Amianto killer, il gip ordina l’imputazione

Pistoia, no del giudice all’archiviazione delle accuse contro due ex dirigenti Breda per la morte di Amilcare Sacconi, operaio in pensione ucciso da un mesotelioma

Pistoia – La gip del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci ha disposto l’imputazione coatta per omicidio colposo nei confronti di due ex dirigenti dello stabilimento Breda, Corrado Fici e Roberto Cai, per la morte di Amilcare Sacconi, operaio in pensione ucciso da un mesotelioma.

Un’ordinanza che arriva dopo che la procura della Repubblica aveva già chiesto per tre volte l’archiviazione del fascicolo aperto dopo il decesso del settantaduenne operaio pistoiese, avvenuto il 29 novembre 2010. Il pm Luigi Boccia è convinto che non sia possibile sostenere l’accusa di omicidio colposo in un processo.

Ma la gip Martucci ha ordinato al pubblico ministero di redigere il capo di imputazione e chiedere il rinvio a giudizio dei due indagati entro dieci giorni.

“Se non vi può essere dubbio sul fatto che il Sacconi abbia contratto la malattia che ne ha causato la morte proprio per l’esposizione all’amianto presso la Breda – motiva la giudice nella sua ordinanza – ne consegue, in termini di responsabilità per colpa, che debba essere esercitata l’azione penale nei confronti di Fici e Cai, avendo svolto, all’interno della Breda, il Fici il ruolo di dirigente generale dal 1979 al 1986, e il Cai con varie mansioni (direttore di produzione, vicedirettore generale e direttore generale) dal 1978 al 1991”.

L’amianto alla Breda, una tragedia scritta con 25 anni di ritardo

Pistoia, diventa un libro la tesi di Valentina Vettori: il padre Marco dette il via a una lotta da tanti inizialmente incompresa

Pistoia – Si è tenuta sabato a Pistoia la presentazione del libro, “Morire d’amianto a Pistoia. Il caso Breda e l’informazione”. Il libro è stato presentato nell’ambito del convegno “Raccontare l’amianto. La responsabilità di una informazione corretta ai cittadini”.

Si tratta della tesi di laurea di Valentina Vettori, 25 anni, che ha ricostruito le vicende legate all’impiego dell’amianto alla Breda, e alle tragiche conseguenze per la salute dei lavoratori della fabbrica. «Un lavoro nato prima che nella testa nel cuore, poco dopo la morte di mio padre», ricorda Valentina, figlia di Marco Vettori, operaio nello stabilimento di via Ciliegiole, sindacalista e presidente del consiglio comunale di Pistoia, scomparso il 6 marzo del 2013, a 59 anni, per un colangiocarcinoma diagnosticato nel 2011, per il quale sono in corso studi per il riconoscimento della patologia come amianto-correlabile.

La vicenda dell’amianto nello stabilimento di Pistoia e delle conseguenze sulla salute dei lavoratori, come sottolinea la giovane autrice, è stata ricostruita parlando con gli operai, con l’avvocato che ha seguito il processo, con i giornalisti e conla Cgil. Un’esposizione all’amianto che si è prolungata per anni, sia durante il lavoro che in occasione della scoibentazione dello stabilimento.

Amianto killer a Prato, i “cenciaioli” fra le principali vittime

Secondo uno studio dell’Istituto di prevenzione oncologica l’incidenza di tumori fra i cernitori di stracci supera persino quella della fabbrica Eternit di Casale Monferrato

Prato – La causa del mesotelioma pleurico che ha colpito decine di cernitori di stracci e operai del settore tessile, a Prato, è l’espozione all’amianto, addirittura superiore per i lavoratori tessili rispetto a quella degli operai della Breda di Pistoia. Lo rivela un recente studio dell’Ispo, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze.

Già si sapeva che il tumore correlato alla presenza dall’amianto ha colpito anche nel tessile, ed era anche noto che tra le persone che si sono ammalate in questi anni c’erano pure gli stracciaioli o cernitori. Ma non era chiara la frequenza delle diagnosi. Nella ricerca, che come prima firmataria ha Elisabetta Chellini di Ispo e alla quale hanno partecipato tra gli altri anche Aldo Danti e Luigi Mauro della Asl pratese, si spiega che il mesotelioma tra il 1988 e il 2012 ha avuto tra i cernitori un’incidenza compresa tra i 74 e i 166 casi per 100mila abitanti. Il primo dato è più alto di quello registrato alla Breda di Pistoia, il secondo, appunto, vale quello di Casale Monferrato.

Comunque sia siamo a livelli molto importanti. L’incidenza nel resto del tessile è stata assai più bassa: 3,5 casi per 100mila abitanti. Tutto questo considerando i soli mesoteliomi, 40 casi tra i cenciaioli. Se si aggiungono le altre malattie correlate all’esposizione all’amianto, almeno altrettante diagnosi, ce n’è abbastanza per mettere mano a una questione legata al riconoscimento da parte dell’Inail delle indennità previste per questa malattia professionale.

Due le possibili modalità di esposizione. La prima è la presenza di tracce di amianto negli indumenti durante la fase della sfoderatura; l’altra, più probabile, l’uso di sacchi di juta che erano stati in precedenza usati per trasportare amianto, una pratica di cui ci sono conferme dagli anni Sessanta agli anni Ottanta.

“I figli della storia dell’amianto” si riuniscono a Pistoia

Sabato 18 la presentazione del libro di Stefano Valenti “La fabbrica del panico”. Presente anche l’autore di “Amianto, una storia operaia” Alberto Prunetti.

Prato – Segnaliamo un interessante evento organizzato da Voci della memoria, l’associazione che da anni lavora per mantenere viva la memoria sulle morti causate dall’amianto. Un tema da sempre al centro dell’attenzione del nostro sito, al quale abbiamo dedicato la sezione con tutte le udienze del processo Eternit.

Sabato 18 gennaio a Pistoia, presso la sede del Circolo Ricreativo Breda, sarà presentato il libro di Stefano ValentiLa fabbrica del Panico”, edito da Feltrinelli. Un libro che narra il lavoro e la conseguente malattia a causa dell’amianto alla Breda di Sesto San Giovanni del padre dell’autore. Alla serata sarà presente anche Alberto Prunetti, autore del libro “Amianto, una storia operaia“.