.

Intanto l’azienda continua a perdere quote di mercato in Europa. Nel primo trimestre del 2011 Fiat Group Automobiles ha immatricolato 264mila vetture, il 19% in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 per una quota del 7,2%, in calo di 1,5 punti percentuali. A marzo il marchio Fiat ha immatricolato quasi 80mila vetture (-27,3%) con una quota del 5% in calo dell’1,5%. I modelli di punta restano la Panda e la 500. Alfa Romeo ha invece chiuso il mese con 16mila vetture immatricolate, per un incremento del 65,3% e una quota dell’1%, in aumento dello 0,4%.

PinterestTumblrShare

Fiat, quale futuro per Termini Imerese?

Prato - Nei giorni scorsi si è parlato molto del futuro dello stabilimento di Termini Imerese. La Fiat ha annunciato da tempo che il 31 dicembre 2011 cesserà l’attività produttiva nel sito siciliano, che attualmente occupa 1.500 persone e dove venivano prodotte 60mila Lancia Ypsilon all’anno.

La scorsa settimana è stato firmato l’accordo di programma per il futuro dello stabilimento. Il ministro dello Sviluppo Economico Romani ha parlato di oltre un miliardo di investimenti, il raddoppio dell’occupazione e il recupero di un sito produttivo considerato non più redditizio. I vertici dei sindacati confederali invitano alla prudenza.

In realtà per il momento le uniche risorse certe sono quelle pubbliche: 450 milioni di euro (100 dal Governo e 350 dalla Regione Sicilia – di cui 200 per la riqualificazione e 150 per le infrastrutture). Gli altri 600 milioni dovrebbero arrivare dalle sette società private selezionate dal Ministero per realizzare i loro progetti nell’area. Si tratta di progetti decisamente eterogenei tra loro. Due soli riguardano il settore auto: la De Tomaso, che produce auto di lusso, e l’indiana ReVa, auto a energia solare. Gli altri cinque progetti non sono automobilistici: gruppo Ciccolella (serre fotovoltaiche), Einstein Multimedia (studi tv), Biogen (stoccaggio di biomasse per ricavarne energia elettrica), Lima Lto (protesi mediche), Newcoop (logistica).

Senza contare un ottavo progetto, lasciato per ora in disparte perché presentato in ritardo, secondo il Ministero: quello della fabbrica molisana DrMotor, che assembla in Italia auto cinesi del gruppo Chery. Tra l’altro, si tratta dell’unico progetto che punta sull’intero sito per mantenere lo stesso assetto della Fiat: lastratura, verniciatura e assemblaggio per la produzione di 60mila auto l’anno in 4 modelli. Un progetto su cui vi proponiamo un interessante approfondimento.

Le perplessità dei sindacati, in particolare della Fiom, riguardano la mancanza di chiarezza sui progetti. Il governo nel mese di gennaio si era impegnato a convocare i sindacati per illustrare i contenuti dei diversi piani industriali, le ricadute occupazionali e gli investimenti previsti. Niente di tutto ciò è stato fatto. L’accordo di programma è stato firmato al buio.

PinterestTumblrShare

Operai in tv. Lucia Annunziata e Raitre meritano grande apprezzamento.

Firenze Faceva uno strano effetto, lo studio di “In mezz’ora” gremito di operai e operaie Fiat. In tv siamo ormai abituati a vedere passare le più varie espressioni della società italiana, talvolta nelle sue manifestazioni più bizzarre o estreme, ma la presenza di normali lavoratori e lavoratrici che argomentano le loro posizioni e ricordano la loro condizione quotidiana rischia di sembrare “controinformazione”. Lucia Annunziata e RaiTre meritano apprezzamento per aver ricordato che quando si parla di par condicio e di pluralismo non li si deve intendere solo nel senso politico, pur importantissimo, dell’equilibrio dei tempi dedicati a partiti e coalizioni. C’è un pluralismo sociale ed economico che spesso è molto più calpestato e sul quale non si riesce a richiamare a sufficienza l’attenzione del servizio pubblico, a causa della derivazione partitica degli organismi di controllo (dalla Commissione di Vigilanza, all’Agcom, allo stesso Cda dell’azienda). La trasmissione, tra l’altro, lascia la curiosità di capire meglio come realmente funzioni oggi il lavoro in una fabbrica, cosa sia concretamente una catena di montaggio, di cosa si stia parlando quando si polemizza sui minuti in più o in meno di pausa. Non si tratta di riproporre anacronistiche mitizzazioni di una “classe”, né di fare il tifo per la Fiom contro la Cisl o viceversa, ma di riportare la vita quotidiana di alcuni milioni di italiani e italiane alla dignità di notizia. Il livello degli attuali palinsesti tv ci dice che lo spazio non manca di certo.

Roberto Natale (Presidente Fnsi)

Fonte: Articolo 21.

Guarda il video

PinterestTumblrShare

Mediaset, due giorni di sciopero (domani e lunedì).

FirenzeDue giorni di sciopero, domani e lunedì, a Mediaset. Motivo della protesta la decisione dell’azienda, annunciata il 5 gennaio scorso, di cedere il reparto trucco, acconciatura e sartoria a una società esterna. In tutto 56 persone, in maggioranza donne, che attualmente lavorano nelle strutture di Cologno Monzese, Milano Due e Roma. Così, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un’astensione dal lavoro di otto ore per i dipendenti  da tenersi, a seconda dei turni, il 10 e l’ 11 gennaio. Lo sciopero investirà tutto il gruppo coinvolgendo i lavoratori di Videotime, Rti ed Elettronica Industriale. I dipendenti Mediaset temono che questa operazione di esternalizzare i servizi, finora svolti dai dipendenti, possa allargarsi ad altre attività del gruppo. Ma, anche se così non fosse, aggiungiamo noi, ci sono ad oggi 56 persone, 56 famiglie che probabilmente sarebbero costrette a rivedere a breve i conti del proprio bilancio familiare (link).

PinterestTumblrShare

Umbria Olii, al via il processo per l’esplosione del 2006.

SpoletoA distanza di tre anni dalla tragedia, è iniziato stamani al tribunale di Spoleto il processo per l’esplosione allo stabilimento della Umbria Olii di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. L’incidente, avvenuto il 25 novembre 2006, provocò la morte di quattro operai di una ditta esterna impegnata in lavori di manutenzione. Ricordiamo i loro nomi: Giuseppe Coletti, Vladimir Toder, Tullio Mottini e Maurizio Manili, quest’ultimo titolare dell’azienda. Presente in aula l’amministratore delegato della Umbria Olii Giorgio Del Papa, accusato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazione delle norme per la sicurezza del lavoro. Nel corso della prima udienza, sono state presentate le richieste di costituzione civile delle parti. Fra queste quelle dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, della Cgil di Perugia e della Fiom provinciale del capoluogo umbro. Tali istanze si vanno ad aggiungere a quelle dell’Inail, della Regione Umbria, del comune di Campello e del ministero dell’Ambiente. La difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe La Spina, si è opposta a tutte le richieste e il giudice, Alberto Avenoso, si è riservato di decidere entro la prossima udienza già fissata per il 15 dicembre. Prima dell’inizio dell’udienza, all’esterno del tribunale i sindacati hanno organizzato un presidio (link).

Link 1

Link 2

Tragedia Umbria Olii: a Campello iniziativa della memoria.

PinterestTumblrShare

In piazza per non sentirsi soli. Cgil, domani manifestazione nazionale a Roma.

RomaLa crisi economica, enorme nella sua vastità, investe tutti. Meglio, quasi tutti. Le conseguenze maggiori si riflettano sul bilancio delle famiglie, sui lavoratori e lavoratrici, un tempo impiegati con contratti a tempo indeterminato. Oggi, sempre più, padroneggia la precarietà e in tanti da lavoratori si sono ritrovati in cassa integrazione. Quando, va bene.  I giovani nelle vesti di perenni precari, questa al momento la loro unica certezza, non hanno, come le passate generazioni, le dovute tutele. E’ il popolo dei cassi integrati, dei licenziati, dei disoccupati che domani scenderà in piazza. Non saranno i soli a rendersi visibili per le vie di Roma. In piazza, anche padri e madri di famiglia, che sì un lavoro hanno ma il loro stipendio non è adeguato al costo della vita. Ma, se li senti parlare, si definiscono fortunati, privilegiati. E’ il sindacato della Cgil a organizzare la manifestazione. Intanto, alla vigilia, arrivano i numeri. Nel terzo trimestre di ques’anno, ci dicono le stime preliminari dell’Istat, il Pil è aumentato dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti, rappresentando la prima crescita dopo cinque trimestri di dati negativi. Appunto, numeri. Confortanti? Forse. Coincidenza? Forse. Allo stesso tempo la più grande organizzazione sindacale ha messo in moto la propria macchina organizzativa, all’appello non risponderanno Cisl e Uil. La Cgil invece da un po’ di tempo è tornata a farsi sentire, dopo i tempi della concertazione. Nelle rispettive e rispettabili strategie di ogni sigla sindacale, al lavoro e nelle abitazioni in attesa di un impiego, i lavoratori non dovrebbero mai sentirsi soli o lasciati al destino di un mercato che conosce solo la logica dei numeri.       

PinterestTumblrShare

Eternit, la difesa contro le parti civili

Torino - Terza sessione dell’udienza preliminare del processo alla multinazionale Eternit SpA. Il dibattimento non è ancora entrato nel vivo ma le decisioni prese in questa fase potranno condizionarne i futuri sviluppi.

In particolare, oggi è stata la giornata della difesa. L’avvocato Astolfo Di Amato, legale di Stephan Schmidheiny, uno dei due dirigenti imputati, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’ammissione di alcune delle 765 parti civili del processo (736 individuali che riguardano familiari e vittime, 29 da parte di enti e associazioni). E’ la prima volta che in un tribunale italiano viene posta una questione del genere.

La difesa fa leva sul principio di territorialità e contesta l’ammissione delle associazioni non direttamente legate al territorio, tra cui Legambiente e Medicina Democratica. Quanto ai sindacati, chiede l’ammissione solo per Cgil nazionale e Cisl Piemonte, che al loro interno assorbirebbero tutte le altre sigle territoriali che hanno presentato l’istanza. Chiesta l’esclusione anche per 106 ex lavoratori e familiari delle vittime firmatari di una vecchia transazione coi dirigenti locali dell’azienda.

Domani è prevista la replica della Procura e degli avvocati di parte civile.

La cronaca

PinterestTumblrShare