Camorra, Nicola Cosentino condannato a cinque anni per tentato reimpiego di capitali illeciti

Firenze – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a cinque anni di carcere Nicola Cosentino per il tentato reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa. Nel processo di primo grado cosiddetto “Il Principe e la scheda ballerina”, l’ex sottosegretario all’Economia del Pdl era imputato del finanziamento da cinque milioni di euro per la costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe, denominato “Il Principe”, voluto secondo l’accusa dal clan dei Casalesi, ma mai realizzato.

Cosentino è stato invece assolto dall’accusa di corruzione mentre durante la fase delle indagini preliminari era stato prosciolto dai reati di falso e abuso d’ufficio. I sostituti della Dda di Napoli Fabrizio Vanorio e Sandro D’Alessio avevano chiesto 9 anni di carcere al termine della requisitoria. Ventuno, in totale, gli imputati nel processo.

“Io sto con Trocchia”, appello lanciato a sostegno del giornalista minacciato dalla camorra

Lanciato un appello da parte di diversi giornalisti a difesa di Nello Trocchia, il cronista minacciato da un boss della Camorra.

Firenze “Io sto con Trocchia” è l’appello lanciato dai giornalisti Giovanni Tizian, Manuele Bonaccorsi, Luca Ferrari e Giorgio Mottola per chiedere un intervento “del prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone“, in merito alla vicenda del cronista collaboratore de Il Fatto Quotidiano, minacciato lo scorso giugno da un boss della camorra  – “A quel giornalista gli spacco il cranio”, la frase pronunciata e intercettata dalle cimici della Procura di Napoli – a seguito dei suoi articoli pubblicati sul Fatto. Tra i firmatari dell’appello, che chiede inoltre all’Ordine dei giornalisti nazionale e ragionale una presa d’atto, ci sono anche: Roberto Saviano, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Peter Gomez e Lirio Abbate.

Camorra, arrestato l’ex parlamentare Cosentino

L’ex parlamentare Nicola Cosentino torna in carcere.

Firenze «Nicola Cosentino vanta un rapporto stabile con il clan dei Casalesi». Sono pesanti le accuse della Direzione distrettuale antimafia di Napoli contro l’ex parlamentare Pdl finito in carcere insieme ai fratelli Giovanni e Antonio, nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di carburanti in provincia di Caserta. In tutto sono state emesse tredici ordinanze di custodia cautelare (sei in carcere, sette ai domiciliari), che hanno colpito anche Pasquale e Antonio Zagaria (già in carcere) fratelli di Michele, boss del più importante clan dei Casalesi insieme a quello di Francesco Schiavone. Tra le accuse: estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica.

Camorra, arrestato Mario Riccio

La Polizia ha arrestato Mario Riccio, considerato dagli investigatori il capo del clan “Amato-Pagano”. Era inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi.

Firenze Era inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi. La Polizia ha arrestato Mario Riccio detto Mariano, considerato dagli investigatori il capo del clan “Amato-Pagano” e parente di Cesare Pagano, storico capo di Scampia. Latitante dal 2011, Riccio è stato bloccato dagli uomini della Squadra mobile di Napoli e del Servizio centrale operativo della Polizia. Sull’uomo pende una condanna a 16 anni per associazione a delinquere di tipo mafioso e droga: è ritenuto dagli inquirenti uno dei responsabili della seconda guerra di Scampia. Gli uomini della mobile e dello Sco della Polizia lo hanno bloccato in un’abitazione di Qualiano, a nord di Napoli, dove l’uomo era con la compagna e il figlio minorenne. Al momento dell’arresto non ha opposto resistenza.

Camorra, l’ex sottosegretario Cosentino ai domiciliari

L’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino andrà agli arresti domiciliari a Venafro.

Firenze L’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino andrà agli arresti domiciliari a Venafro. E’ stata la Cassazione ad “aprire” le porte del carcere dell’ex deputato del Pdl che aveva annullato con rinvio al Tribunale di Napoli l’ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere. Cosentino è imputato per presunte collusioni camorristiche col clan dei Casalesi nella gestione del business dei rifiuti e di aver mercanteggiato con la camorra favori in cambio di appoggio elettorale.

Solidarietà a Giovanni Tizian, minacciato di morte dalla ‘ndrangheta

Il suo libro “Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” ha vinto il Premio Enzo Biagi 2012. “Mi si gela il sangue – le sue parole – Un motivo in più per continuare a raccontare il lato oscuro del potere in questo Paese. Insieme si vince.”

Prato – “O la smette o gli sparo in bocca”. Così il faccendiere Guido Torello si rivolge al boss della ‘ndrangheta Nicola Femia in una delle intercettazioni che hanno portato all’arresto di 29 persone per un giro illecito legato alle slot machine. Destinatario della minaccia è Giovanni Tizian, giornalista della Gazzetta di Modena e collaboratore di Repubblica e l’Espresso.

Le minacce non sono purtroppo una novità per il giovane giornalista. Tizian, 30 anni, era già sotto scorta. Il suo libro “Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” ha vinto il Premio Enzo Biagi 2012.

Oggi Tizian ha lasciato una risposta sul suo profilo Facebook: “Che dire, grazie per la vicinanza e la solidarietà. Il disgusto per l’audio sentito ieri è tanto, gela il sangue. Un motivo in più per continuare a raccontare il lato oscuro del potere in questo Paese. Ma non da solo. Dobbiamo essere in tanti. Le rivoluzioni culturali non sono opera di singoli. La collettività è capace di produrre grandi cambiamenti. Insieme si vince.” Parole semplici, di coraggio e speranza di cambiamento, alle quali ci associamo e che invitiamo a condividere e diffondere.

L’intercettazione: “Spariamo in bocca al giornalista” (Repubblica TV)

Giovanni Tizian: “Questa telefonata mi fa impressione” (Repubblica TV)

Camorra, arrestato il boss dei casalesi Massimo Di Caterino

La polizia ha arrestato Massimo Di Caterino, considerato l’ultimo boss latitante del clan dei casalesi.

FirenzeLa polizia ha arrestato a Francolise Massimo Di Caterino, considerato l’ultimo boss latitante del clan dei casalesi. L’uomo, stanato in un bunker realizzato dietro un box doccia di una casa nella frazione Sant’Andrea del Pizzone, era ricercato dal 31 marzo 2010.  Di Caterino è ritenuto uno dei più fidati luogotenenti di Michele Zagaria, il boss arrestato dalla Polizia di Stato a Casapesenna il 7 dicembre 2011, dopo 16 anni di latitanza. Al momento dell’arresto, con sé Di Caterino aveva una pistola calibro 7,65 e 10mila euro in contanti.

Camorra, arrestato latitante in una villa a Posillipo.

I carabinieri del nucleo investigativo hanno arrestato Luigi Esposito, latitante dal 2003 ed elemento di spicco del clan Nuvoletta.

Napoli I carabinieri del nucleo investigativo hanno arrestato Luigi Esposito, elemento di spicco del clan camorristico dei Nuvoletta. Al momento dell’arresto, Esposito si trovava in una villetta a Posillipo e aveva assunto un’altra identità: Fabrizio Caliendo. Era ricercato dal 2003 ed era inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi a livello nazionale. Esposito era ricercato per traffico di droga e trasferimento fraudolento di valori. Nel 2006 era stato condannato a 9 anni di carcere per associazione a delinquere di tipo mafioso e traffico di droga (link).