Rai, rimozione Ferrario: Minzolini condannato anche in appello

Roma – La Corte d’Appello di Roma ha confermato la condanna a quattro mesi di reclusione per abuso d’ufficio, inflitta in primo grado, nei confronti dell’ex direttore del Tg1  Augusto Minzolini. La vicenda riguarda la rimozione nel 2010 dalla conduzione del telegiornale delle ore 20 della giornalista Tiziana Ferrario. I legali di Minzolini hanno annunciato che presenteranno ricorso in Cassazione.

 

Rai, rimosse la Ferrario dalla conduzione del Tg1: Minzolini condannato per abuso di ufficio.

Condannato Augusto Minzolini per abuso di ufficio

Roma Il Tribunale di Roma ha condannato a quattro mesi l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini per abuso di ufficio. Il reato contestato al senatore del Pdl è relativo alla rimozione, avvenuta nel 2010, della giornalista Tiziana Ferrario dalla conduzione del Tg1 delle 20. L’accusa era quella di avere tolto dalle sue mansioni per circa un anno la giornalista, omettendo poi di attribuirle nell’ambito della redazione esteri “qualsivoglia mansione dal marzo del 2010 al marzo 2011″. Secondo l’accusa la rimozione dalla conduzione della Ferrario fu “conseguenza di una vendetta per le critiche fatte sulla imparzialità del direttore a proposito delle notizie diffuse dopo la conclusione del processo Mills”. Il 12 novembre a Minzolini inoltre è stata inflitta una condanna definitiva in Cassazione a due anni e mezzo di reclusione per peculato continuato, per la vicenda dell’utilizzo delle carte di credito Rai.

 

Cassazione, confermata la condanna ad Augusto Minzolini per peculato

In Cassazione confermata la condanna ad Augusto Minzolini per peculato

Roma E’ confermata la condanna a due anni e mezzo per peculato continuato ad Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1. Lo ha deciso la sesta sezione penale della Corte di Cassazione rigettando il ricorso del giornalista e parlamentare. Confermata anche quindi l’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena, come stabilito dalla Corte di appello di Roma il 27 ottobre 2014. L’accusa era quella d’aver superato in 14 mesi il budget messo a sua disposizione dall’azienda. La somma contestata, circa 65mila euro in un anno e mezzo, era stata completamente rimborsata alla Rai già da tempo.

Rai, Augusto Minzolini condannato in appello. Due anni e sei mesi all’ex direttore del Tg1

L’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini condannato in appello. Ribaltata la sentenza di primo grado.

Roma L’ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è stato condannato dalla terza Corte di Appello di Roma a 2 anni e 6 mesi per l’accusa di peculato continuato per aver utilizzato in modo improprio la carta di credito aziendale. In primo grado il senatore di Forza Italia era stato assolto. Il giudice ha fissato anche per lo stesso periodo l’interdizione dai pubblici uffici. Il procuratore generale aveva chiesto 2 anni di reclusione. L’accusa era quella di aver superato in 14 mesi il budget messo a sua disposizione dall’azienda. C’è da sottolineare che la somma contestata, circa 65mila euro in un anno e mezzo, è stata completamente rimborsata alla Rai.

Rai, Minzolini a processo per abuso d’ufficio

Augusto Minzolini è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio, ”per aver rimosso dalla conduzione del telegiornale la giornalista Tiziana Ferrario“.

Roma Augusto Minzolini è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio, ”per aver rimosso dalla conduzione del telegiornale la giornalista Tiziana Ferrario“. Il gup di Roma, Rosalba Liso, ha accolto la proposta di processo avanzata dalla Procura. Per il pm Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo aperto nel 2011, il direttore dopo aver tolto dalla conduzione del tg la Ferrario, che ha mansioni di caporedattore, non l’ha ricollocata nell’attività redazionale per circa un anno. La Ferrario si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Domenico D’Amati. Il processo è stato fissato per l’8 aprile.

Minzolini assolto dall’accusa di peculato

Assolto dall’accusa di peculato Augusto Minzolini.

Roma Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato” dall’accusa di peculato per un presunto utilizzo improprio delle carte di credito aziendali. Minzolini era stato rinviato a giudizio nel 2011 con l’accusa di avere sforato, in 14 mesi, il budget a sua disposizione per circa 65 mila euro. Una somma restituita dal giornalista alla tv pubblica. Il pm della Procura di Roma Mario Dovinola aveva chiesto due anni di reclusione contro l’ex direttore e ora capolista del Pdl per il Senato in Liguria.

 

 

 

 

 

 

 

Rai, il Tribunale ha rigettato il ricorso d’urgenza di Minzolini. Alla direzione del Tg1 resta Maccari.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso d’urgenza di Augusto Minzolini per ottenere il reintegro alla direzione del Tg1, da dove è stato rimosso lo scorso dicembre dopo il rinvio a giudizio per peculato in relazione all’utilizzo della carta di credito aziendale.

RomaIl giudice del lavoro del Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso d’urgenza di Augusto Minzolini per ottenere il reintegro alla direzione del Tg1, da dove è stato rimosso lo scorso dicembre dopo il rinvio a giudizio per peculato in relazione all’utilizzo della carta di credito aziendale. Alla direzione  del Tg1 resta Alberto Maccari. All’uscita del Tribunale, l’ex direttore è stato avvicinato per un’intervista da Luca Bertazzoni, inviato di Servizio Pubblico. Minzolini, incalzato dalle domande, ha offeso Bertazzoni e ha annunciato querela contro il giornalista (link).

 

 

Rai, via Minzolini dal Tg1. Alberto Maccari direttore ad interim.

Il Cda della Rai ha rimosso dall’incarico di direttore del Tg1 Augusto Minzolini, rinviato a giudizio dal tribunale di Roma per peculato.

RomaAugusto Minzolini non è più il direttore del Tg1. Il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso di rimuovere dall’incarico il “Direttorissimo”, come lo chiamava Silvio Berlusconi. La votazione del Cda di Viale Mazzini si è conclusa in parità, quattro a quattro, ma il voto del presidente che vale doppio ha inciso sul destino dell’ormai ex direttore, destinato ad un nuovo incarico. Il presidente Garimberti, assieme ai consiglieri Nino Rizzo Nervo, Alessio Gorla e Giorgio Van Straten, ha votato a favore della rimozione di Minzolini. Quattro i voti contrari: Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Rositani e Antonio Verro. Mentre, il consigliere Rodolfo De Laurentiis è uscito al momento del voto. Altro aspetto, quest’ultimo, non di poco conto. A pesare sulle sorti di Minzolini il rinvio a giudizio per peculato, deciso nei giorni scorsi dal Tribunale di Roma. Il Cda, inoltre, ha votato a maggioranza il via libera all’interim per Alberto Maccari, fino ad oggi direttore del Tgr. In questo caso, a favore hanno votato il presidente Garimberti, Bianchi Clerici, Rositani, Gorla e Verro. Van Straten si è astenuto, mentre hanno votato contro Rizzo Nervo, De Laurentiis e Petroni.

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Rai, Minzolini rinviato a giudizio per peculato

Il processo si terrà l’8 marzo prossimo davanti alla VI sezione penale del Tribunale di Roma. La Rai si costituirà parte civile

Roma – Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini è stato rinviato a giudizio per peculato con riferimento all’uso della carta di credito aziendale della Rai utilizzata, secondo l’accusa, in maniera non regolamentare. La decisione è del gup di Roma Francesco Patrone che ha accolto le istanze del procuratore aggiunto Alberto Caperna. Il processo si terrà l’8 marzo prossimo davanti alla VI sezione penale del Tribunale di Roma. Il giornalista è accusato di peculato per avere sforato, in 14 mesi, il budget a sua disposizione per circa 65 mila euro. Tale somma è stata già restituita dal direttore all’azienda.

Chiesto il rinvio a giudizio per Minzolini. L’accusa: peculato

La Procura di Roma contesta al giornalista di aver speso circa 65 mila euro in 14 mesi con la carta di credito aziendale

Roma – Il procuratore aggiunto di Roma, Alberto Caperna, ha chiesto il rinvio a giudizio di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, con l’accusa di peculato. La Procura di Roma contesta al direttore del Tg1 di aver speso circa 65 mila euro in 14 mesi con la carta di credito aziendale. L’intera somma è stata comunque restituita. Ma alla procura di  Roma questo non interessa. Quello che conta è che quelle spese di denaro pubblico tra il luglio  2009 e l’ottobre 2010, anche se di rappresentanza, non sono giustificate. Adesso la decisione spetta al Gip.