Eternit, testimoni della difesa minimizzano la presenza di polveri nello stabilimento

Torino - Seconda udienza settimanale al processo Eternit, secondo il nuovo calendario fissato dal giudice Casalbore. Oggi, per la seduta numero 40, hanno deposto due testimoni della difesa: Cesare Coppo, addetto al controllo qualita’ nella Eternit di Casale Monferrato, e Carlo Opezzo,  ex direttore del personale di Eternit dal 1971 al 1985.

Coppo ha affermato che “nello stabilimento non c’era polvere per terra, ne’ sulle tute degli operai”, dicendo che prima dell”arrivo degli svizzeri, nel 1973, i materiali di scarto venivano buttati in una discarica vicino allo stabilimento o venduti ad altre ditte . ”Quando sono arrivati gli svizzeri – ha ricordato Coppo- hanno proibito la vendita e hanno messo un impianto che macinava tutti gli scarti. La polvere ottenuta veniva poi riutilizzata nelle lavorazioni”.

La deposizione di Opezzo ha ricalcato in larga parte quella di Coppo, con l’aggiunta di qualche dettaglio in più relativamente alla conoscenza da parte di Eternit delle problematiche relative al mesotelioma e del ruolo ricoperto da Stephan Schmidheiny.

Il processo riprenderà lunedì 28 febbraio.

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