Fiat sempre più internazionale, l’Italia resta ai margini

Con l’acquisto di un’altra quota di Chrysler si avvicina la fusione tra i due gruppi. Nel 2012 il Brasile ha scalzato l’Italia come primo mercato di riferimento. L’Italia sempre più ai margini, da Cassino a Pomigliano, da Termini Imerese a Flumeri

Prato – La Fiat continua la propria strategia di internazionalizzazione del gruppo. Giovedì scorso Sergio Marchionne ha annunciato l’acquisto di un altro 3,3% del capitale di Chrysler, un nuovo passo verso la fusione delle due società. Come si legge in questa analisi di Walter Galbiati su Repubblica.it, il punto di arrivo è sempre più chiaro: trasformare la Fiat in una grande multinazionale con testa e forse sede fuori dall’Italia. La Fiat vuole diventare una grande corporation sull’esempio di quelle aziende Usa che pur di ottenere risparmi e benefici non esitano a sparpagliare le proprie divisioni ovunque.

Una prospettiva confermata dai dati. Nel 2012 il Brasile è diventato il primo mercato di riferimento, scalzando l’Italia, e le vendite del gruppo sono andate molto bene anche in Usa e in Canada. Per contro, in molti stabilimenti italiani il nuovo anno si apre con un futuro incerto, dalla cassa integrazione di Cassino alla questione dei licenziamenti di Pomigliano, senza dimenticare le chiusure di Termini Imerese e dello stabilimento Irisbus di Flumeri, per i quali continuano le trattative alla ricerca di nuovi acquirenti.

E la politica? Il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini chiede che “impegnare la Fiat a fare gli investimenti e a produrre in Italia sia una delle priorità della prossima campagna elettorale e del nuovo governo”. Leggendo i giornali non sembra proprio così.

Crisi dell’auto: la Fiat annuncia il taglio degli investimenti in Europa

Cinquecento milioni di euro in meno nel 2012. Nell’ultimo mese le vendite della Fiat sono calate del 12% a fronte di un calo generale dell’8,4%

Torino – Non c’è pace per il settore del mercato dell’auto. La crisi morde tutti i consumi e così si registra l’ottavo calo consecutivo a maggio nel settore in Europa. Nell’ultimo mese il calo delle immatricolazioni rispetto all’anno scorso è dell’8,4%. E la Fiat? Il calo delle vendite di Fiat Group Automobiles in Europa è stato ancora superiore, il 12,1%.

La diffusione dei dati è stata seguita dall’annuncio di Sergio Marchionne del taglio di 500 milioni di euro di investimenti in Europa da parte di Fiat. Questo significa che verrà riconsiderato il lancio di modelli come la nuova Grande Punto (oggi prodotta a Melfi) o la nuova Bravo (realizzata a Cassino). Fiat e Chrysler insieme avevano programmato investimenti per 7,5 miliardi di euro.

Mirafiori, impiegati in cassa integrazione

Sei giorni di stop per tutti i 5.400 dipendenti: è la prima volta nella storia. Futuro a tinte fosche anche per Termini Imerese e Cassino

Torino – Le difficoltà del mercato dell’auto e il calo delle vendite Fiat cominciano ad avere contraccolpi in tutti gli stabilimenti italiani. A Mirafiori per la prima volta tutti i 5.400 impiegati, compresi i colletti bianchi, andranno in cassa integrazione per sei giorni: 14, 15 e 21 giugno, 12, 13 e 19 luglio. Altri erano già programmati per il 22 giugno e il 20 luglio quando lo stabilimento torinese resterà chiuso utilizzando i permessi personali dei lavoratori.

Anche a Termini Imerese la situazione è sempre più difficile. Un nuovo tavolo è convocato al ministero dello Sviluppo economico per lunedì 4 giugno con Fiat, Dr Motor, sindacati, Regione Sicilia e ministero del Lavoro. Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, «una soluzione al problema dello stabilimento siciliano deve venire dal governo e da Fiat. Il sindacato non accetterà mai che Fiat possa semplicemente chiudere e licenziare».
 
Crescono i timori anche a Cassino, da dove escono circa 220 mila auto all’anno a fronte delle 400.000 previste.

Fiat, trentamila operai in cassa integrazione per due settimane.

Da oggi è iniziata la cassa integrazione di due settimane che riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat in Italia. La cassa integrazione colpirà circa trentamila operai.

FirenzeDa oggi è iniziata la cassa integrazione di due settimane che riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat in Italia. Il provvedimento, annunciato dall’azienda lo scorso 26 gennaio, interesserà circa trentamila lavoratori degli stabilimenti di Mirafiori, Termini Imerese, Melfi, Sevel, Cassino e Pomigliano. A suo tempo, i vertici del Lingotto, avevano precisato che la decisione era stata assunta per adeguare i livelli produttivi alla domanda. In base ai dati dell’associazione nazionale dei costruttori esteri (Unrae), la raccolta degli ordini nel mercato italiano ha subìto, a gennaio e nella decade di febbraio, un calo di oltre il 50% rispetto al quarto e ultimo trimestre del 2009. Questo significa che in queste due settimane si bloccherà anche l’indotto e le tue blu torneranno a far ripartire la catena di montaggio dall’8 di marzo.