Strage piazza della Loggia, Tramonte estradato in Italia dal Portogallo: deve scontare l’ergastolo

Firenze – Maurizio Tramonte, condannato definitivamente all’ergastolo – così come Carlo Maria Maggi – per la strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974, è stato estradato oggi in Italia dal Portogallo, dove è stato rintracciato e arrestato nei mesi scorsi in seguito a indagini del Ros. Scortato dall’Interpol, Tramonte è arrivato all’aeroporto di Fiumicino con un volo proveniente da Lisbona.

Piazza della Loggia, il presidente Mattarella: “Ostacoli alla verità anche da settori dello Stato”

Roma «E’ sconfortante che, ancora oggi, dopo 41 anni, non siano stati individuati e puniti i responsabili di tanta barbarie». E’ quanto affermato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato ai familiari delle vittime in occasione dell’anniversario della strage di Piazza della Loggia. «La giustizia va perseguita sino in fondo e con ogni scrupolo – ha detto il Capo dello Stato – Carte processuali e inchieste parlamentari hanno messo in luce la matrice neo-fascista e le difficoltà frapposte alla ricerca della verità anche da settori degli apparati dello Stato». «Sono con voi, e con i cittadini di Brescia, che non dimenticheranno mai la tremenda strage del 28 maggio 1974 – ha detto il Capo dello Stato – Quel vile attentato stroncò otto vite umane, provocò il ferimento di un centinaio di persone e produsse una ferita profonda non solo nell’animo sconvolto dei familiari ma nell’intero corpo sociale del nostro Paese».

«Fu un’azione eversiva – ha sottolineato il Presidente Mattarella – il cui scopo era quello di destabilizzare l’ordine democratico e costituzionale. La solidarietà umana, che tutta la comunità nazionale deve a Brescia, e in particolare a coloro i quali piangono i parenti e gli amici scomparsi, non può essere disgiunta dalla mobilitazione civile: la bomba di piazza della Loggia aveva come bersaglio la convivenza, la partecipazione, la libertà politica e sindacale». «Di tutto questo – ha proseguito il Capo dello Stato – dobbiamo continuare a fare memoria. Per tenere alta la guardia contro ogni forma di violenza, di fanatismo, di terrorismo. Per trasmettere alle giovani generazioni quei valori di partecipazione, di pace, di confronto nella libertà che sono le fondamenta vive della Costituzione repubblicana. Per guardare alla nostra storia con spirito di verità, cercando di squarciare il velo opaco delle omissioni, delle reticenze, delle complicità». «L’impegno dei familiari, dell’amministrazione comunale, dell’associazione ‘Casa della Memoria‘, affinché nulla resti di intentato, suoni monito a tutti per l’esercizio dei doveri costituzionali in merito. Tutta l’Italia – ha concluso il Presidente Mattarella – è con voi nella memoria, nella testimonianza dei valori democratici, nella ricerca della verità».

Piazza della Loggia, in libreria la graphic novel “In nome del popolo italiano”

In libreria il secondo volume del graphic novel Piazza della Loggia di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio.

Firenze Nell’anniversario della strage di piazza della Loggia (28 maggio 1974) – otto morti, oltre cento feriti –  e dopo la decisione della Cassazione che nel febbraio scorso ha annullato con rinvio la sentenza che mandava assolti tutti gli imputati, esce in libreria il secondo volume del graphic novel Piazza della Loggia (edizione Becco Giallo) di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, già autori di un lavoro analogo sulla strage di Piazza Fontana.

Se nel primo volume dedicato alla strage di Brescia, che aveva per sottotitolo “Non è di maggio”, questa coppia di autori rievocava i prodromi della strage inserendo l’attentato nel quinquennio nero 1969-1974, di questa seconda puntata già il sottotitolo, “In nome del popolo italiano”, indica il contenuto. Le parole di Barilli e le immagini di Fenoglio illustrano infatti il complicato excursus giudiziario relativo alla strage: indagini difficili ostacolate da depistaggi e seguite da una dozzina di procedimenti che non hanno, finora, portato ad alcuna condanna. 

 

Strage Piazza della Loggia, Napolitano: “Apparati dello Stato ostacolarono la verità”.

Il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al sindaco di Brescia, Adriano Paroli, in occasione del 38° anniversario della strage di Brescia. Una delle tanti stragi senza colpevoli del nostro Paese.

Firenze«Comprendo e condivido la profonda amarezza di tutta la comunità bresciana e in primo luogo dei famigliari delle vittime, lasciati ancora una volta senza il conforto di un accertamento e di una sanzione di colpevolezza per i responsabili di quella tragedia ispirata da ciechi disegni terroristici ed eversivi». E’ quanto afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al sindaco di Brescia, Adriano Paroli, in occasione del 38° anniversario della strage di piazza della Loggia.

«Lo scorso 9 maggio – prosegue Napolitano -, in occasione della celebrazione del “Giorno della Memoria” ho però ricordato che il corso della giustizia deve – pur nei limiti in cui è rimasto possibile – continuare con ogni scrupolo e che, nel contempo va però fin da ora messo in luce quanto è emerso, dalle carte processuali e dalle inchieste parlamentari, sulla matrice di estrema destra neofascista di quell’azione criminale e sugli ostacoli che una parte degli apparati dello Stato frappose alla ricerca della verità» (link).

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In appello tutti assolti 

Brescia, assolti i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia

Assolti per insufficienza di prove i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia.

Firenze – Assolti per insufficienza di prove i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia. Alla fine del processo i giudici della Corte d’assise di Brescia hanno assolto Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Francesco Delfino, per i quali i pm avevano chiesto l’ergastolo. E’ stata revocata la misura cautelare nei confronti dell’ex ordinovista Delfo Zorzi che vive in Giappone. Il 21 ottobre scorso i pm  Roberto Di Martino e Francesco Piantoni avevano chiesto l’assoluzione con formula dubitativa per l’ex segretario del Movimento sociale italiano Pino Rauti e l’ergastolo per il collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte, per i militanti di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, e infine per il generale dei carabinieri Francesco Delfino, accusati di concorso in strage e omicidio. A Maurizio Tramonte è stata riconosciuta la responsabilità per il reato di calunnia ai danni di un funzionario della questura, ma i giudici hanno disposto il non luogo a procedere per prescrizione dei termini in relazione al reato di calunnia.

La strage di piazza della Loggia avvenne il 28 maggio 1974, fece otto morti e oltre 100 feriti.

Provo un <<sentimento di impotenza>> per la città di Brescia:  <<La città voleva due cose: verità e giustizia – ha detto il sindaco di Brescia, Adriano Paroli – ma non si è riusciti a raggiungerle. La città continuerà comunque a cercarle>>.  <<E’ un insulto irreparabile a quanti quella mattina sono caduti in piazza, ai loro familiari, un’offesa che umilia la città e rischia di spegnere un ansia di verità e giustizia che la ricerca storica e il giudizio politico hanno invece da tempo appagato>>, ha detto Paolo Corsini, deputato del Pd ed ex primo cittadino.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

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Il processo di Brescia che l’Italia dimentica (La Repubblica)

Wikipedia

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Brescia, sono scesi dalla gru i quattro immigrati

Sono scesi dalla gru a Brescia, i quattro ragazzi che hanno portato con la loro protesta alla ribalta nazionale il problema della sanatoria per gli immigrati.

FirenzeSono scesi dalla gru, in serata, dopo 16 giorni di protesta. Sajad, Jimmy, Rashid e Arun, i quattro ragazzi che con la loro protesta hanno portato alla ribalta nazionale il problema della sanatoria per gli immigrati e tenuto in apprensione e sotto scacco un’intera città tra cariche di polizia, scontri di piazza, e feroci polemiche politiche. Da una parte la Lega, e il sindaco Paroli intransigenti nel non voler trattare con gli immigrati, dall’altra il comitato Diritti per Tutti e una città che non ha fatto mancare gesti di solidarietà.

Il primo a scendere è stato il pakistano Sajad, accolto da un boato della folla che si era radunata ai quattro angoli della piazza: lui ha prima risposto agli applausi e alle urla di incitamento, salutando con la mano e urlando “lotta dura senza paura”, poi ha percorso i primi 15 metri, fermandosi ad aspettare il leader del gruppo Jimmy, quello che in questi giorni ha parlato con i giornalisti e tenuto unito il gruppo. Quindi è stata la volta di Rashid, il ragazzo marocchino che ha tenuto in apprensione fino all’ultimo i mediatori inviati dalla Questura, e ha rifiutato qualsiasi trattativa, dicendosi pronto a scendere solo se lo avessero seguito tutti gli altri compagni di lotta. I tre si sono fermati a pochi metri da terra per aspettare l’altro loro amico, il pakistano Arun, il più religioso del gruppo, che non ha mancato di salutare la folla di amici e gli attivisti del comitato Diritti per Tutti.

Alla base della gru, i quattro ragazzi sono stati presi in consegna dagli avvocati Manlio Vicini, Sergio Pezzucchi, Alessandro Zucca e Luisella Savoldi che li seguiranno in tutte le fasi che stanno già iniziando in Questura, dall’identificazione, alla contestazione di eventuali reati. E la presenza degli avvocati è stata una precisa richiesta avanzata dai quattro: i legali adesso li accompagneranno in Questura e li assisteranno in tutte le procedure di identificazione e nelle azioni legali necessarie per ottenere il permesso di soggiorno.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Strage Piazza Loggia e il silenzio del Tg1 (delle 13,30).

Firenze – Nel Tg1 odierno delle 13,30 nessun accenno al 36° anniversario della strage di Brescia. Il 28 maggio 1974 una bomba esplose in Piazza Loggia, mentre era in corso una manifestazione promossa dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato di matrice fascista provocò la morte di otto persone, il ferimento di altre centotre e oggi non c’è un colpevole. Una ragione in più per dare voce ai familiari delle vittime. Un motivo in più anche per sostenere il lavoro di coloro che sono tuttora impegnati nella ricerca della verità giudiziaria e per trasmettere anche a quei giovani – e non solo -, non ancora nati in quella maledetta giornata, un pezzo di storia del nostro Paese. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’inviare il 28 maggio dell’anno scorso un messaggio al sindaco della città, Adriano Paroli, affermò: «Il ricordo di essa e di chi perse la vita quel giorno è vivo nella coscienza del Paese». 

Parole cadute nel vuoto, nel silenzio imbarazzante di un Tg1, oggi alle 13,30 condotto da Nicoletta Manzione. Nessuna polemica, ci tengo a dirlo, semmai esprimo il mio disagio. Non vedere, anche per pochi istanti, le immagini della commemorazione, non ascoltare le parole di chi da anni è impegnato in una lotta di civiltà e di giustizia, mi ha turbato. Eppure durante l’edizione delle 13,30, è stato dato spazio ad un servizio dal titolo “In coda dalla notte per un I-Pad”, annunciato addirittura nei titoli di testa. E, ancora: è stata raccontata la bizzarra e stravagante impresa di un giovane americano che appeso a dei palloncini, gonfiati con l’elio, ha attraversato il canale della Manica. Quante attraversate dovranno, invece, ancora compiere i cittadini di Brescia e dell’Italia per arrivare alla verità sulla strage? Sulle stragi?

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Intervista a Walter Veltroni (La Repubblica)

www.28maggio1974.brescia.it

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