Jobs Act, la Corte Costituzionale boccia il referendum sul ripristino dell’articolo 18

Roma – La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito del referendum sull’articolo 18 proposto dalla Cgil.  Il quesito referendario puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act del governo Renzi allo Statuto dei lavoratori  e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. La Consulta invece ha dato il via libera agli altri due quesiti, che riguardano la cancellazione dei voucher e l’abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante, in caso di violazioni nei confronti del lavoratore.

Processo Olivetti, ascoltati i testimoni di parte civile.

Firenze – «Temo che il problema amianto accompagnerà noi e questa città anche nei prossimi anni». E’ un passaggio della testimonianza di Federico Bellono, segretario provinciale a Torino della Fiom-Cgil che si è costituita parte civile nel processo in corso a Ivrea per le morti da amianto alla Olivetti. Il teste, sollecitato dalle domande, ha ripercorso il lavoro svolto dal sindacato, una volta accertati i primi casi di malattia. «Dall’autunno 2013, la Fiom-Cgil ha costituito una sportello di informazione e di ascolto – ha ricordato Bellono – Questo ha avuto un ruolo molto importante nel raccogliere testimonianze ed elementi che ci hanno portato ad avere contatti con almeno 200 persone». «Di questi – ha precisato Bellono – oltre una settantina si sono trasformati in casi veri e propri, di cui una cinquantina erano relativi a persone che avevano lavorato in Olivetti».

Nella sua deposizione, Bellono ha posto l’accento sul fatto che il problema dell’amianto va oltre la stessa Olivetti. Ed, in tale direzione, ha operato la Fiom-Cgil. «Alcune delle nostre iniziative – ha aggiunto Bellono – hanno avuto un carattere di apertura su un problema che è ampiamente diffuso anche al di fuori dei luoghi di lavoro. Il nostro impegno non è solo un lavoro di ricostruzione di quanto avvenuto nel passato, ma riguarda anche il presente. E’ pieno di strutture con amianto, come alcune realtà ex Olivetti». «La vicenda in questione non è conclusa – ha proseguito Bellono – Temo che il problema amianto accompagnerà noi e questa città anche nei prossimi anni». L’udienza è iniziata in ritardo perché pubblici ministeri Laura Longo e Francesca Traverso sono rimasti bloccati per un po’ sul treno, causa un guasto ferroviario.  

La scomparsa di Giuseppe Casalbore, giudice del processo Eternit di primo grado

Era ricoverato in una clinica torinese. Dal processo sulle tv di Berlusconi a quello ai vertici della Juventus, fino alla sentenza di primo grado contro i padroni della Eternit. Il ricordo di Afeva e sindacati

Torino – È morto nella notte nella clinica torinese in cui era ricoverato per una malattia il giudice Giuseppe Casalbore, del tribunale di Torino, uno dei magistrati piemontesi più conosciuti ed apprezzati.

A lui venivano affidati casi giudiziari importanti, complessi, che spesso conquistavano le prime pagine dei giornali. Negli anni Ottanta fu uno dei pretori che “spensero” le tv di Berlusconi. Celebrò il processo di primo grado ai vertici della Juventus – che condannò – per doping. Ma il suo nome resta indissolubilmente legato al processo di primo grado contro la Eternit e alla sentenza di condanna pronunciata il 13 febbraio 2012.  

AFeVA – Associazione Famigliari Vittime Amianto, CGIL CISL UIL – Casale Monferrato e Cavagnolo hanno voluto esprimere pubblicamente le condoglianze.

“Io non ho paura”. Domani manifestazione nazionale a Brindisi.

Domani 26 maggio manifestazione nazionale a Brindisi.

Firenze«Non si può morire entrando a scuola. Queste parole continuano a rimbalzare nella testa di ciascuno di noi nelle ultime ore. Finora nessuno si era mai permesso di toccare la scuola in questo modo, con un atto che oltre ad essere assassino e criminale è vigliacco e vergognoso. Colpire la scuola vuol dire colpire il futuro di un paese, la speranza di costruirne uno migliore». Così scrivono i promotori dell’iniziativa che il 26 maggio coinvolgerà giovani, associazioni, studenti in tutta Italia, per ribadire, dopo l’attentato di Brindisi, che nessuno può toccare la scuola e il futuro dei giovani in questo Paese.

«Colpire la scuola vuol dire colpire la democrazia, soprattutto in un territorio come il nostro, in cui da anni lottiamo contro le mafie e ci scontriamo contro l’assenza di lavoro, in un territorio in piena crisi ambientale – continuano nell’appello lanciato alcuni giorni fa. Le scuole, soprattutto nella nostra terra, rappresentano uno dei pochi luoghi collettivi e di partecipazione. Hanno spezzato i sogni di Melissa ma non spezzeranno mai i nostri. I sogni di Melissa diventeranno anche nostri. In questi giorni in tutta Italia si è parlato di Brindisi e delle nostre scuole, degli studenti brindisini e della paura di tornare a scuola, dopo il 19 maggio. La paura non può essere una risposta alla morte di Melissa, la paura non può essere uno strumento di controllo di un territorio e di un paese stesso».

«Non si può parlare di Brindisi solo quando scoppiano le bombe – concludono. Dobbiamo scendere in piazza non solo per semplice solidarietà, ma perché tutta l’Italia non deve dimenticare quello che è successo, che vive dentro un contesto sociale caratterizzato da una cultura violenta e individualista, dall’assenza di politiche di tutela del territorio, dai tagli alla scuola, dalla precarietà dilagante che attanaglia le vite e il futuro della nostra generazione. La partecipazione, la democrazia e la richiesta di giustizia sono la risposta ad un atto così grave che ha sconvolto il nostro territorio e tutta l’Italia».

Per questi motivi a una settimana dall’attentato i promotori dell’iniziativa chiedono a tutti gli studenti di scendere in piazza a Brindisi, per stare accanto ai giovani brindisini e per affermare con determinazione che c’è bisogno oggi più di ieri di creare un fronte sociale forte che combatta la violenza scellerata, di qualunque matrice sia, con la speranza, la solidarietà e la giustizia e ci aiuti a ricostruire una cultura radicata di legalità e democrazia.
 
Ritrovo ore 9 presso la Stazione di Brindisi.

Le studentesse e gli studenti dell’Istituto Morvillo di Brindisi (le rappresentanti Francesca D’Agnano e Vanessa Lapenna); Martina Carpani (Consulta provinciale di Brindisi); Francesca Rossi (Coordinatrice UDS Brindisi).

Raccolgono l’appello e ne sono promotrici a livello nazionale le associazioni:

Libera – Rete della Conoscenza – Cgil – Arci – Carovana Antimafie

Fonte: Liberainformazione

Processo Eternit, condannati a sedici anni i padroni Stephan Schmidheiny e Jean Louis De Cartier.

Sedici anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier. I due proprietari della Eternit sono stati riconosciuti colpevoli di disastro doloso e di rimozione delle cautele antiinfortunistiche.

TorinoSedici anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier. I due proprietari della Eternit sono stati riconosciuti colpevoli di disastro doloso e di rimozione delle cautele antiinfortunistiche. Il Tribunale ha ritenuto  i due imputati colpevoli di tali reati solo per le condizioni negli stabilimenti di Cavagnolo, in provincia di Torino, e Casale Monferrato (Alessandria). Per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia), i giudici hanno dichiarato di non dover procedere perché il reato è prescritto. La sentenza è stata letta dal presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore che, a seguire, ha elencato i vari indennizzi spettanti alle parti civili. Lunghissimo l’elenco del risarcimento danni e delle provvisionali per le parti civili: tra questi 4 milioni al Comune di Cavagnolo e 25 milioni per il Comune di Casale, 100 mila euro a Cgil nazionale, Associazione familiari e vittime dell’amianto e Legambiente onlus. Venti milioni alla Regione Piemonte, settantacinquemila a Wwf Italia. Undici milioni a Inail. E, inoltre, ai familiari è stato riconosciuto un risarcimento medio di 30mila euro ciascuno. Il presidente dell’Associazione familiari vittime dell’Amianto, Bruno Pesce, ha commentato: «Rende giustizia alle famiglie. E’ una pena giusta, severa». La sentenza riguarda la morte per amianto di 2.191 persone ed è stata accolta in aula da lacrime liberatorie. Hanno pianto, stringendosi l’uno a l’altro, i parenti delle vittime italiane, ma anche gli esponenti delle delegazioni straniere.

Morti per amianto, sedici anni ai padroni… (di Elena Ciccarello, fonte: Il Fatto Quotidiano)

Amianto, la strage continua… (di Mario Portanova, fonte: Il Fatto Quotidiano)

Link

Osservatorio Tg (fonte: Articolo 21)

Processo Eternit, sentenza storica (fonte: Articolo 21)

www.afeva.it

Eternit, sentenza storica… (di Stefania Divertito, fonte: metronews)

Eternit, Torino oggi ci parla di un punto… (di Stefania Divertito, fonte: Toghe verdi)

Migliaia in piazza per lo sciopero unitario dei sindacati

Cortei nei principali centri della penisola, a Cagliari, Bologna e Torino l’adesione maggiore

Roma – “La manovra è fortemente depressiva e il rigore ricade sempre sui soliti noti. Aggrava la situazione del Paese, non la risolve”. Parola del segretario della Cgil Susanna Camusso, che dal presidio davanti a Montecitorio a Roma ha commentato così l’andamento dello sciopero di tre ore svoltosi oggi nelle principali città d’Italia. Una forma di protesta seguita all’incontro notturno con il premier Mario Monti, appuntamento che non ha dato i frutti sperati.

E così la ‘minaccia’ annunciata da Cgil, Cisl e Uil è diventata realtà, con cortei e manifestazioni da Nord a Sud. ”Non è detto che sia finita e che questo sciopero sia l’unico. Bisogna ricominciare a costruire un cammino unitario con gli altri sindacati” ha annunciato il segretario della Cgil Susanna Camusso, che poi ha ricordato come “l’incontro con Monti è stato sicuramente molto più deludente di quello che ci si aspettava. C’è un no ad affrontare il tema dell’indicizzazione delle pensioni, sulla casa e l’Ici”, quindi la manovra “è iniqua proprio rispetto a chi paga il conto” perché “pagano molto di più i redditi medio bassi e individuali. Pagano quelli che denunciano tutto e non chi ha di più”.

A Viareggio corteo di solidarietà per Riccardo Antonini, licenziato dalle Ferrovie perché consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria

Mille persone hanno partecipato alla manifestazione indetta da Cgil e Fiom. Chiesto il reintegro dell’operaio

Viareggio – Mille persone hanno partecipato allo sciopero e al corteo organizzato ieri a Viareggio da Cgil e Fiom per protestare contro il licenziamento di Riccardo Antonini, l’operaio delle Ferrovie consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio.

«Non mi tapperanno la bocca – ha detto Antonini – Sono al fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, perchè così va definita e faremo il possibile che non venga dimenticata come tante altre per cui non ci sono stati colpevoli. Chiediamo a grande voce verità e giustizia».

Toccanti le parole di Daniela Rombi, presidente dell’associazione «Il Mondo che vorrei» e mamma di Emanuela Menichetti, morta a 21 anni nella strage: “Le assicurazioni non mi hanno comprato, come pure le Ferrovie. Volevano darmi prima 370mila euro e poi sarebbero arrivati a 480mila per il risarcimento di mia figlia, ma ho detto no, chiedendo che con quei soldi cercassero più sicurezza sui treni e per le ferrovie per evitare che ci siano altre tragedie come quelle di Viareggio”.

Termini Imerese, raggiunto l’accordo

Il Lingotto offrirà quanto tradizionalmente ha dato ai lavoratori per accompagnarli alla pensione. La Cgil esprime soddisfazione

Roma – Accordo raggiunto tra la Fiat, le rappresentanze sindacali e il governo per lo stabilimento di Termini Imerese. La Fiat ha stanziato circa 21,5 milioni di euro, come  costo complessivo diretto a incentivi, premio di fedeltà, mancato preavviso e tombale. Secondo l’accordo ogni dipendente riceverà un incentivo medio di 460 euro per 48 mensilità.
La cifra prevista di 460 euro si spalmerà su 48 mensilità, oltre a quanto previsto per norma. Questa la sequenza dei pagamenti, in fascia unica operi e impiegati: 4.445 euro nel primo anno, 10.366 nel secondo, 16.287 nel terzo, 22.208 nel quarto. Il tutto senza contare il costo del mancato preavviso, il premio fedeltà e le imposte. La mobilità partirà il primo gennaio 2012 e resterà aperta per due anni.

L’Italia in piazza. Lo sciopero della Cgil e la manifestazione di Libertà e Giustizia

Prato – Un sabato di manifestazioni, dopo quella di ieri degli studenti e in attesa della giornata internazionale dell’indignazione di sabato prossimo. In piazza del Popolo a Roma in 20mila hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil, con le categorie del pubblico impiego e dei lavoratori della conoscenza, per protestare contro la politica del governo nei confronti dei dipendenti pubblici. Al corteo hanno partecipato anche gli studenti che hanno scelto di “essere al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici del settore pubblico della Cgil, per ribadire che senza pubblico non c’è nessun futuro”. In testa al serpentone i rappresentanti dell’Associazione nazionale partigiani italiani con la scritta ‘Un paese senza memoria e’ un paese senza futuro-25 aprile 1945″.

A Milano quasi 25mila persone hanno partecipato a “Ricucire l’Italia” , la manifestazione organizzata da ‘Libertà e Giustizia‘ all’Arco della pace. In piazza personalità della cultura, politici, giornalisti e società civile. Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha detto: “Il berlusconismo sta finendo, vinceremo di nuovo”. Ha parlato anche Saviano: “E’ il momento di osare di più”.

La Fiat esce da Confindustria dal 1° gennaio 2012. A Mirafiori in produzione un suv Jeep dal 2013

Dura reazione del segretario Cgil Camusso. Vi proponiamo un articolo di Repubblica con tutte le promesse non mantenute da Fiat negli ultimi anni sugli investimenti in Italia

Torino – La Fiat produrrà a Mirafiori un suv a marchio Jeep. L’installazione degli impianti produttivi inizierà nel 2012, il primo prodotto uscirà dalla fabbrica dalla seconda metà del 2013. In una lettera inviata a Emma Marcegaglia, inoltre, l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha comunicato che Fiat Spa e Fiat industrial usciranno da Confindustria dal 1° gennaio 2012, confermando quanto anticipato a giugno.

Dalla lettera si capisce che a spingere il Lingotto a staccarsi dall’associazione delle imprese sembra la necessità di avere mano libera nella gestione dei rapporti aziendali e soprattutto dei licenziamenti, recuperando quello che era l’obiettivo dell’articolo 8 della manovra di bilancio prima che questo venisse in qualche modo “anestetizzato”, secondo il Lingotto, dall’intesa del 21 settembre fra Confindustria e i sindacati.

Oggi si segnala la dura reazione del segretario generale della Cgil Susanna Camusso: “La scelta di Fiat di uscire da Confindustria è la scelta di non rispettare le regole, le norme di questo Paese – queste le sue parole – La cosa più grave, però, è un governo che fa da sponda all’idea di togliere le regole e di scaricare tutto sui lavoratori e non ha l’autorevolezza di chiedere a Fiat qual è il suo programma industriale”.

L’analisi di Fernando Liuzzi (da Rassegna.it)

Le promesse mancate del Lingotto in Italia (da Repubblica)

Brunetta sta con Marchionne (da TMnews.it)