Mauthausen, il ricordo della liberazione

Piu’ di 10.000 persone arrivate da piu’ di cinquanta Paesi hanno commemorato il 68/mo anniversario della liberazione del campo.

Prato – Piu’ di 10.000 persone arrivate da piu’ di cinquanta Paesi hanno commemorato il 68/mo anniversario della liberazione da parte dell’esercito americano, il 12 maggio 1945, del campo di concentramento nazista di Mauthausen.

Presente anche una numerosa delegazione partita dalla Toscana con molti studenti che hanno aderito all’invito dell’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned). A Mauthausen era stato deportato anche Marcello Martini, ospite della nostra associazione nello scorso mese di aprile quando ha incontrato i ragazzi delle scuole pratesi.

Dalla memoria la storia del futuro. I ringraziamenti.

 

 

Prato – L’associazione Casa della Cultura Enzo Biagi ringrazia Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento, che hanno raccontato le loro storie durante l’incontro “Dalla memoria, la storia del futuro“.  L’incontro si è svolto all’Auditorium “Roberto Castellani” dell’Isis Gramsci-Keynes a Prato. Un ringraziamento va alla Dirigente scolastica dello stesso istituto Grazia Maria Tempesti e ai docenti della scuola che hanno contribuito per la realizzazione dell’evento.

Un grazie a Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, alla Vicepresidente della provincia di Prato Ambra Giorgi e all’Aned pratese. Un ringraziamento è rivolto anche alle scuole Dagomari e Rodari, presenti all’incontro con i loro studenti. Infine, un ringraziamento a tutti i docenti che hanno partecipato all’incontro.

Dalla memoria la storia del futuro. Incontro con Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento

L’incontro si terrà venerdì 12 aprile dalle ore 10 presso l’Auditorium “Roberto Castellani” dell’ISIS Gramsci-Keynes, in via Reggiana 106 a Prato. E’ organizzato dalla scuola “Gramsci-Keynes” e dall’associazione “Casa della Cultura Enzo Biagi”, in collaborazione con il Museo della Deportazione di Figline e con l’Aned di Prato

Prato – Un dialogo tra i ragazzi delle scuole pratesi che hanno partecipato al Treno della memoria e gli ex deportati nei campi di concentramento Marcello Martini e Antonio Ceseri. Questo il senso dell’incontro che si terrà venerdì 12 aprile dalle ore 10 presso l’Auditorium “Roberto Castellani” dell’ISIS Gramsci-Keynes, in via Reggiana 106 a Prato.

L’incontro è organizzato dalla scuola “Gramsci-Keynes” e dall’associazione “Casa della Cultura Enzo Biagi”, in collaborazione con il Museo della Deportazione di Figline e con l’Aned di Prato. Dopo i saluti della Vicepresidente della Provincia di Prato Ambra Giorgi e della Dirigente scolastica dell’ISIS Gramsci-Keynes Grazia Maria Tempesti, Cristian Iozzelli della Casa della Cultura Enzo Biagi e Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, dialogheranno con Marcello Martini, Antonio Ceseri e gli studenti delle scuole pratesi (presenti anche due classi degli istituti Dagomari e Datini). Durante la mattinata sarà anche proiettato un breve video realizzato dagli studenti che hanno partecipato al Treno della Memoria 2013.

Marcello Martini è nato a Prato nel 1930 e attualmente residente in Piemonte. Fu catturato a Montemurlo il 9 giugno 1944 assieme alla madre e alla sorella, come ostaggi al posto del padre, che era membro del Comitato di Liberazione Nazionale. Fu trasferito nelle carceri fiorentine delle Murate e nel campo di transito di Fossoli per poi essere deportato a Mauthausen il 21 giugno, dove fu immatricolato con il numero 76430. Fu poi inviato nei sottocampi di Wiener Neustadt e Mödling/Hinterbrühl. La liberazione avvenne nel maggio 1945 a Mauthausen da parte dell’esercito americano. La sua testimonianza è raccolta nel libro “Un adolescente in lager. Ciò che gli occhi tuoi hanno visto”, uscito nel 2007 a cura di Elisabetta Massera.

Antonio Ceseri è nato a Firenze nel 1924, dove risiede tuttora. Arruolatosi nella Marina Militare, fu sorpreso a Venezia la notte dell’8 settembre 1943. Dopo il suo rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana fu deportato nel campo di Treuenbrietzen, nei pressi di Berlino. Fu liberato il 21 aprile 1945 dai sovietici ma dopo due giorni si trovò nuovamente nelle mani dei soldati tedeschi assieme ad altri 130 compagni. I tedeschi ne uccisero 127, Ceseri e altri 3 compagni riuscirono a scampare all’eccidio.

La testimonianza di Antonio Ceseri all’arrivo del treno della memoria 2013

Morì a Mathausen, la sua salma ritrovata riposerà a Cantagallo

La storia di Mario Nanni, morto a 18 anni nel campo di concentramento e le cui spoglie sono tornate in Italia grazie alla determinazione della famiglia

Prato – Mario Nanni era nato a Migliana (Cantagallo) nel 1926, penultimo di otto fratelli. Lavorava come operaio allo stabilimento dello Sbraci a Vaiano, era un ragazzo buono, allegro, con tanti amici. Aveva solo diciotto anni quando fu arrestato, probabilmente il 7 marzo 1944, da fascisti della Repubblica Sociale Italiana nel corso della retata che era stata ordinata in seguito allo sciopero generale dei primi di marzo. Di Mario non si conoscevano particolari idee politiche o attività antifasciste, pare che non avesse neanche scioperato. Era stato catturato in quella “caccia all’uomo” per le vie della città, che ebbe luogo in modo mirato ma ancor più spesso in modo indiscriminato.

Deportato nel campo nazista di Mauthausen, Nanni mori’ pochi giorni dopo la liberazione dal campo di concentramento.  La determinazione della sua famiglia – venuta a conoscenza negli anni Settanta del fatto che Mario fosse sepolto nel cimitero militare italiano di Mauthausen – ha permesso di raggiungere l’obiettivo di riportare a casa i resti. Mario Nanni mori’ di tubercolosi e per questo era stato identificato e sepolto. Un medico milanese che lo aveva assistito e si era salvato era riuscito a stabilire poi contatti con la famiglia.

Le spoglie di Mario Nanni torneranno definitivamente nella sua Migliana, nel piccolo cimitero del paese. Il ritorno della salma in Italia e’ stato possibile grazie alla collaborazione tra la Provincia di Prato, il Comune di Cantagallo, l’associazione nazionale ex deportati (Aned) e il Museo della deportazione.

La storia di Mario Nanni