Mafia, la Cassazione revoca la condanna a Bruno Contrada

Roma – La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta all’ex numero due del Sisde Bruno Contrada, accusato di concorso in associazione mafiosa. I giudici romani hanno accolto il ricorso del legale di Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d’appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato «ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna».

Mafia: Dell’Utri chiede l’annullamento della condanna

Firenze Marcello Dell’Utri chiede la cancellazione della condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per la quale è detenuto in carcere, dopo il pronunciamento della Corte europea in favore di Bruno Contrada, l’ex numero due del Sisde condannato per lo stesso reato. Gli avvocati Giuseppe Di Peri, Bruno Nascimbeni e Andrea Saccucci hanno depositato una richiesta di incidente di esecuzione alla corte d’appello di Palermo, chiedendo l’annullamento della sentenza. 

La sentenza della Corte euroepa dei Diritti dell’uomo, divenuta definitiva il 14 settembre scorso, ha annullato il verdetto di condanna emesso nei confronti di Contrada, sostenendo che la giurisprudenza italiana, fino al 1994, sul concorso in associazione mafiosa, non consentiva la tipizzazione del reato e, quindi, non permetteva all’imputato di prevedere gli effetti negativi della propria condotta. Solo dopo il 1994, con la cosiddetta sentenza Dimitri, secondo i giudici europei, la Cassazione ha raggiunto un’interpretazione univoca del reato. Siccome la condotta per cui Dell’Utri è stato condannato, come fu per Contrada, è precedente al 1994, secondo i legali ci sarebbero tutti i presupposti per una revoca del verdetto.

Corte Europea: “Contrada non andava condannato, il reato non era chiaro”

Firenze All’epoca dei fatti il reato non “era sufficientemente chiaro“, per questo Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani. I giudici di Strasburgo hanno ritenuto che all’epoca cui risalgono i fatti, fra il 1979 e il 1988, il reato non “era sufficientemente chiaro e prevedibile e il ricorrente non poteva conoscere nello specifico la pena in cui incorreva per la responsabilità penale che discendeva dagli atti compiuti”. Lo Stato italiano dovrà versare all’ex agente del Sisde 10mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali.

Contrada, la Cassazione: no alla revisione del processo

Non ci sarà la revisione del processo per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Bruno Contrada, l’ex numero due del Sisde condannato a dieci anni di reclusione per aver favorito Cosa Nostra. L’ha deciso la Cassazione.

RomaNon ci sarà la revisione del processo per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Bruno Contrada, l’ex numero due del Sisde condannato a dieci anni di reclusione per aver favorito Cosa Nostra. L’ha deciso la Cassazione. E’ stata così confermata la decisione con la quale la corte d’appello di Caltanissetta, lo scorso 8 novembre, aveva detto no alla riapertura del processo. Contrada terminerà di espiare la pena tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre di quest’anno. Contrada sconta ai domiciliari, per motivi di salute, la condanna a dieci anni di reclusione (link).