Termini Imerese, la prossima settimana incontro tra aziende e sindacati

Prato – Si e’ svolta oggi presso il ministero dello Sviluppo Economico una riunione del tavolo sul rilancio industriale del sito di Termini Imerese.

I rappresentanti del ministero e di Invitalia hanno reso noto che da lunedì prossimo partiranno i confronti tra le aziende della short list e le parti istituzionali e sindacali. I primi incontri saranno con le società De Tomaso, Cape-Riva, Biogen e Ciccolella. Il segretario confederale della Cgil Vincenzo Scudiere precisa: “L’importante e’ che negli incontri che si effettueranno con le imprese siano definiti con chiarezza i piani industriali, le ricadute occupazionali e le capacita’ d’investimento delle singole imprese”.

Ricordiamo che la Fiat ha già annunciato la chiusura dello stabilimento per la fine del 2011.

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Fiat, quale futuro per Termini Imerese?

Prato - Nei giorni scorsi si è parlato molto del futuro dello stabilimento di Termini Imerese. La Fiat ha annunciato da tempo che il 31 dicembre 2011 cesserà l’attività produttiva nel sito siciliano, che attualmente occupa 1.500 persone e dove venivano prodotte 60mila Lancia Ypsilon all’anno.

La scorsa settimana è stato firmato l’accordo di programma per il futuro dello stabilimento. Il ministro dello Sviluppo Economico Romani ha parlato di oltre un miliardo di investimenti, il raddoppio dell’occupazione e il recupero di un sito produttivo considerato non più redditizio. I vertici dei sindacati confederali invitano alla prudenza.

In realtà per il momento le uniche risorse certe sono quelle pubbliche: 450 milioni di euro (100 dal Governo e 350 dalla Regione Sicilia – di cui 200 per la riqualificazione e 150 per le infrastrutture). Gli altri 600 milioni dovrebbero arrivare dalle sette società private selezionate dal Ministero per realizzare i loro progetti nell’area. Si tratta di progetti decisamente eterogenei tra loro. Due soli riguardano il settore auto: la De Tomaso, che produce auto di lusso, e l’indiana ReVa, auto a energia solare. Gli altri cinque progetti non sono automobilistici: gruppo Ciccolella (serre fotovoltaiche), Einstein Multimedia (studi tv), Biogen (stoccaggio di biomasse per ricavarne energia elettrica), Lima Lto (protesi mediche), Newcoop (logistica).

Senza contare un ottavo progetto, lasciato per ora in disparte perché presentato in ritardo, secondo il Ministero: quello della fabbrica molisana DrMotor, che assembla in Italia auto cinesi del gruppo Chery. Tra l’altro, si tratta dell’unico progetto che punta sull’intero sito per mantenere lo stesso assetto della Fiat: lastratura, verniciatura e assemblaggio per la produzione di 60mila auto l’anno in 4 modelli. Un progetto su cui vi proponiamo un interessante approfondimento.

Le perplessità dei sindacati, in particolare della Fiom, riguardano la mancanza di chiarezza sui progetti. Il governo nel mese di gennaio si era impegnato a convocare i sindacati per illustrare i contenuti dei diversi piani industriali, le ricadute occupazionali e gli investimenti previsti. Niente di tutto ciò è stato fatto. L’accordo di programma è stato firmato al buio.

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