Napolitano: I valori della Costituzione sono ancora attuali.

Firenze - Il Presidente della Repubblica è tornato a parlare della Carta Costituzionale. Il Capo dello Stato l’ha fatto inviando un messaggio in occasione del XXII congresso dell’Associazione nazionale Ex Internati. Napolitano ha espresso il proprio apprezzamento all’Associazione «per l’attività – si legge nella nota – che essa svolge mantenendo viva la memoria del coraggio e delle virtù morali dei tanti militari italiani che hanno pagato, con le sofferenze di una lunga prigionia e spesso persino con la vita, la volontà di restare ad ogni costo fedeli ai valori di onore e di Patria cui avevano ispirato la propria esistenza e l’opera prestata al servizio del Paese». «L’insegnamento – prosegue la nota del Presidente Napolitano – che la testimonianza di questo nobile comportamento ci trasmette deve indurre le giovani generazioni a riflettere sulla straordinaria attualità e sulla rilevanza fondamentale, per il cittadino e per la società nazionale, dei valori di libertà e democrazia sanciti dalla nostra Carta Costituzionale».

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Festa della Liberazione: noi canteremo “Bella Ciao”.

Firenze - Un viaggio nell’Italia dove spuntano in gran numero comportamenti riconducibili al razzismo, all’intolleranza. Una condotta figlia di regimi, il nazismo e il fascismo, combattuti e sconfitti dalla lotta partigiana e speravamo sepolti per sempre. Nello Stivale, invece, da tempo ormai si parla di epurazione, censura, discriminazione razziale e voglia di stravolgimento della Carta Costituzionale. Siamo alle porte della Festa di Liberazione, un motivo in più per opporre all’arroganza, alla violenza – anche solo delle parole – i valori conquistati dalla Resistenza. Nel nostro breve giro, la mente ci riporta a Coccaglio, comune leghista  nella provincia di Brescia, dove lo scorso anno l’amministrazione con in testa il sindaco Franco Claretti decise di dar vita all’operazione “White Christmas“, ovvero bianco Natale. Prima ancora, c’era stato il decreto sicurezza, varato dal governo nazionale: ronde legalizzate, registrazione dei clochard e introduzione del reato di clandestinità. Grazie, anche alla legge Bossi-Fini. Se facciamo un salto in avanti, arriviamo al presente dove ad Adro, altro comune a maggioranza leghista e sempre in provincia di Brescia, si è deciso di negare la mensa ai bimbi dei genitori morosi. Un fatto fotocopia di quanto avvenuto qualche settimana fa a Montecchio Maggiore, nel vicentino. Non va meglio per gli alloggi popolari. Il programma “Annozero”, giovedì sera ha raccontato la situazione a Cittadella. In questo modo, non si fa altro che alimentare la guerra fra poveri. L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco leghista di Mogliano, Giovanni Azzolini – comune in provincia di Treviso -, dove in un primo tempo ha censurato alla banda comunale di suonare “Bella Ciao” per poi fare marcia indietro. Lo stesso primo cittadino ha chiesto spiegazioni all’Anpi sul perchè un sindaco della Lega non possa avere la tessera. Nel nostro piccolo, abbiamo provato a darle delle motivazioni. Sono soltanto alcuni dei tanti episodi che feriscono il nostro Paese, fondato sulle basi dell’accoglienza, della solidarietà. Intanto, signor sindaco il 25 aprile noi canteremo “Bella Ciao”. 

 

Il 25 aprile è festa della memoria e del futuro (Articolo 21)   

La proposta di una giovane romana (Anpi)

Le iniziative in tutta l’Italia (Anpi)

Link (La Repubblica) 

La censura   

Le riflessioni dello storico (Articolo 21)

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Anpi: 25 aprile, uniti per la difesa e l’attuazione della Costituzione.

FirenzePubblichiamo l’appello lanciato dall’Anpi in difesa dei valori e principi presenti nella Carta Costituzionale, in vista della festa della Liberazione dall’occupazione nazi-fascista.

Il 25 aprile cade quest’anno in un momento di crisi politica e sociale senza precedenti.E’ sotto gli occhi di tutti il totale vuoto da parte del governo degli interventi che si renderebbero necessari per affrontare la gravissima situazione economico-sociale in atto. Situazione che colpisce sempre di più l’occupazione, le condizioni di vita delle famiglie e le prospettive dei giovani. Un vuoto che la maggioranza al potere vorrebbe colmare mediante una falsa rappresentazione mediatica della realtà. Questa destra berlusconiana è dedita essenzialmente a trasformare il nostro sistema politico da quello parlamentare, conforme ai principi e alle regole disegnate dalla Costituzione, ad un sistema autoritario e personale non più soggetto alle forme e ai limiti previsti dalle istituzioni di garanzia.

Ciò avviene attraverso una serie di iniziative della maggioranza di governo, e in particolare dell’attuale premier, che sta creando nel nostro Paese una drammatica contrapposizione tendente a realizzare, e in parte ha già realizzato, un vero e proprio mutamento di regime. Il momento è grave, ed è in relazione ad esso che l’Anpi lancia un appello affinché questo 25 aprile, festa della Liberazione d’Italia dai totalitarismi fascista e nazista, divenga un grande momento di mobilitazione civile e unitaria, di presa di coscienza da parte di tutti gli italiani per la difesa e l’affermazione dei principi e dei valori della Costituzione. Tutto questo nella memoria del significato profondo che ha avuto nella storia d’Italia la lotta di Liberazione nazionale per la fondazione repubblicana e costituzionale che è stata, e deve continuare ad essere la bussola per il presente e il futuro della nostra democrazia.

Fonte: Anpi.

 

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Roberto Zaccaria a Prato: la Costituzione è un patrimonio di tutti

Prato - La due giorni dedicata alla Costituzione organizzata dal Comitato Casa della Cultura Enzo Biagi ha visto ieri l’intervento del prof. Roberto Zaccaria, deputato del PD ed ex presidente della RAI. la sede dell’incontro è stato il PIN-Polo Universitario Città di Prato.

Rispetto alla lezione tenuta dal prof. De Siervo agli studenti pratesi nella giornata di mercoledì, nell’incontro col prof. Zaccaria si è parlato anche dell’attualità politica, con dei riferimenti al recente progetto di legge sul testamento biologico e alle questioni delle ronde e dei Centri di Identificazione ed Espulsione.

Il prof. Zaccaria ha stigmatizzato il trasferimento delle funzioni legislative più significative dal Parlamento al Governo e ha spiegato alla platea che nell’ultimo periodo si sta affermando la prassi delle cosiddette leggi omnibus, che invece di disciplinare in modo organico una materia (la funzione propria della legge) finiscono per raccogliere al loro interno una serie di argomenti anche non attinenti all’oggetto. Tutto ciò finisce per rendere più difficoltoso il lavoro dei parlamentari, che a volte si trovano a votare su disposizioni che non conoscono.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche di Enzo Biagi. Il prof. Zaccaria è stato presidente RAI dal 1998 al 2002, il periodo de “Il fatto”, premiato nel 2004 come miglior programma giornalistico realizzato nei primi cinquant’anni della RAI. Zaccaria ha ricordato la grande onestà intellettuale e la coerenza di Enzo Biagi. Non poteva mancare un accenno alla stretta attualità, con un commento al caso Santoro-Vauro. Zaccaria ha evidenziato che il compito fondamentale del servizio pubblico è quello di garantire la libertà di espressione in ogni sua forma, come espresso nella Costituzione.

La giornata si è conclusa con l’appello del professore a lottare ogni giorno in difesa della nostra Costituzione e con una nota di ottimismo, quando Zaccaria ha ricordato il voto del referendum del 2006 con cui la maggioranza degli italiani bocciò il progetto di revisione costituzionale del terzo governo Berlusconi: un segnale di attaccamento ai valori e principi della Carta fondamentale.

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Presidenza Rai: occorrono candidati che abbiano a cuore la Costituzione.

RomaLa politica è chiamata in queste ore a sciogliere il nodo sulla presidenza Rai. Uno spettacolo probabilmente vissuto con distacco dalla maggioranza dei cittadini, costretti loro malgrado a stringere la cinghia a fronte di una crisi globale che divora posti di lavoro. Il rituale della nomina è di antica data, accompagnato da quei imbarazzanti giochetti visibili solo dietro le quinte. Dopo la caduta delle ideologie e la nascita in Italia del berlusconismo, oggi dilagante, i punti di riferimento per una ripresa del Paese li ritroviamo proprio in quei valori scritti nella Carta Costituzionale. Fra questi c’è la libertà di stampa che può offrire vari spunti di riflessione e rafforzare l’analisi critica di ognuno di noi davanti ai fatti, anche quelli più complessi, come è la scelta del nome per la presidenza di viale Mazzini. Naufragata l’ipotesi De Bortoli, frutto dell’intesa raggiunta nei giorni scorsi fra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il neo segretario del partito democratico Dario Franceschini, i giornali hanno riportato le parole del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che sembrava mostrarsi favorevole ad una qualsiasi indicazione proveniente dall’opposizione. L’idea di proporre un Petruccioli bis in queste ore è però stata bocciata dai partiti della maggioranza. E, così, stando alle notizie, la situazione appare bloccata. La nostra idea, o meglio il nostro auspicio, in attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda,  è che dietro il nome di colui o colei che andrà a ricoprire la carica di presidente della Rai, ci siano determinati requisiti. L’uomo o la donna che la politica sceglierà abbia a cuore la Costituzione, l’interesse della collettività e non del singolo, il pluralismo dell’informazione e ogni forma di pluralismo (sociale, culturale, sindacale e religioso). C’è bisogno di persone capaci di dire di no quando è il momento di dirlo, senza che si lascino intimorire dal potere. Figure che abbiano la schiena dritta, in grado di opporsi ad eventuali censure o liste di proscrizione. Uomini o donne che abbiano caratteristiche ben distanti dal servo sciocco. Questo è il nostro appello alla politica.      

    

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