Galan, la giunta vota per la decadenza da parlamentare

Roma – Alla Camera la Giunta delle elezioni ha votato a favore per la decadenza da parlamentare dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan. E’ l’effetto della legge Severino a seguito del coinvolgimento di Galan nello scandalo Mose. La decisione è stata motivata per «cause sopraggiunte di ineleggibilità». Ora si attende il definitivo voto dell’aula di Montecitorio. Se Galan dovesse essere dichiarato definitivamente decaduto, Dino Secco, ex vicepresidente della Provincia di Vicenza, dovrebbe subentrare al suo posto: Secco infatti è il primo dei non eletti di Forza Italia alle politiche 2013 nella circoscrizione Veneto 1.

Responsabilità civile dei giudici, approvato alla Camera un testo della Lega. Anm e Csm: A rischio la nostra indipendenza.

Approvato alla Camera un emendamento della Lega che introduce la responsabilità civile dei giudici

Roma  La Camera ha approvato un emendamento della Lega Nord a una legge comunitaria che introduce la responsabilità civile dei giudici. La maggioranza e il governo sono stati battuti di 7 voti: 187 a 180. Decisiva l’astensione del Movimento Cinque Stelle e di Sel, in tutto 65 deputati. Ma ancora più determinante è stato quello di decine di deputati del Pd. Secondo il calcolo del leghista Gianluca Pini almeno 80 parlamentari democratici che avrebbero approfittato del voto segreto per schierarsi con i partiti di centrodestra. Immediata la protesta dell’Associazione nazionale dei magistrati, del Csm che affermano di rischio per la libertà di decisione dei giudici. Intanto, il premier Matteo Renzi prova a rassicurare affermando che il testo sarà modificato al Senato. 

Camera, bocciati gli emendamenti per l’abrogazione dei rimborsi ai partiti

Alla Camera sono stati tutti bocciati gli emendamenti che puntavano ad abrogare il finanziamento dei partiti.

RomaAlla Camera sono stati tutti bocciati gli emendamenti che puntavano ad abrogare il finanziamento dei partiti. Contro l’abrogazione dei rimborsi si sono espressi il Pd, l’Udc, gran parte del Pdl. A favore la Lega, l’Idv, i Radicali, Noisud. I deputati di Fli si sono astenuti. Il governo si era rimesso all’Aula (link).

Ddl intercettazioni, nelle mani del Presidente della Repubblica

Il Ddl sulle intercettazioni telefoniche, approvato alla Camera, è passato al Senato.

Firenze Il ddl sulle intercettazioni telefoniche, passato al Senato dopo l’approvazione alla Camera – la votazione probabilmente avverrà dopo i ballottaggi per le elezioni amministrative di domenica prossima – assume, così come è, i connotati di una rivoluzione copernicana nell’equilibrio dei poteri di uno Stato. Qualora fosse pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’attuale disegno di legge sulle intercettazioni comporterebbe un forte indebolimento del diritto di cronaca e la magistratura si ritroverebbe a fare i conti con uno strumento finora efficace per esempio contro chi commette un omicidio. Un domani non più. Nel giorno stesso della approvazione del ddl alla Camera, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso la sua volontà di esaminare il testo e, a distanza di 48 ore, ha posto l’accento sul valore della libertà e del pluralismo dell’informazione. Non sono mancate voci di dissenso, aspre critiche, osservazioni nel merito, come quelle formulate dal Procuratore Capo di Torino Giancarlo Caselli a micromega.net che ha definito il ddl Alfano «devastante».  Il nostro auspicio è che il Senato possa modificare, rivedere quanto approvato alla Camera e se ciò non avvenisse, ci rimettiamo nelle mani del Capo dello Stato (link).

La parola a Giancarlo Caselli

“La Repubblica”

L’appello