Strage Viareggio, parla il braccio destro di Moretti

Domenico Braccialarghe, ex numero due di Ferrovie, racconta la holding e l’ex ad Che tutte le istituzioni volevano in ogni situazione o cerimonia pubblica

Lucca – Nell’udienza odierna del processo in corso al Tribunale di Lucca l’avvocato difensore di Mauro Moretti, Armando D’Apote, ha chiamato a testimoniare Domenico Braccialarghe, uomo di fiducia di Moretti prima in Ferrovie e adesso in FinMeccanica.

Il tema trattato è il ruolo della holding Fs nei confronti delle imprese del Gruppo e, nello specifico, i ruoli di Mauro Moretti: quelli che gli erano propri e quelli che lui stesso si era quasi ritagliato addosso. Braccialarghe ha dichiarato che Ferrovie Spa «non è una holding finanziaria ma ha anche compiti operativi». Quindi quelle che per il Pm Salvatore Giannino erano indebite ingerenze negli affari delle società controllate che dovevano restare completamente autonome, per Braccialarghe in realtà erano attività normali della holding tecnica di Trenitalia.

Con questa udienza si conclude l’elenco di consulenti e testimoni della difesa di Ferrovie. Mercoledì prossimo rilascerà delle dichiarazioni spontanee l’imputato tedesco Uwe Kriebel.

Strage Viareggio, il convoglio non stava viaggiando in assoluta sicurezza

Non era stato previsto il rischio di sversamento di Gpl in caso di incidente col treno in marcia ed era stata disattesa una norma specifica riguardo al trasporto di merci pericolose (e il Gpl lo è).

Lucca – Il carro merci che il 29 giugno 2009 percorreva la tratta Trecate-Gricignano non stava viaggiando in assoluta sicurezza. E’ questo il dato saliente che è emerso dall’udienza odierna del processo per la strage alla stazione di Viareggio. Non lo era perché non era stato previsto il rischio di sversamento di Gpl in caso di incidente col treno in marcia e perché era stata disattesa una norma specifica riguardo al trasporto di merci pericolose (e il Gpl lo è). Tale norma prevedeva – e prevede – che fra il locomotore e il primo carro merci deve essere sistemato un carro scudo carico di inerti. Se ci fosse stato quella notte, si sarebbe rovesciato quel carro innocuo e magari – urtando contro qualsiasi cosa, picchetto o zampa di lepre che fosse – non avrebbe scaricato nell’aria nessun gas letale per le persone.

Lo ha detto davanti al Collegio giudicante un testimone delle difese, l’ingegnere di Rfi Paolo Genovesi che, insieme a un team di esperti nel 2005 realizzò uno studio sulle valutazioni del rischio nei trasporti ferroviari.

Strage, velocità dei treni ridotta «solo per cortesia» (IlTirreno.it)

Quel treno doveva viaggiare con i carri scudo a protezione (IlTirreno.it)

Strage Viareggio, Moretti potrebbe rinunciare alla prescrizione

L’ipotesi formulata dall’avvocato difensore Armando D’Apote. I familiari delle vittime: per ora sono parole.

Viareggio – Hanno smosso mari e monti. I familiari delle vittime della strage sono arrivati fin sotto Montecitorio, sono saliti al Colle dal presidente Sergio Mattarella, hanno incontrato il guardasigilli Orlando. Ogni passo possibile, per evitare che i reati di incendio doloso plurimo e lesioni dolose possano cadere in prescrizione. Perché è stato proprio quell’incendio, innescato dal deragliamento di un treno carico di Gpl, a stravolgere senza appello le loro vite e ad interrompere la vita di 32 persone, le ‘loro’ persone. Su questa ipotesi, e su questa battaglia, interviene ora l’avvocato Armando D’Apote, difensore dell’ex ad di Fs Mauro Moretti, oggi a Finmeccanica, imputato nel processo. «Se quello della prescrizione dovesse diventare il vero problema, personalmente – ha dichiarato il legale di Moretti – non avrei alcun dubbio a consigliare al mio assistito di rinunciarvi, per spazzare via ogni ulteriore strumentalizzazione». Secondo D’Apote, comunque, i reati a rischio prescrizione sono “assorbiti” «da altri ben più gravi», come l’omicidio colposo aggravato plurimo e il disastro ferroviario colposo: «La difesa – ricorda – non ha mai compiuto un solo atto dilatorio. La vera causa della lunghezza abnorme di questo processo – ha concluso – è stata la dilatazione smisurata di una indagine preliminare».

Per ora sono parole, vedremo durante il processo se seguiranno i fatti. Se lo farà sarà un modo per mettere il processo in condizione di dimostrare la verità”. Ha detto Marco Piagentini, neopresidente dell’associazione che raggruppa i familiari delle vittime. “Il processo deve fare il suo corso – ha spiegato Piagentini – e accertare tutta la verità. Per farlo i giudici si devono esprimere su tutti i reati ipotizzati, anche l’incendio: le sue conseguenze io le porto sul mio corpo. Il difensore di Moretti non esclude di rinunciare alla prescrizione? Bene, spero che lo faccia e che lo facciano anche gli altri imputati”.

Strage Viareggio, nuove prove della difesa

L’avvocato difensore di Mauro Moretti ha portato in aula prove di abbattimento del picchetto. Ultima udienza prima della pausa estiva, il processo riprenderà il 16 settembre

Lucca – Buona parte dell’udienza odierna al processo per la strage di Viareggio è stata occupata dal controesame che l’avvocato Armando D’Apote, legale di Mauro Moretti, ha condotto nei confronti di Marco Boniardi, consulente di parte civile. D’Apote ha insistito sul tema dello squarcio della cisterna e di cosa l’ha provocato, mostrando in aula un filmato di prove sperimentali che Ferrovie ha effettuato nel tentativo di provare che non può essere stato un picchetto di regolazione delle curve, come da accusa formulata dalla Procura (consulente Paolo Toni) e come dai lavori del consulenti di parte civile. Prove sperimentali mostrate per la prima volta a tutte le parti, tanto da suscitare la reazione di Boniardi che ha voluto sottolineare proprio questo aspetto di “novità”, prima di rispondere alle domande dell’avvocato: «Quello che mi sento di dire è sicuramente che bisogna verificare che tutte le condizioni a contorno siano rispettate».

L’udienza odierna è stata l’ultima prima della pausa estiva. Il processo riprenderà mercoledì 16 settembre.

Strage di Viareggio, Moretti ridusse le risorse sulle tecnologie per la sicurezza

La Corte dei Conti che verifica i conti di Ferrovie rivela che Moretti ridusse le risorse destinate alla finalità istituzionale, in particolar modo sulle tecnologie per la sicurezza

Lucca – “Emerge una notevole riduzione delle risorse destinate alla finalità istituzionale, che si riflette in modo particolare sulle tecnologie per la sicurezza. Cui sono destinati circa 16 milioni nel 2009 contro gli 85,6 del 2006”. Così scrive la Corte dei Conti che ha l’incarico specifico di verifica di conti e bilanci di Ferrovie. Poche righe e qualche cifra che risuonano nell’aula del Polo fieristico di Lucca.

Sul banco dei testimomi c’è Paolo Rivella, esperto nazionale di intrecci societari. Il suo lavoro mette in luce che “all’epoca dei fatti, la capogruppo Fs con l’amministratore delegato Mauro Moretti, ingeriva costantemente nella gestione delle controllate Rfi e Trenitalia. Bel oltre i termini leciti e dando luogo ad una conclamata. L’avvocato di Moretti, Armando D’Apote ha rinunciato al controesame del testimone.

Strage Viareggio, ricostruzione in 3D

L’ingegner D’Errico, consulente tecnico dell’accusa, demolisce la teoria dei periti del Gip

Lucca – Ancora un’udienza tecnica al processo per la strage di Viareggio, udienza che si è conclusa con la proiezione di un filmato – una ricostruzione in 3D – che mostra i motivi per cui la cisterna della morte non può essere stata squarciata dalla zampa di lepre. Una conclusione a cura del consulente tecnico Fabrizio D’Errico, che è stata acquisita agli atti del processo sulla strage del 29 giugno 2009 dal Collegio giudicante senza dare più possibilità di replica alle difese.

Gli avvocati difensori (D’Apote, Scalise e Manduchi) hanno fatto opposizione. Hanno chiesto al Tribunale di non tenere in considerazione quel filmato perché mai visto fino ad allora e chiedendo semmai di poter nuovamente interrogare il consulente su quel tema specifico. Ma da questo punto di vista il presidente del Collegio Gerardo Boragine è stato irremovibile.

In precedenza l’avvocato Gaetano Scalise, legale dell’imputato Enzo Marzilli, aveva cercato di demolire punto su punto la ricostruzione dell’incidente fatta dall’ingegner D’Errico, che si è però districato con abilità dal fuoco di fila delle domande.

L’udienza è stata aggiornata a mercoledì 17 giugno.

Processo Viareggio: il treno della strage era una mina vagante

La deposizione di Fabrizio D’Errico, consulente di parte civile, ha confermato crateri di corrosione e cattiva manutenzione. Nel 2007 il primo allarme.

Lucca – Al processo per la strage di Viareggio ha parlato Fabrizio D’Errico, ingegnere del Politecnico di Milano, consulente di parte civile, della Provincia di Lucca e della Croce Verde di Viareggio. D’Errico ha portato in aula una ricostruzione tridimensionale con una versione decisamente più dettagliata, soprattutto nell’analisi del metodo seguito, del lavoro già prodotto per l’udienza preliminare. Sedici evidenze che si snodano nella ricostruzione animata man mano che la tragedia si consuma dall’ingresso in stazione fino allo squarcio prodotto in una delle cisterne.

«All’epoca dell’incidente – ha detto D’Errico nella sua deposizione – vi erano molti rigonfiamenti lungo il cosiddetto collare della sala fratturata 98331 e tali rigonfiamenti sono univocamente riconducibili a prodotti di corrosione tipo idrossidi di ferro (ruggine). Un simile stato della superficie al 30 giugno 2009 – per di più con della vernice sopra disposta – non è fenomenicamente compatibile con l’ipotesi che appena otto mesi prima essi non fossero pre- esistenti».

L’udienza è stata aggiornata a mercoledì 10 giugno.

Strage Viareggio, Favilla attacca Moretti

L’ex assessore di Lucca in aula accusa Mauro Moretti, ex amministratore delegato di FS: “minacciò di licenziare chi contestava la sicurezza”

Lucca – Al processo per la strage di Viareggio proseguono le udienze delle parti civili, che vedono sui banchi dei testimoni familiari, consulenti medici, ferrovieri, ma anche rappresentanti delle istituzioni. 

Stefano Baccelli, presidente della Provincia, al quale Gaetano Scalise – uno degli avvocati degli imputati delle imprese di Ferrovie – ha contestato: “Non è una strage, è un incidente ferroviario”.

Protagonista assoluto, ancora nell’ultima udienza di mercoledì 15, Mauro Moretti, all’epoca dei fatti amministratore delegato del Gruppo Ferrovie, oggi stesso ruolo ma in Finmeccanica.

Nelle parole di ferrovieri ed ex ferrovieri il quadro che si definisce è quello di Moretti “one man band” lungo i binari d’Italia, come da accusa formulata dalla Procura di Lucca. Emiliano Favilla, all’epoca dei fatti assessore provinciale alla Protezione civile, ricorda: «Partecipai ad un incontro in Regione il 14 settembre 2009. C’era anche Moretti con dirigenti e tecnici. I temi trattati andavano dalla ricostruzione della stazione, allo spostamento della sottostazione elettrica, ai problemi di manutenzione della stazione, alla realizzazione del sottopasso in sostituzione della passerella distrutta nella tragedia. In quell’occasione ricordo di aver detto a Moretti: “Ma della sicurezza ancora nessuno ha parlato qui! Moretti si arrabbiò e rispose: “I problemi di sicurezza non esistono e non c’è niente da discutere a riguardo”. Ne nacque una discussione molto forte».

Durante l’udienza Armando D’Apote, l’avvocato che difende Fs, ha chiesto che sia sentito, in merito a questa vicenda, Claudio Martini. Il giudice si è riservato di decidere.

Il processo è stato aggiornato a mercoledì 22 aprile.

Strage di Viareggio, in aula Della Valle e Montezemolo

L’esperienza della nascita di Italo nel rapporto con Mauro Moretti, all’epoca amministratore delegato di Ferrovie. La mamma di Emanuela, una delle 32 vittime del disastro al presidente di Ntv: “Solo la verità…”

Lucca – Al processo per la strage di Viareggio sono comparsi oggi in aulaDiego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo, citati come testi dell’accusa dalla Procura di Lucca, per riferire della nascita di Ntv, con Italo concorrente nel settore dei trasporti su rotaia, circa i rapporti con Mauro Moretti, che all’epoca ricopriva la carica di amministratore delegato di Ferrovie e che è uno dei 33 imputati.

I due testimoni, che erano stati già ascoltati dalla polizia giudiziaria, hanno risposto alle domande dei pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, che hanno cercato di individuare le responsabilità di Moretti nella gestione della sicurezza ferroviaria, e poi delle parti civili.

“Ogni volta che avevamo a che fare con Mauro Moretti, era netta la sensazione che all’interno delle Ferrovie non si muovesse foglia senza il suo consenso”, ha detto tra l’altro Luca Cordero di Montezemolo.

“All’interno delle Ferrovie esisteva un vero e proprio ‘metodo Moretti’, con lui non c’era possibilità di dialogo”, ha affermato tra l’altro Diego Della Valle. Montezemolo e Della Valle hanno poi ricostruito le difficoltà frapposte alla nascita del concorrente Ntv. Entrambi i testi però hanno precisato di non essersi mai occupati delle questioni relative alla sicurezza ferroviaria, perchè “tecniche”.

Al momento del suo arrivo, Montezemolo è stato avvicinato da Daniela Rombi, madre di Emanuela Menichetti, una delle 32 vittime: “Le ho scritto e la ringrazio per avermi risposto. Oggi le chiedo la verità, la verità soltanto…”, queste le parole della signora.

Con l’ultima udienza, il processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009 è arrivato ad una svolta: la Procura ha rinunciato ad un gran numero di testimoni, dando un segnale di avere sufficienti elementi per accelerare l’iter giudiziario. Ora sta ai legali (di imputati e parti civili) riposizionare il proprio numero di testimoni e poi al presidente del Collegio (Tribunale di Lucca) ridefinire nel dettaglio il calendario delle udienze, tenuto anche conto della disponibilità o meno della struttura che ospita le udienze.

Strage Viareggio: lite tra legale Fs e familiare vittima (Fonte: video.repubblica.it)

Strage Viareggio, in aula scontro pm-legale Moretti

Udienza incandescente. Per la Procura l’avvocato D’Apote esibisce foto “ritoccate ad arte”. La replica: “Vi querelo”

Lucca – Prima udienza del 2015 al processo per la strage di Viareggio, e il clima in aula si fa subito incandescente. L’udienza è stata monopolizzata dal controesame del consulente dell’accusa, l’ingegner Paolo Toni, da parte dell’avvocato Armando D’Apote, legale del più noto degli imputati, Mauro Moretti.

Un controesame focalizzato solo e soltanto su un unico aspetto: cosa ha causato lo squarcio della cisterna: picchetto o zampa di lepre? Il tutto per cercare di dimostrare da parte di D’Apote provare che l’ingegner Toni ha torto quando sostiene che a squarciare la cisterna della morte quella maledetta notte del 29 giugno 2009 fu il picchetto di segnalazione. Ma Toni non ha modificato di una virgola la sua posizione né ha mollato di un centimetro di fronte alle incalzanti domante del legale di Moretti che, a dispetto dei suoi propositi dichiarati a fine seduta (“Confido che Toni possa cambiare idea”) dal confronto con il luminare delle ferrovie esce senza ottenere risultati.

Eccetto forse di aver suscitato un po’ di ilarità fra il pubblico e i suoi colleghi avvocati (anche quelli della sua parte) quando ha abbozzato dei disegni per cercare di far capire a Toni quali fossero le sue idee e le sue ricostruzioni. Quando l’avvocato Tiziano Nicoletti ha fatto notare che cosa resterà nei verbali di questi schizzi, lo stesso presidente del Collegio giudicante Gerardo Boragine ha scelto la strada dell’ironia: “Speravamo non restasse alcuna traccia”, ha fatto notare quando l’avvocato D’Apote ha salvato i disegni sul computer preannuncdo di volerli depositare.

E’ stata una seduta estenuante e difficile da gestire da parte del giudice Boragine. I diverbi tra D’Apote e i pm Salvatore Giannino e Giuseppe Amodeo hanno raggiunto livelli elevatissimi. “La querelo – ha minacciato D’Apote rivolgendosi al Pm Giannino – se continua a dire che dico cose false”. Giannino infatti faceva notare che i documenti che l’avvocato mostrava al consulente in realtà erano, a suo modo di vedere, abilmente contraffatti. Fortemente contesatato è stato il modo di condurre il controesame da parte di D’Apote, tanto da far inalberare anche l’avvocato Graziano Maffei: “Tutti abbiamo capito lo stile di D’Apote: non è adeguato e le chiedo – dice Maffei rivolgendosi al giudice – di vigilare, perché non fa domande e c’è un limite a tutto”.

All’ingresso del polo fieristico di Lucca, dove si celebra il processo, oltre alle foto delle vittime, erano esposti due nuovi striscioni. “No alla prescrizione. Pagare tutto. Pagare fino all’ultimo giorno” e “Il nostro dolore non andrà mai in prescrizione“.

Nella prossima udienza, in calendario per il 21 gennaio, proseguirà il controesame.