Strage Piazza della Loggia, Napolitano: “Apparati dello Stato ostacolarono la verità”.

Firenze«Comprendo e condivido la profonda amarezza di tutta la comunità bresciana e in primo luogo dei famigliari delle vittime, lasciati ancora una volta senza il conforto di un accertamento e di una sanzione di colpevolezza per i responsabili di quella tragedia ispirata da ciechi disegni terroristici ed eversivi». E’ quanto afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al sindaco di Brescia, Adriano Paroli, in occasione del 38° anniversario della strage di piazza della Loggia.

«Lo scorso 9 maggio – prosegue Napolitano -, in occasione della celebrazione del “Giorno della Memoria” ho però ricordato che il corso della giustizia deve – pur nei limiti in cui è rimasto possibile – continuare con ogni scrupolo e che, nel contempo va però fin da ora messo in luce quanto è emerso, dalle carte processuali e dalle inchieste parlamentari, sulla matrice di estrema destra neofascista di quell’azione criminale e sugli ostacoli che una parte degli apparati dello Stato frappose alla ricerca della verità» (link).

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In appello tutti assolti 

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Brescia, assolti i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia

FirenzeAssolti per insufficienza di prove i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia. Alla fine del processo i giudici della Corte d’assise di Brescia hanno assolto Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Francesco Delfino, per i quali i pm avevano chiesto l’ergastolo. E’ stata revocata la misura cautelare nei confronti dell’ex ordinovista Delfo Zorzi che vive in Giappone. Il 21 ottobre scorso i pm  Roberto Di Martino e Francesco Piantoni avevano chiesto l’assoluzione con formula dubitativa per l’ex segretario del Movimento sociale italiano Pino Rauti e l’ergastolo per il collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte, per i militanti di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, e infine per il generale dei carabinieri Francesco Delfino, accusati di concorso in strage e omicidio. A Maurizio Tramonte è stata riconosciuta la responsabilità per il reato di calunnia ai danni di un funzionario della questura, ma i giudici hanno disposto il non luogo a procedere per prescrizione dei termini in relazione al reato di calunnia.

La strage di piazza della Loggia avvenne il 28 maggio 1974, fece otto morti e oltre 100 feriti.

Provo un <<sentimento di impotenza>> per la città di Brescia:  <<La città voleva due cose: verità e giustizia - ha detto il sindaco di Brescia, Adriano Paroli - ma non si è riusciti a raggiungerle. La città continuerà comunque a cercarle>>.  <<E’ un insulto irreparabile a quanti quella mattina sono caduti in piazza, ai loro familiari, un’offesa che umilia la città e rischia di spegnere un ansia di verità e giustizia che la ricerca storica e il giudizio politico hanno invece da tempo appagato>>, ha detto Paolo Corsini, deputato del Pd ed ex primo cittadino.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

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Il processo di Brescia che l’Italia dimentica (La Repubblica)

Wikipedia

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Brescia, sono scesi dalla gru i quattro immigrati

FirenzeSono scesi dalla gru, in serata, dopo 16 giorni di protesta. Sajad, Jimmy, Rashid e Arun, i quattro ragazzi che con la loro protesta hanno portato alla ribalta nazionale il problema della sanatoria per gli immigrati e tenuto in apprensione e sotto scacco un’intera città tra cariche di polizia, scontri di piazza, e feroci polemiche politiche. Da una parte la Lega, e il sindaco Paroli intransigenti nel non voler trattare con gli immigrati, dall’altra il comitato Diritti per Tutti e una città che non ha fatto mancare gesti di solidarietà.

Il primo a scendere è stato il pakistano Sajad, accolto da un boato della folla che si era radunata ai quattro angoli della piazza: lui ha prima risposto agli applausi e alle urla di incitamento, salutando con la mano e urlando “lotta dura senza paura”, poi ha percorso i primi 15 metri, fermandosi ad aspettare il leader del gruppo Jimmy, quello che in questi giorni ha parlato con i giornalisti e tenuto unito il gruppo. Quindi è stata la volta di Rashid, il ragazzo marocchino che ha tenuto in apprensione fino all’ultimo i mediatori inviati dalla Questura, e ha rifiutato qualsiasi trattativa, dicendosi pronto a scendere solo se lo avessero seguito tutti gli altri compagni di lotta. I tre si sono fermati a pochi metri da terra per aspettare l’altro loro amico, il pakistano Arun, il più religioso del gruppo, che non ha mancato di salutare la folla di amici e gli attivisti del comitato Diritti per Tutti.

Alla base della gru, i quattro ragazzi sono stati presi in consegna dagli avvocati Manlio Vicini, Sergio Pezzucchi, Alessandro Zucca e Luisella Savoldi che li seguiranno in tutte le fasi che stanno già iniziando in Questura, dall’identificazione, alla contestazione di eventuali reati. E la presenza degli avvocati è stata una precisa richiesta avanzata dai quattro: i legali adesso li accompagneranno in Questura e li assisteranno in tutte le procedure di identificazione e nelle azioni legali necessarie per ottenere il permesso di soggiorno.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

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Strage Piazza Loggia e il silenzio del Tg1 (delle 13,30).

FirenzeNel Tg1 odierno delle 13,30 nessun accenno al 36° anniversario della strage di Brescia. Il 28 maggio 1974 una bomba esplose in Piazza Loggia, mentre era in corso una manifestazione promossa dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato di matrice fascista provocò la morte di otto persone, il ferimento di altre centotre e oggi non c’è un colpevole. Una ragione in più per dare voce ai familiari delle vittime. Un motivo in più anche per sostenere il lavoro di coloro che sono tuttora impegnati nella ricerca della verità giudiziaria e per trasmettere anche a quei giovani – e non solo -, non ancora nati in quella maledetta giornata, un pezzo di storia del nostro Paese. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’inviare il 28 maggio dell’anno scorso un messaggio al sindaco della città, Adriano Paroli, affermò: «Il ricordo di essa e di chi perse la vita quel giorno è vivo nella coscienza del Paese». 

Parole cadute nel vuoto, nel silenzio imbarazzante di un Tg1, oggi alle 13,30 condotto da Nicoletta Manzione. Nessuna polemica, ci tengo a dirlo, semmai esprimo il mio disagio. Non vedere, anche per pochi istanti, le immagini della commemorazione, non ascoltare le parole di chi da anni è impegnato in una lotta di civiltà e di giustizia, mi ha turbato. Eppure durante l’edizione delle 13,30, è stato dato spazio ad un servizio dal titolo “In coda dalla notte per un I-Pad”, annunciato addirittura nei titoli di testa. E, ancora: è stata raccontata la bizzarra e stravagante impresa di un giovane americano che appeso a dei palloncini, gonfiati con l’elio, ha attraversato il canale della Manica. Quante attraversate dovranno, invece, ancora compiere i cittadini di Brescia e dell’Italia per arrivare alla verità sulla strage? Sulle stragi?

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Intervista a Walter Veltroni (La Repubblica)

www.28maggio1974.brescia.it

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