Mafia, la Cassazione revoca la condanna a Bruno Contrada

Roma – La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta all’ex numero due del Sisde Bruno Contrada, accusato di concorso in associazione mafiosa. I giudici romani hanno accolto il ricorso del legale di Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d’appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato «ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna».

Strage Piazza della Loggia, la Cassazione conferma l’ergastolo per Maggi e Tramonte

Roma – La Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte per la strage di piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 in cui morirono 8 persone e 102 rimasero feriti. Il procuratore generale Alfredo Viola aveva chiesto la conferma degli ergastoli per i due, appartenenti ad Ordine Nuovo.

Thyssen, la Cassazione conferma le condanne per i sei dirigenti

Firenze – I giudici della quarta sezione della Corte di Cassazione hanno confermato le condanne nei confronti dei sei tra manager e dirigenti della ThyssenKrupp ritenuti responsabili della morte di sette operai per il rogo divampato tra il 6 e il 7 dicembre 2007 nell’acciaieria torinese. Nove anni e otto mesi per l’amministratore delegato Harald Espenhahn, sei anni e dieci mesi per i dirigenti Marco Pucci e Gerald Priegnitz, sette anni e sei mesi per il direttore dello stabilimento Daniele Moroni, sette anni e due mesi per l’ex direttore dello stabilimento Raffaele Salerno e sei anni e otto mesi per il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri. Le vittime del rogo sono Antonio Schiavone (il primo a morire alle 4 del mattino per le ferite riportate durante l’incidente), Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino. 

I condannati sono stati ritenuti responsabili di omicidio colposo, omissioni di cautele antinfortunistiche e incendio colposo aggravato. Ora per gli italiani Pucci, Moroni, Salerno e Cafueri si apriranno le porte in carcere. Giusto il tempo necessario per il sostituto procuratore generale di Torino Vittorio Corsi di ricevere la sentenza dalla Cassazione e firmare il provvedimento di esecuzione, anche se pare che i quattro italiani si presenteranno spontaneamente nei commissariati di polizia o nelle caserme dei carabinieri per evitare di essere prelevati a casa. Per i due manager tedeschi, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i tempi saranno più lunghi, ma favorevoli: l’Italia dovrà emettere un mandato di cattura europeo e poi, in base alle norme di cooperazione giudiziaria, i due tedeschi verranno incarcerati nella loro nazione, ma solo per un massimo di cinque anni, il massimo della pena prevista per l’omicidio colposo aggravato. In sostanza, la pena per l’amministratore delegato  della ThyssenKrupp sarà quasi dimezzata. Alla lettura della sentenza, i familiari delle vittime nell’esprimere la propria soddisfazione per l’esito del giudizio, hanno commentato: «Giustizia è fatta».

Thyssen, confermate le condanne… (fonte: La Stampa)

Uno Bianca, la Cassazione respinge il ricorso per lo sconto di pena a Fabio Savi

Firenze La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei difensori di Fabio Savi, uno dei leader della Uno bianca, che chiedevano la commutazione del carcere a vita in 30 anni di reclusione. La stessa richiesta era già stata respinta nel dicembre 2014 dalla corte d’assise di Bologna, ma questa volta i suoi avvocati avevano chiesto, in sostanza, il riconoscimento del diritto di usufruire a posteriori del rito abbreviato, rifacendosi a una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Detenuto nel carcere di Spoleto dal 1994, Savi, 56 anni, è stato condannato per omicidio e altri reati: il cosiddetto “Lungo” della banda della Uno Bianca (e l’unico non poliziotto) era tra i capi della banda che uccise 24 persone e ne ferì oltre cento tra Bologna, la Romagna e le Marche tra gli anni Ottanta e Novanta. 

Cassazione, confermata la condanna ad Augusto Minzolini per peculato

In Cassazione confermata la condanna ad Augusto Minzolini per peculato

Roma E’ confermata la condanna a due anni e mezzo per peculato continuato ad Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1. Lo ha deciso la sesta sezione penale della Corte di Cassazione rigettando il ricorso del giornalista e parlamentare. Confermata anche quindi l’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena, come stabilito dalla Corte di appello di Roma il 27 ottobre 2014. L’accusa era quella d’aver superato in 14 mesi il budget messo a sua disposizione dall’azienda. La somma contestata, circa 65mila euro in un anno e mezzo, era stata completamente rimborsata alla Rai già da tempo.

La Cassazione conferma la condanna per una ex leghista che istigò lo stupro di Cecile Kyenge

La Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di Dolores Valandro.

Roma – La Cassazione ha confermato la condanna a tredici mesi di reclusione per Dolores Valandro, l’ex consigliere di circoscrizione di Padova espulsa dalla Lega Nord per aver incitato su Facebook a stuprare, nel giugno 2013, l’allora ministro dell’Integrazione del governo di Enrico Letta, Cecile Kyenge. Già condannata dal Tribunale di Padova ad un anno e un mese di reclusione (pena poi sospesa) e all’interdizione dai pubblici uffici per tre anni per “istigazione a commettere atti di violenza sessuale per motivi razziali”, Valandro aveva postato sul proprio profilo una fotografia della Kyenge accompagnata dalla frase “mai nessuno che se la stupri”. Inoltre, la Valandro dovrà pagare settemila euro di risarcimento e provvedere anche al rimborso delle spese processuali.  

Ruby bis, Cassazione: “Processo da rifare per Fede e Minetti”.

Milano Il processo di appello Ruby bis per Emilio Fede e Nicole Minetti è da rifare. Lo ha deciso la Cassazione. I supremi giudici hanno infatti accolto i ricorsi dei difensori dei due imputati e hanno dichiarato “inammissibile” l’istanza del procuratore generale della Corte d’Appello di Milano che chiedeva condanne più elevate e il ripristino dell’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile di Ruby. In appello la Minetti e Fede erano stati condannati.  

Terremerse, la Cassazione annulla la condanna a Errani. Ci sarà un nuovo processo d’appello.

La Cassazione ha annullato la sentenza di condanna di secondo grado che aveva condannato Vasco Errani

Firenze  La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio a una nuova sezione della corte d’appello di Bologna, la sentenza di secondo grado che aveva condannato l’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani a un anno di reclusione, con pena sospesa, per falso ideologico nell’ambito della vicenda Terremerse. Stessa decisione anche per gli altri due imputati, Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti: anche per i due dipendenti regionali, accusati di falso ideologico e favoreggiamento, la condanna a un anno e due mesi è stata annullata e, come per Errani, ci sarà un nuovo processo d’appello.

Marcello Dell’Utri, confermata la condanna a otto mesi per abuso edilizio

Confermata in Cassazione la condanna a otto mesi di reclusione per abuso edilizio a Marcello dell’Utri, già condannato per concorso in associazione mafiosa.

Roma Marcello Dell’Utri ha realizzato un abuso edilizio costruendo, senza autorizzazioni, una casa sull’albero in un’area soggetta a vincoli. È la decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso dell’ex senatore e convalidato la condanna a 8 mesi di reclusione emessa dalla Corte d’Appello di Milano nel gennaio 2014. Nelle motivazioni della sentenza si legge che Dell’Utri avrebbe dovuto informarsi sugli eventuali vincoli paesaggistici dell’area sulla quale andava a costruire un’opera di così “rilevanti dimensioni”. Inoltre quello dell’ex senatore, che sta scontando una pena a sette anni per concorso in associazione mafiosa, non è stato un errore, c’è stata ”la pacifica prosecuzione dei lavori nonostante fosse stato emesso l’ordine di sospensione”.

Thyssen, la Cassazione: “Il processo d’appello resta a Torino”

Firenze –  Rimane a Torino il processo d’appello bis per il rogo alla Thyssen che provocò la morte di sette operai. La prima sezione penale della Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalle difese di alcuni imputati, con i quali si chiedeva di trasferire il processo in un’altra sede giudiziaria, sostenendo che a Torino non vi fosse «un clima sereno».La prossima udienza è fissata per il 28 maggio.