Firenze – “Esserci per la verità” è lo slogan che ha guidato i 275 giornalisti partecipanti alla diciassettima edizione del Premio Ilaria Alpi, inviata della Rai uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme all’operatore Miran Hrovatin. Dopo quattro giorni di incontri, spettacoli, mostre, sono stati consegnati ieri sera a Riccione i premi ai vincitori delle otto categorie del concorso, scelti da una giuria presieduta da Italo Moretti. La serata è stata condotta da Tiziana Ferrario. Ecco i vincitori, suddivisi per categoria.
Miglior servizio da Tg. Il premio è andato a Lucia Goracci, “Sotto le bombe di Ras Lanouf”, Tg3. L’avanzata delle truppe di Gheddafi nei territori della rivolta libica.
Miglior reportage breve (inferiore ai 15 minuti). Il premio è stato vinto da Luca Rosini, “La sanatoria: quelli della Gru”, Anno zero, Rai Due. La lotta degli immigrati che a Brescia sono rimasti sospesi per 15 giorni in protesta contro la sanatoria per colf e badanti.
Miglior reportage lungo. In questa categoria vi è stato un ex aequo. Gian Micalessin e Francesca Ulivi, “Libia: i ragazzi e la rivoluzione”, Mtv news, Mtv. Cosa spinge un adolescente ad armarsi e combattere, mettendo a rischio la vita? Un parallelo tra i giovani italiani e i coetanei della sponda sud del Mediterraneo.
Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti, “Evasori”, Presadiretta, Rai Tre. Un ritratto impietoso dell’Italia e degli italiani: in un paese in cui ogni anno si evadono dai 140 ai 150 miliardi di euro, dieci milioni di italiani dichiarano un reddito inferiore ai 6mila euro e, intanto, immatricolano 200 mila auto di lusso e quasi 600 mila barche.
Miglior reportage internazionale. Il premio è stato consegnato a Gilles Jacquier,Tunisie, “La revolution en marche”, France 2. Cosa è accaduto realmente nella rivolta dei giovani tunisini? Come è avvenuta la fine della dittatura? Un reportage sulla forza dei ragazzi nel segno della riaffermazione della democrazia.
Miglior reportage televisioni locali e web-tv. Il premio è andato a Danilo Lupo, “Manduria, caccia al tunisino sotto gli occhi della Questura”, Telerama, Salento. Ronde di cittadini cercano i migranti e li riportano a forza nel centro di accoglienza e identificazione, con il silenzio complice delle forze dell’ordine.
Premio IA DOC Rai Tre (per reportage e inchieste giornalistiche inedite). Il premio è stato consegnato a Teresa Paoli, “Di tessuti e di altre storie”. Gli effetti della globalizzazione sulla sopravvivenza di piccoli
artigiani e di intere città. Un documentario girato a Prato, dove vive la più grande comunità cinese d’Europa.
Premio Hrovatin (per telecineoperatori e videogiornalisti). E’ andato a Christopher Kench, Tunisie, “La revolution en marche”, France 2. La telecamera ha seguito per più di una settimana la rivolta dei giovani tunisini che ha posto fine ai 23 anni di dittatura.
Premio Giovani (per giornalisti under 33). E’ stato vinto da Martina Proietti e Giovanni Pompili, “Maternità Precaria”, Vanguard Italia, Current tv. La denuncia delle contraddizioni di una politica che da un lato esalta l’ideologia della famiglia e dall’altro non mette in campo misure a favore di chi ha un figlio.
Premio della critica. E’ andato a Anna Migotto e Sabina Fedeli, “Le perseguitate”, Terra, Canale 5
Voci e volti delle donne vittime di stalking, con la testimonianza di Michelle Hunziker, che ha raccontato la sua esperienza.
Inoltre, è stato consegnato il Premio alla carriera a Bernardo Valli, inviato di La Repubblica. Una Menzione speciale a Francesco Cordio e Mario Pantoni per “Ergastolo bianco”, il filmato girato durante la commissione d’inchiesta parlamentare, che ha riaperto il drammatico capitolo degli ospedali giudiziari italiani. Il Premio Unicredit per il valore e il coraggio è andato Agnes Taile, reporter camerunense. Infine, il Premio speciale Ilaria Alpi è andato a Roberto Saviano.
Premio Ilaria Alpi: vince Rosini di Annozero (Il Fatto Quotidiano)