Cgil: 187 crisi aperte, 225mila lavoratori in bilico

In gravi difficoltà i macro settori produttivi. Tra le 20 vertenze simbolo la Fiat e la Vinyls

Roma – Sono numeri drammatici quelli presentati da uno studio della Cgil relativo alle procedure di crisi aperte presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Più di 225mila lavoratori del settore privato rischiano il posto di lavoro nei prossimi mesi nelle 187 procedure aperte. Senza dimenticare i 500mila lavoratori attualmente in cassa integrazione e i 380mila lavoratori che percepiscono la cassa straordinaria e in deroga (elaborazioni dell’Osservatorio Cig Cgil).

In gravi difficoltà sono i macro settori produttivi, come testimoniano le numerose vertenze legate alla chimica, all’itc (information and communications technology), ma anche al settore farmaceutico, navalmeccanico, degli elettrodomestici, della ceramica, del mobile imbottito e dei trasporti. la Cgil ricorda 20 vertenze simbolo, tra cui i casi Fiat e Vinyls che anche noi seguiamo nei loro sviluppi.

A marzo nuovo boom della cassa integrazione

Aumento del 45,1 % rispetto a febbraio. Coinvolti più di 455 mila lavoratori, con una perdida di circa 895 milioni di euro.

Prato – L’Inps ha reso noti i dati del ricorso alla cassa integrazione per il mese di marzo e i numeri non sono incoraggianti. L’aumento rispetto a febbraio è del 45,1% per un monte ore complessivo di 102.475.610. Gli incrementi più rilevanti si hanno per la cassa straordinaria e per quella in deroga.

I lavoratori coinvolti sono più di 455 mila e nei primi tre mesi dell’anno hanno già perso circa 895 milioni di euro, pari a circa 2 mila euro in meno in busta paga. Tra i settori più colpiti, la meccanica registra il ricorso più alto, seguono il commercio e l’edilizia.

A livello territoriale il ricorso alla cassa integrazione è stato più alto nelle regioni del nord: al primo posto c’è la Lombardia, seguono Piemonte e Veneto. Al Sud, prima in classifica tra le regioni c’è la Campania, mentre per il centro è la Toscana.