Torino - Venti anni di carcere per i due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis De Cartier. Questa la richiesta del pm Raffaele Guariniello che ha chiuso la requisitoria dell’accusa al processo d’appello Eternit. Nel suo discorso, pronunciato sulla solida base delle sentenze di Cassazione, Guariniello ha tracciato un parallelo con il caso dell’Ilva di Taranto e ha sottolineato che la Suprema corte parla di “pervicacia e spregiudicatezza” degli imputati. Il pm ha spiegato come tale accostamento non sia casuale, avventato, ma che sia il necessario divenire di anni di indagini e inchieste, che lo hanno portato a convincersi di come le due vicende, Eternit e Ilva, siano accomunabili negli atteggiamenti colpevolmente omertosi dei vertici di entrambe le aziende:
In primo grado le condanne avevano riguardato solo le fabbriche di Casale Monferrato e Cavagnola, in provincia di Torino. In Appello Guariniello ha esteso la richiesta anche per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera, in provincia di Reggio Emilia.